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| I post di Confronti Politici
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Finalmente...Bersani
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Finalmente, finalmente parole chiare perchè con la fogna non si dialoga, con chi ti prende sistematicamente per i fondelli, alla fine, devi rispondere con i calci nel c...Bravo Bersani a scendere con durezza nell'arena, utilizzando gli strumenti dell'oggi, forse un po rozzi, ma efficaci per quel 50% degli italiani che capiscono solo questo linguaggio, avendo il cervello spappolato dalle TV commerciali. Con Berlusconi e i suoi pretoriani non si dialoga e non ci si confronta, semplicemente perchè "Lui" non vuole ne il dialogo, ne il confronto. A "Lui" interesse solo le sue "cose": oggi i processi, domani gli interessi delle sue aziende, dopodomani quello dei suoi famigli. Illuso è colui che pensa che, avuto un salvacondotto giudiziario, si dedicherà ai problemi veri. A "Lui" interessa solo la "sua cosa". Tutto il resto è merce di scambio, senza alcun interesse per il bene della Nazione. ecco perchè sogno una destra senza di "Lui", una destra europea con la quali confrontarsi e scontrarsi, ma avendo entrambi come obiettivo il bene della Nazione e non quello dei tanti "famigli" che ogni satrapo si porta appresso.
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Prima il Programma o Prima il Leader
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Prima il programma, poi le alleanze ed infine il leader. Questo è il cammino logico per costruire una coalizione che non voglia scimmiottare il metodo del centro destra. Le case si fanno dalle fondamenta e non vorrei trovarmi prima un leader e poi gli alleati ed infine il programma. Quattro, sei, dieci punti e non di più, magari coinvolgendo davvero la base del partito. Poi, definite le linee programmatiche, verificare chi, tra i riformisti, ci sta e solo alla fine individuare il leader. Se dovessimo procedere al contrario, per quale motivo dovremmo fittiziamente stendere un programma che naturalmente è già nella testa del leader e a noi sarebbe concesso solo il: "prendere o lasciare"? Attilio Gusmaroli
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Aspettando settembre
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Forse qualcuno pensa che la mia sincera ammirazione per Fini e il suo gruppo preluda a un mio diverso apparentamento. Sono gli stessi che vedono nemici dappertutto e che non sanno distinguere null'altro che il colore o la famiglia di appartenenza. Per me al contrario è importante che il quadro politico nazionale si liberi dalle pulsione aziendalistiche (PdL) e tribali (Lega) che portano l'Italia ormai ad inseguire senza grandi speranze l'Europa delle democrazie. Il quadro politico,a destra, è in movimento e si inseguono le voci e le dichirazioni per la costituzione di un nuovo partito. Come dice Fabio Granata : "A settembre costruiremo attorno a Gianfranco Fini il profilo di una forza politica modernissima, ma intrisa di memoria storica: un modello - scrive il vicepresidente della commissione antimafia sul suo blog - ben distinto e distante dal berlusconismo privo di anima, dall'affarismo privo di progetto e dal rancoroso tribalismo della Lega". Il coraggio di questa scelta che si scontrerà con la campagna mediatica di B tramite i suoi scagnozzi su TV e giornali, merita ammirazione. L'America di Obama (democratico) e Blumberg (Repubblicano) in nome della libertà di culto permette la costruzione di una moschea a pochissima distanza da Ground Zero, mentre da noi un Salvini qualunque e il suo partito si oppene alla assegnazione di uno spazio per la preghiera islamica a Milano. Dobbiamo continuare a vivere e sopportare un Maroni che si compiace dei grandi successi sulla mafia, mentre la Lombardia mai più di oggi è infiltrata da mafiosi? Il duo B&B ha un unico merito: aver ridotto la cosidetta seconda repubblica ad una condizione ben peggiore della prima. Nessun vero progetto, solo la conservazione e la difesa del potere personale, da tramandare da padre in figlio... Ecco perchè continuerò a guardare con simpatia al tentativo di Fini per la creazione di una moderna destra europea, dove alcuni valori condivisi come uguaglianza, giustizia e legalità sbarrino il passo agli ozi romani e al malaffare che ogni giorno emerge dai pretoriani di B&B.
Attilio
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I VALORI VENGONO CACCIATI, RIMANE IL PADRONE DELLE FERRIERE
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Viviamo una fase politica di grande movimento, ma non sappiamo se approderemo a quell'Italia dove riformisti e conservatori si confronteranno per dare al paese un vero, nuovo volto. La cacciata di Fini dal Padrone delle Ferriere ha nulla a che vedere con le dinamiche di un partito democratico, dove differenti opinioni politiche si confrontano e si scontrano. Berlusconi ha voluto ribadire il concetto di Partito Azienda o Democrazia Centralizzata alla Putin dove uno sceglie i propri collaboratori, fa un passaggio elettorale formale stile URSS Bresneviana (voti si o no al Capo) e poi, nell'azione di governo, i nominati possono solo applicare i desiderati del Capo. Questo l'aveva capito subito Bossi, altri pensavano di portare Berlusconi sulla via della democrazia parlamentare. Ha gettato ieri la spugna Casini e oggi, non riuscendo diversamente, il Padrone caccia platealmente chi portò, a Forza Italia, AN e cioè quell'11% di consensi che trasformarono la vittoria del centro destra in un trionfo. Ma si sa l'Uomo è fatto così: meglio le escort a una moglie silenziosamente sempre al suo fianco, meglio i faccendieri che i valori elementi di base per Fini, inutili impacci per Lui. Gli scenari che si aprono sono a mio avviso imprevedibili, ma almeno oggi il Paese ha una possibilità: il centro destra può ambire ad avere un respiro europeo. Se questa alternativa non si concretizza avremo solo il degrado, per tutti.
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Ognuno può avere le proprie opinioni, ma non ritengo corretto far passare il concetto che a fronte di accostamenti arditi, siano gli altri a non aver capito. Pertanto non avendo trovato un video atto a risolvere il problema, pubblico quanto riportato da INDYMEDIA.ORG.
Vendola: Carlo Giuliani eroe come i due giudici Il presidente della Puglia: pronto a sfidare Berlusconi ,ma prima spariglio i giochi nel centrosinistra
Vendola (Ansa)ROMA — Vuole crescere, Nichi Vendola. Vuole ricostruire un'alleanza che sfidi la destra e, soprattutto, vuole vincere. Obiettivo dichiarato, il posto di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Ma prima deve «sparigliare i giochi» nel suo campo, quello di un centrosinistra «asfittico, che non ha saputo interpretare la crisi del mondo, dell'Europa e dell'Italia». E, forse, anche maneggiare con maggiore attenzione le tragedie recenti del nostro Paese, visto l'accostamento a dir poco ardito tra Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani. Da Bari il presidente della Puglia suona la sveglia al Pd. Riunisce in un camping sul mare duemila ragazzi e si lancia alla conquista della leadership nazionale. Si candida alle primarie, se e quando saranno. Sfida Bersani e mette agli atti il nome del primo avversario del Cavaliere. Tre giorni di dibattiti, incontri e seminari al villaggio turistico Baia San Giorgio di Bari per gli stati generali delle «fabbriche di Nichi» e adesso l'autocandidatura è ufficiale, «il cantiere dell'alternativa» è aperto. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà si butta in pista con largo anticipo e sfida i Ds, gli amici-nemici che, in primavera, gli scagliarono contro la candidatura dalemiana di Francesco Boccia alle primarie per la corsa regionale. Attacca quella sinistra che non sa declinare la parola «cambiamento» e che coltiva «simpatia per la sconfitta». Chiama a raccolta la sua gente, i suoi giovani e li sprona a «vincere senza avere paura di perdere». E pazienza se, per un attimo, gela la platea accostando le sue «fabbriche» ai meeting riminesi di Comunione e Liberazione. Un piccolo inciampo, nulla al confronto dell'accostamento tra Carlo Giuliani, il giovane attivista no-global ucciso nel 2001 durante gli scontri del G8 e i magistrati massacrati dalla mafia. «Vincere per le donne e gli eroi dei nostri giorni — declina il suo pantheon Vendola — come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani». L'«eroe ragazzino», così lo definisce, ucciso da un carabiniere a Genova, quando «una generazione perse l'innocenza e fece i suoi conti con la morte». Chiunque sarà, il candidato premier del Pd dovrà vedersela con lui.
«Le primarie non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra — avverte, sapendo di toccare un nervo scoperto dei democratici — sono una minaccia per la cattiva politica, sono la riappropriazione da parte di un popolo di scelte fondamentali». E perché proprio lui? «Perché io sono voi quando non sopportate il centrosinistra avendo la speranza di un mondo diverso — risponde rivolto ai ragazzi che lo ascoltano —. E perché a me è accaduto due volte di dover sconfiggere il centrosinistra per sconfiggere il centrodestra». Ce n'è anche per il governo e per la nuova P2. Le «uova di serpente che furono covate da eversori di ogni tipo», le «tentacolari ramificazioni» della mafia dentro «i gangli vitali dello Stato», la «processione di camorristi e massoni deviati che accerchia Palazzo Chigi»... Il centrodestra è in crisi, sfida gli avversari Vendola e si mette in cammino «fuori dal palazzo, lungo le traiettorie delle vie popolari». Ma la soluzione non è un governo tecnico, dice a SkyTg24: «Abbiamo bisogno di liquidare il berlusconismo e di tornare alle urne». Il programma? Bellezza dell'ambiente, pressione fiscale «più equa» e redistribuzione delle risorse. E l'avversario dei sogni? «Gianfranco Fini».
Se errore di "lettura" c'è stato, anche INDIMEDIA.ORG è stata poco accorta nel riportare questa dichiarazione.
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GRAZIE, LEGA
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La Mafia è ben radicata al Nord, ma sembra che il problema, per la Lega, non è il pericolo mafioso, ma Saviano. E infatti l'ex-ministro Castelli, uno di quelli che ha sposato l'equazione che Mafia e Sud Italia sono la stessa cosa, dove era nel quinquennio 2001-2006 quando era Ministro della Giustizia? E oggi che dice la Lega sulla pesante infiltrazione mafiosa al Nord? Ammazzare tutti i "terroni" che ovviamente sono mafiosi o prendere a calci in culo questi politici che hanno permesso questo radicamento? Scegliete voi.
PS: ma le Ronde Padane dove sono finite? Perchè non utilizzare questo "braccio armato" contro le Mafie?
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IL SENSO DELLA MISURA
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Talvolta su perde il senso della misura e questo è tanto più amplificato quanto più si è sotto i riflettori della politica. Abbiamo sentito dagli organi di stampa che eroi erano non solo Falcone e Borsellino, ma anche Carlo Giuliani. Con il doveroso rispetto verso la morte di Carlo Giuliani, a chiunque appare chiaro che il sacrificio in nome della giustizia di Falcone e Borsellino sono altra cosa. Sempre dagli organi di stampa abbiamo sentito che lo stesso leader si candida alle primarie del Partito Democratico, così come Beppe Grillo tentò di fare qualche tempo fa. Ebbene Nichi Vendola dovrebbe avere maggior senso della realtà, a meno che il suo obiettivo sia quello di spaccare il Partito Democratico per realizzare un contenitore della sinistra non ben definito. Solo chi guarda alle vicende nazionali o si perde nel chiacchericcio locale può pensare alla fine dell’esperienza del Partito Democratico. Se si parlasse con le persone che regolarmente vanno alle primarie e non solo con (alcuni) culturalmente logori esponenti (indipendentemente dalla loro età), si capirebbe che lo spirito del partito Democratico è più vivo di quanto appare. Certamente molti, al suo interno, spinti da una voglia irrefrenabile di visibilità, cercano di cogliere questo momento di transizione per trovare un proprio spazio, ma poi il tempo come sempre è galantuomo: i migliori vengono premiati. Nichi Vendola non sembra aver colto questo aspetto. La sua indubbia capacità dialettica è offuscata da quanto avviene nella sua regione. Lo scandalo sanità suggerisce molta maggior attenzione nello scegliere i suoi collaboratori.Un Presidente di Regione deve vigilare, certamente non necessariamente in prima persona, ma se qualcosa avviene non può dare la colpa sempre ad altri! Non è credibile chi non è stato capace di individuare non tanto una mela marcia, ma cassette intere! L'aspetto positivo di questa vicenda è che questa auto candidatura mostra come il progetto di un partito di sinistra è stato abbandonato. Se così non fosse Nichi Vendola non avrebbe capito quanto il popolo del Partito Democratico abbia una visione diversa dalla sua.
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Passo davanti ad un edicola e leggo tra gli annunci dei quotidiani locali: "...verrà messo il crocifisso in tutti i locali comunali". Più in la, in piazza Garibaldi, su una parete di una casa un crocifisso è in bella mostra, così in altre piazze della nostra città, a seguito delle celebrazioni del Santo Crocifisso. Il pensiero corre all'evangelista Matteo. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli". E allora mi chiedo: la volonta del Signore è quella di dare più risorse ai poveri e agli indigenti, o semplicemente mettere il crocifisso in tutti i locali pubblici? Mi risulta che l'amministrazione Rudoni abbia ridotto gli stanziamenti pubblici, ma contrariamente alla parola dei vageli avrà il plauso dei tanti castanesi che guardano alla forma e non alla sostanza. D'altro canto così va il mondo. In un paese dove il gioco d'azzardo è la terza industria dopo Eni ed Enel dobbiamo consolarci con la forma: la sostanza va ad altri.
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CANIO TRIONE ELETTO SEGRETARIO DI ZONA DEL PD
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Grande partecipazione dei membri dei circoli PD per la scelta del nuovo segretario di zona. Viene rieletto Canio Trione segretario uscente con circa il 60% delle preferenze. Così si sono espressi i Circoli
CIRCOLO AVENTI VOTANTI % VOTANTI % VOTANTI % DIRITTO GAMBARO GAMBARO TRIONE TRIONE DI VOTO
BERNATE 13 13 100.00 9 69.23 4 30.77 BUSCATE 11 11 100.00 0 0.00 11 100.00 CASOREZZO 12 11 91.67 2 18.18 9 81.82 CASTANO PRIMO 15 12 80.00 3 25.00 9 75.00 CUGGIONO 16 16 100.00 15 93.75 1 6.25 INVERUNO 11 10 90.91 9 90.00 1 10.00 MAGNAGO 18 16 88.89 7 43.75 9 56.25 TURBIGO E NOS. 8 7 87.50 0 0.00 7 100.00 VANZAGHELLO 14 14 100.00 0 0.00 14 100.00
TOTALI 118 110 93.22 45 40.91 65 59.09
Canio Trione ha inviato questo messaggio:
Ringrazio Sergio per gli auguri di buon lavoro che mi inviato. Colgo l'occasione per ringraziarlo e credo che la competizione sia stata utile ed importante per il nostro Partito. La percentuale altissima dei votanti credo sia un segnale di una forte partecipazione e democrazia. Vi prego di far giungere a tutti i componenti dei coordinamenti il mio personale ringraziamento per la passione e partecipazione dimostrata anche in questo passaggio elettivo. Ciao Canio Trione
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PARLIAMO DI COSE SERIE
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Ci sono personaggi singolari e scuole di pensiero eclettiche all'interno del PD. Personaggi e scuole di pensiero che hanno un unico scopo: minare dall'interno il partito per dare spazio ad un proprio ego represso che, contraddizione, è poi incapace di proporre operativamente un percorso. Mi riferisco ai due articoli riportati su il"portale dei castanesi democratici" e riguardanti il saluto di Gifuni alla manifestazione di Roma (PD) contro la finanziaria e la nomina di D'Alema a presidente delle Fondazioni Socialiste. In questi mesi e in questi ultimi giorni assistiamo ad un crescendo di "violenza istituzionale" e "fisica" (vedi le manganellate ai manifestanti dell'Aquila), ma per il sig. Parisi i problemi sono altri! Gifuni reo di aver salutato la platea del Palaforum con "cari compagni" è per Parisi "UNA QUESTIONE SERISSIMA, NON UNA TEMPESTA IN UNA TAZZA DA TE". Dimentica, l'on. Parisi l'ottima fiction su De Gasperi dove Gifuni interpreta splendidamente il ruolo del politico democristiano, gli innumerevoli inviti alle feste della Margherita,... Probabilmente a Parisi e alle (supposte) anime belle piacerebbe la flagellazione collettiva di chi si è ritrovato o semplicemente ha simpatizzato per il Partito Comunista, dimenticandosi, forse, che a nessuno è stato chiesto di abiurare il passato, quando è entrato nel PD, ma di costruire il futuro. Il Partito Democratico è l'incontro di culture diverse che guardano al futuro, non è la sterilizzazione dei sentimenti e dei ricordi. Pare di ricordare che i valori che hanno fatto nascere il Partito Democratico sono assolutamente condivisi dai fondatori, e certamente non mi straccio le vesti per un una frase, un atteggiamento degli ex-DC, ex-DS che ai tanti farisei che popolono il nostro partito sembra aver assunto l'aspetto di Satana.
I problemi del paese sono altri, le aspettative di chi vota o simpatizza PD sono altre. Su questi problemi ci si confronta e si lotta. Certamente non giova al PD l'immobilismo sterile di chi guarda alla cruna dell'ago e non alla trave che sta per seppellirci
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No alla legge bavaglio, no al golpe strisciante. In difesa della giustizia, dell’informazione e della libertà di espressione su internet, Milano si mobilita contro il disegno di legge Alfano. Questa legge, già approvata con voto di fiducia al Senato, limitando fortemente lo strumento di indagine delle intercettazioni telefoniche e ambientali, renderà i cittadini più indifesi di fronte al crimine comune e organizzato. La riduzione degli spazi di cronaca giudiziaria, inoltre, comprimerà il diritto a essere informati sulle malefatte del potere.
Proponiamo a tutti i cittadini, in modo indipendente dall’appartenenza di partito, di manifestare insieme a noi giovedì 1 luglio dalle ore 18,30 in piazza Cordusio. Sul palco si alterneranno giornalisti, intellettuali, giuristi, rappresentanti di associazioni e movimenti della società civile attiva.
Tra i relatori già confermati ci sono: Carlo Smuraglia, Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Guido Besana, Vincenzo Consolo, Daniele Biacchessi, Mimmo Lombezzi, Federico Sinicato, Guido Scorza.
I soggetti che promuovono la manifestazione sono i seguenti: (ordine alfabetico) 11 Metri Officina Politica, Agende Rosse, Arci Milano, Associazione Saveria Antochia OMICRON, Le Girandole, LIBERA Milano, Libera Informazione, Libertà e Giustizia, Meetup 1 Grilli Milano, Movimento Sogno 03, Nobavaglio.it, Popolo Viola Milano, Qui Milano Libera, Societa' Pannunzio, Sos Racket e Usura, Sottolapanca.
L’iniziativa si svolgerà in concomitanza e diretto collegamento con la manifestazione nazionale di Roma. Durante la giornata, prima dell’appuntamento in piazza Cordusio, sono previsti momenti di informazione in vari punti della città.
I punti di informazione già fissati sono i seguenti: Via festa del Perdono presso Statale - (dalle 15 alle 17) Piazza Cordusio (dalle 15 alle 17) Via Dante angolo via Rovello (dalle 15 alle 17) Corso di Porta Vittoria presso Tribunale (dalle 15 alle 17) Piazza Lima (dalle 15 alle 17)
Invitiamo, inoltre, tutti i cittadini ad attivarsi personalmente stampando e diffondendo in ogni luogo della città il volantino che mettiamo a disposizione online.
Pagina Facebook: 1 luglio MILANO CONTRO IL BAVAGLIO
Per informazioni, adesioni e disponibilità a collaborare scrivere a milano1luglio@gmail.com
(28 giugno 2010)
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PROSPETTIVE
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La vicenda di Pomigliano, indipendentemente da come evolverà, mette in evidenza che siamo in presenza di cambiamenti epocali che devono essere visti come la premessa di un differente modo di rapportarsi nel mondo del lavoro. Due sono i discorsi da affrontare: uno a breve termine e il secondo a lungo termine. Primo aspetto: la globalizzazione delle produzioni e degli scambi, in presenza di un mondo dove il costo della mano d'opera presenta notevolissime differenze, porta nel breve problemi di competitività per ogni azienda. Questo non vuole significare che nel mondo occidentale il lavoro operaio debba essere penalizzato. Saranno le politiche dei governi ad introdurre correttivi tali da compensare la minore redditività del lavoro, introducendo, per esempio, una diversa tassazione. In un tempo nemmeno troppo lungo (vedi i recenti scioperi in Cina nelle fabbriche della Toyota , che hanno comportato un aumento del 25% dei salari) si andrà verso un riequilibrio dei costi di produzione, ma nel breve è necessario intervenire per mantenere competitive le nostre produzioni e garantire una vita dignitosa ai lavoratori. I tempi del "salario variabile indipendente dai costi" sono lontani, ma nemmeno è pensabile che un arretramento generalizzato in termini di retribuzioni e di libertà individuali possa essere accettabile nel mondo d'oggi. Spetta al sindacato guardare avanti, non tenendo chiusi gli occhi come troppo spesso fanno CISL e UIL e nemmeno guardando a un passato (CGIL) che oggettivamente non c'è più. Ma esiste anche un secondo aspetto, forse più sottile, ma con il quale dobbiamo confrontarci: la crescita continua è una utopia, mette in crisi l'equilibrio della biosfera e già oggi probabilmente abbiamo superato il livello di guardia. Dobbiamo cominciare a chiederci come sarà possibile mantenere accettabili condizioni di vita per tutti su uno spazio finito quale è il nostro pianeta. I consumi di energia da materia fossile non rinnovabile tendono sempre più a salire, mentre l'atmosfera del pianeta mostra segni evidenti di difficoltà nel rigenerarsi. Per "smaltire" il litro di benzina ci vuole qualche ettaro di bosco, le scorie nucleari hanno tempi di decadimento (emissione radiattiva) di centinaia di anni e non sempre è del tutto chiaro quale sia il luogo migliore, al di la della teoria, per stoccarle,...Forse sarebbe opportuno cominciare a guardare a modelli nuovi che garantiscano non tanto il PIL, ma il benessere vero degli uomini. Su questi argomenti la sinistra è afona, non riuscendo ad andare oltre i modelli del secolo scorso, rinchiusa in modo conservativo nella difesa di principi, che io stesso condivido, ma che poi non si sposano con una realtà in movimento. Siamo in un vicolo cieco? Io penso di no e mi prometto di approfondire questo discorso in quanto non si può essere solo spettatori di questa attuale decadenza dei valori e delle prospettive
Attilio Gusmaroli
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GLI OZI ROMANI LEGHISTI
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Prodi aveva tolto l'ICI a chi aveva redditi bassi. Poi Berlusconi ha tolto l'ICI a tutti, compreso i più ricchi, promettendo a breve l'abolizione del bollo auto ed altre amenità. Oggi il governo dice di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma delega regioni, provincie e comuni a farlo.
"Giulio Tremonti dichiara che nella bozza del decreto base sul federalismo sarà previsto "il ritorno ai Comuni del potere fiscale, nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale". La formula sembra un po' criptica, ma non lo è affatto. Dietro alla cortina fumogena delle parole, il ministro sta lanciando due messaggi precisi. Il primo è un messaggio esplicito agli amministratori locali, soprattutto quelli della Lega, che protestano contro la stangata prevista dalla manovra. Tremonti dà ai sindaci mano libera per coprire i buchi di bilancio causati dal taglio dei trasferimenti con la solita "toppa" delle imposte. Detto in altro modo: quello che il governo centrale vi toglie con una mano, voi ve lo potete riprendere con l'altra. Il secondo è un messaggio implicito agli italiani, già provati da una crisi recessiva durissima. Tremonti spiega ai contribuenti che, dopo il varo del decreto attuativo del federalismo, i comuni potranno reintrodurre l'imposta comunale sugli immobili. Non la chiameranno più Ici. Inventeranno l'acronimo più originale. Ma la sostanza per i cittadini non cambia: le tasse che non vi saranno prelevate dalla mano del governo centrale ve le sfileranno dal portafoglio le mani dei comuni." [La repubblica]
Primo assaggio di federalismo senza progetto. In quindici anni di slogan nessuna riduzione delle imposte, anzi. Le solite balle in formato padano.
Ma come sempre, la Lega che fa, che dice,...? Aspetta la battaglia di Canne per essere cacciata a suon di calcioni?
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PALALOTTOMATICA
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UNA FESTA DEL POPOLO DEL PD, UNA FESTA PER LA DEMOCRAZIA. TESTIMONIANZE DI UNA REALTA' IN RAPIDO DECLINO, PROPOSTE PER UNA FINANZIARIA CHE RIPARTISCA SU TUTTI I SACRIFICI CHE DOBBIAMO AFFRONTARE.
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RESTAURAZIONE PADRONALE
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Sembra che il colloquio Fini Bossi sulle intercettazioni sia andato così: caro Umberto, sai che sarà impossibile per esempio mettere una cimice nell'auto della compagna di Riina con la nuova legge? Davvaro GianFranco, nessuno me lo ha detto.
Questa mia libera ricostruzione mutuata dai giornali si sposa con i tenti commenti semplicistici sull'accordo capestro imposto ai lavoratori di Pomigliano, complice i soliti Bonanni e Angeletti, il nuovo sindacato padronale che sta demolendo l'Italia, e frange politiche del centro sinistra. Se qualcuno si prendesse la briga di leggere l'accordo si accorgerebbe come sia stata fatta carta straccia di decine di anni di lotte sindacali.
Secondo la Fiom, la clausola sui provvedimenti disciplinari e i licenziamenti «è la più spregiudicata di tutto il documento Fiat», viene spiegato in un volantino consegnato ai rappresentanti del comitato centrale. «Il diritto individuale di aderire a uno sciopero, sancito dall'articolo 40 della Costituzione, diviene oggetto di provvedimento disciplinare fino al licenziamento», osserva la Fiom. Il riferimento è a quella parte del documento Fiat denominate «clausole integrative del contratto individuale di lavoro». Nella proposta di accordo la Fiat prevede che «la violazione, da parte del singolo lavoratore, di una delle condizioni contenute nell'accordo costituisce infrazione disciplinare da sanzionare, secondo gradualità, in base agli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari e ai licenziamenti per mancanze». Anche sulla clausola di responsabilità, che nella proposta Fiat libera l'azienda da obblighi contrattuali in caso di mancato rispetto degli impegni assunti con l'accordo, secondo la Fiom «alla Fiat viene data totale discrezionalità per valutare se una qualsiasi iniziativa - dalla protesta allo sciopero - in contrasto con uno dei qualsiasi punti dell'accordo (carichi di lavoro, straordinari, gestione della forza lavoro) costituisce violazione dell'accordo stesso». Secondo la Fiom, per raggiungere gli obiettivi del piano di rilancio di Pomigliano alla Fiat basterebbe applicare il contratto nazionale senza deroghe. Lo afferma all’unanimità il comitato centrale della Fiom-Cgil, proponendo al Lingotto di «applicare il contratto di lavoro che permette all’azienda di produrre le 280 mila auto all’anno e le 1.045 al giorno che sono gli obiettivi del piano che Marchionne vuole fare». Se l’azienda applicherà semplicemente il contratto nazionale, ha detto Landini, «la Fiom non metterà in campo nessuna opposizione».
Non parlo delle provocazioni di Sacconi e del centro destra, provocazioni che si commentano da sole in considerazione che da una parte ci sono parlamentari che guadanano decine di migliaia di euro al mese e dall'altra operai che vengono da una cassa integrazione di due anni. Semplicemente affermo che è in atto il tentativo di smantellare alcuni diritti dei lavoratori, quale il diritto di sciopero o semplicemente il diritto ad avere una vita decente e non da schiavi. Appare del tutto ridicolo fare riferimento al costo del lavoro cinese, quando AUDI, BMW, VW retribuiscono in modo assai maggiore i loro operai ed hanno prodotti e quote di mercato assai significative.
Forse è il managment e la tecnologia FIAT che deve essere rivisitata con le esigenze e le aspettative del mercato.
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Care democratiche, cari democratici
pochi giorni fa il Governo ha presentato una manovra economica che non sostiene le famiglie e le imprese, che non contiene misure per i giovani e la crescita e prevede tagli indiscriminati destinati a colpire i servizi per i cittadini, dalla scuola alla sanità ai trasporti.
Saranno soprattutto le persone più deboli a pagare le conseguenze della manovra, che lascia invece al riparo le grandi ricchezze e le rendite e non combatte in modo efficace l’evasione fiscale. Tutto questo è inaccettabile!
Per questo il nostro partito ha deciso di promuovere una manifestazione nazionale per sabato 19 giugno, alle ore 10 al Palalottomatica di Roma, per un’altra politica economica, per la crescita e il lavoro, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti sociali colpiti dalle scelte del Governo.
Vogliamo offrire al paese un’alternativa ispirata a equità e rigore, all’idea che nessuno sta bene da solo e che una comunità può crescere e progredire solo se è unita e solidale. Potete leggere e scaricare le nostre proposte sul sito del PD.
Ci vediamo sabato 19, sicuro che da voi possa venire il contributo prezioso di chi ogni giorno è a contatto con le persone, con le loro speranze e i loro problemi.
Ieri, il Senato ha approvato il ddl intercettazioni. Con la trentesima fiducia e una legge sbagliata, il governo continua il massacro della libertà. I senatori Pd hanno abbandonato l’Aula per non partecipare a quello che Anna Finocchiaro ha definito "un voto di fiducia che manca di legittimità". Ora tocca alla Camera, dove la nostra opposizione sarà durissima.
Pier Luigi Bersani Segretario Nazionale del Partito Democratico
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DELUSIONE FINI
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E alla fine anche Fini delude. Aver portato da 48 a 72 ore la proroga delle intercettazioni è semplicemente una presa in giro. Una norma fatta per scoraggiare le indagini e difendere la privacy dei delinquenti la dice lunga su cosa è la sicurezza per la destra: una parola vuota per vincere le elezioni e poi dare campo libero ai delinquenti. Così dopo il premier "duce 2010", la Lega attenta solo al suo potere (bravi padani del pubblico impiego, l'avete presa...)ahimè si aggiuge anche la pattuglia dei finiani che spacciano per vittoria una grande sconfitta: dare maggior spazio ai delinquenti.
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CICCHITTO: Tessera P2 n°2232
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Talvolta sembra di sognare, ma la realtà è peggio della fantasia. Il cosidetto Popolo della Libertà sembra tutto preso a creare situazioni che limitino l'informazione plurale e la lotta al crimine organizzato. Usando metodi stile Saddam, la parte maggioritaria del PdL è tutta presa a cancellare programmi di informazione o di intrattenimento [RAI] che non rispettino rigidamente una semplice regola: disinformare. E così l'attacco continuo e forsennato alla Dandini, Santoro e ultimo, Saviano hanno solo questo obiettivo: cancellare ogni informazione LIBERA di denuncia. Il concetto di democrazia che hanno il piduista Cicchitto e l'ex-fascista Gasparri è molto semplice: cancellare la notizia, costruire una fantasia e chiamarla libertà di informazione. Tra un anno, se le forze sane che ci sono a destra non sapranno alzare le testa e ribellarsi a questa deriva populista che porta innanzi tutto al declino e alla perdita della libertà, sapremo tutto delle ricette milanesi o delle vacanze di Pier Silvio, ma nulla dei rapporti sempre più intimi tra mafia e politica. Avremo una classe politica formata da corrotti pretoriani, sempre più pronti a dare tutto al capo (grazie all'attuale legge elettorale), perchè senza di lui, il massimo della carriera, sarebbe stato quello di fare il camionista (con tutto rispetto per i veri camionisti che si fanno "un mazzo così" sulle strade). [Trota docet] E' questo che vogliamo? Aspettiamo ancora che sino altri a metterci la faccia, mentre noi pii e devoti continueremo a frequentare solo la santa messa della domenica? Ma pensiamo, che questo basta e avanza agli occhi degli uomini, agli occhi dei nostri figli? Vogliamo dare un contributo serio all'alternativa o vogliamo solo cercare la pagliuzza che ha nell'occhio il nostro compagno di strada per trovare, diciamolo chiaramente, solo una scusa per non impegnarci ? Ribelliamoci a questa vergogna.
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milano 31.06
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Mentre tutto il mondo inorridisce, il governo italiano sembra più incline a stare dalla parte dei terroristi sionisti. Non possiamo aspettarci nulla di buono da chi mina da tempo la democrazia e con la legge bavaglio e l'oscuramento possibile dei blog, unica voce libera in una comunicazione asservita, vuole impedire ogni notizia sul marcio sul quale galleggia buona parte della classe politica di destra. I terroristi sionisti e il primo ministro Netanyahu hanno ancora una volta mostrato il loro vero volto. Continui insiedamenti in spregio alle risoluzioni dell'ONU, riduzione in schiavitù dei disgraziati della striscia di Gaza, attacchi militari indiscriminati a chi voleva portare aiuti umanitari, proiettili contro bastoni, perchè davanti a Israele bisogna semplicemente genuflettersi.
Ma questo bagno di sangue di chi vuole imporre la sua legge divina, che assomiglia più a quella di Satana, dovrebbe far riflettere anche su casa nostra. Se non sapremo ribellarci con fermezza ai tentativi di normalizzazione in atto, complice, purtroppo, anche la Lega, da parte della maggioranza del PdL, lasceremo ai nostri figli un paese che assomiglia assai più all'Italietta del ventennio piuttosto che a un moderno paese inserito tra le democrazie occidentali. Spetta a noi fare questa scelta, incoraggiando chi da destra non vuole avere questa prospettiva e chi, da sinistra, abbia veramente una visione riformista e non la semplice riproposizione di eventi passati che la storia ha bocciato. E sopratutto RIBELLARSI
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TOSATI GLI STATALI
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E alla fine chi paga la crisi sono gli statali, medici, infermieri, insegnanti, magistrati. Certamente non paga la politica, ministri, assessori, la pletora infinita di CdA di aziende spesso inutili. Anche il mini taglio delle provincie non c'è già più, obolo da pagare alla Lega che come sempre pensa alla sua cricca da mantenere nelle provincie del Nord. Sorrido quando penso ai tanti dipendenti comunali di Castano e dei Comuni vicini che hanno votato con entusiasmo per il PdL e per la Lega, che non hanno voluto ascoltare alcun ragionamento di buon senso perchè solo loro avrebbero dato una nuova prospettiva al paese, perchè solo Silvio Berlusconi avrebbe ridotto le tasse e scacciato ogni possibile crisi dall'Italia. Ok, la loro fedeltà è stata accontentata: daranno un contributo significativo al risanamento del paese! Non importa che le retribuzioni del pubblico siano le più basse in Europa, non importa che, tra i mille esempi, non si incida in modo significativo sullo sterminato numero di macchine blu (centinaia di migliaia), non importa che siano mantenute le provincie, enti buoni solo per dare prebende e inutili incariche a centinaia di assessori che guarda caso al Nord sono della Lega, l'importante che siano i soliti noti a pagare. E come dargli torto dal momento che continueranno a votare gente come Renzo Bossi, Matteo Savini e altri personaggi più degni del circo Barnum che della politica?
Una manovra certamente sbilanciata, ma grazie a voi che avete votato per PdL e Lega, molto più leggera per me. Grazie
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DALLE STELLE ALLE STALLE, IN UNA SOLA NOTTATA
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Abbiamo perso almeno due anni da quando si è voluto abolire la tracciabilità delle transazioni finanziarie e da allora l'evasione ha continuato a crescere. Oggi timidamente si incomincia a riprendere quello che il ministro Visco aveva iniziato, anche se il limite (€ 5000,00) oltre il quale è prevista la tracciabilità è ancora alto. Ma oltre a questa misura strutturale le altre paiono pannicelli caldi che non incidono in modo strutturale o demandano ad altri (regioni, comuni) il compito di fare quello che lo stato non vuole fare. Non si toccano le rendite, non si toccano le classi sociali medio alte, si tosano chi già oggi non gode di un reddito particolarmente alto. Mi chiedo quali dipendenti pubblici dovrebbero ancora dare il loro assenso ai sindacati burletta CISL e UIL, mi chiedo cosa hanno ottenuto quelle "masse" che hanno votato Lega dal momento che, per mantenere posti di potere nelle provincie, si sono opposti all'abolizione delle provincie stesse. Appare evidente il fallimento di una politica che fino a ieri ci diceva che i conti erano a posto e oggi si preoccupa, finalmente e giustamente, che il prossimo paese a rischio dopo la grecia siamo noi. Ieri i tassi di interessi sui buoni del tesoro spagnoli e italiani erano incredibilmente vicini a dimostrazione che anche noi, in assenza di una robusta manovra correttiva, siamo a rischio. ma i sacrifici devono essere fatti da tutti e questa manovra non sembra per nulla equa.
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CAPITALISMO DA RAPINA
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Quando iniziai a lavorare non c'erano bonus. Poi si cominciò a correlare i bonus con i risultati dell'azienda. nessun risultato utile nessun bonus. Poi il sistema si è degradato e diventa difficile capire perchè un'azienda in perdita licenzia operai e impiegati e concede super bonus ai manager. Non è una questione di morale, ma di buon senso. per esempio: Pirelli. Carlo Puri Negri (ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re) riceve 14 milioni di euro, nonostante la società abbia chiuso l'anno con un passivo di 104 milioni; poi vengono Claudio De Conto (ex direttore generale di Pirelli) con 7,3 milioni e Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli) con 5,6 milioni". ma i super bonus toccano anche altre aziende: Fiat, nell'anno delle ristrutturazioni e degli annunci di lacrime e sangue a Sergio Marchionne, sono stati corrisposti 4 milioni e 782 mila euro, poco meno dell'ex presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo che ha incassato, sempre nel 2009, cinque milioni e 177 mila euro". Del resto è andata così anche nel resto del mondo: "Complessivamente, secondo uno studio del Wall Street Journal, i 38 maggiori istituti finanziari hanno distribuito ai loro collaboratori145 miliardi di dollari, con un incremento del 18% rispetto allo scorso anno e superando persino il 2007, l'ultimo anno della bolla speculativa prima del crac". C'è una logica in tutto ciò? Solo una logica di rapina che mi fanno dire: prima o poi avremo un nuovo Robesperre e molte teste cadranno.
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SILVIO VATTENE
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Stiamo aspettando che Lui venga in televisione e ci dica: scusate, vi ho preso per il culo per 15 anni, ma mi sono divertito. Infatti in questi quindici anni mentre i conti del premier ingrassavano, i nostri spesso si sono ridotti. Solo ieri, come un disco rotto, parlava di ridurre le tasse, ma già domani i 28 miliardi di euro saranno direttamente o indirettamente presi dalle nostre tasche. Se verranno messi limiti di reddito per gli assegni di accompagnamento, se avremo il super ticket da 10 €, scusate, chi scucirà i soldi dalle tasche? Noi ovviamente. Venga alla TV la faccia a 32 denti a dircelo, ma sarebbe meglio che se ne andasse insieme alle sue "escort" in una delle ville di Sardegna. Vogliamo facce nuove, credibili, non la solita faccia da presa per il culo.
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LA LIBERTA' STILE IRAN PER PDL E LEGA: CARCERE PER CHI INFORMA
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Per Verdone norme in stile iraniano, per me semplicemente norme in stile fascista per tutelare la privacy, meglio la licenza a delinquere dei politici. Nulla di nuovo sotto il sole da parte dello Psiconano e dei suoi pretoriani. Posizione stupida e imbecille visto il fetore che sale da certi ambienti governativi. Come da sempre sostengo, questo non è un problema di destra o di sinistra, è un problema di libertà e democrazia. Basta ricordare la gogna mediatica a cui si e sottuposto Bill Clinton, alle mille uscite scandalistiche e spesso di cattivo gusto dei tabloid brittannici. Hanno forse fatto una legge ad hoc per limitare il potere della stampa?
Gli amici del premier si decidano: stare in Europa o guardare, a scelta, a Gheddafi o a Mahmoud Ahmadinejad
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LEGGE BAVAGLIO: LIBERTA' DI DELINQUERE IN SILENZIO
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Il silenzio della Lega sulla legge bavaglio delle intercettazioni la dice lunga sulla falsa attenzione alla sicurezza e alla informazione. Oggi è chiaro che la Lega mira semplicemente al potere e la dimostrazione di ciò è l'investitura per sucessione al figlio di Bossi che non brilla per acume politico e per cultura (per la Lega si sa la cultura è un minus!) Viene smascherata la logica di un partito il cui obiettivo è l'Italia dei Comuni, dove la cura del proprio orticello è premiante sullo sviluppo e sull'integrazione della società. Penso ai quei lavoratori a 1000 euro al mese che guardano alla Lega come alla panacea dei propri mali e non si accorgono che loro, alla fine, sono l'ultimo problema. Partito che ha come obiettivo il federalismo, anch'esso spacciato come la risoluzione di tutti i mali, ma che è stato in prima linea ad eliminare l'unica vera tassa federale, l'ICI, senza una reale contropartita per le amministrazioni locali. Grandi successi contro la Mafia: peccato che si sta sempre più diffondendo al Nord, come un cancro che si insinua in tutti gli ambiti. Sono passati vent'anni dai programmi strombazzati e vediamo il piccolo cabotaggio di chi cammina a braccetto con i ladroni di Roma. La Lega ormai è peggio dei tanti partiti autonomisti, avendosi ritagliato una calda cuccia e mostrando al popolo degli allocchi un obiettivo che non potrà essere raggiunto, con questo governo, con questi uomini.
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PROTESTIAMO MANDANDO LE NOSTRE E-MAIL
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Giù le mani da Roberto Saviano, Valigia Blu si mobilita contro le dichiarazioni di Emilio Fede - Mail di protesta al TG4, FNSI e Ordine dei Giornalisti
Da inviare a: redazionetg4@mediaset.it, mediaset@mediaset.it E per conoscenza (Cc) a FNSI e ODG: segreteria.fnsi@fnsi.it; odg@odg.it
Gentile direttore Emilio Fede, le scrivo per esprimere la mia più profonda indignazione per quanto è accaduto nel corso dell’edizione del Tg4 delle ore 19.00 del 9 maggio 2010 (http://www.video.mediaset.it/video/tg4/full/166301/edizione-ore-1900-del-9-maggio.html#tf-s1-c1-o1-p1 al 29° minuto). Durante l’esposizione della sua personale opinione riguardo a “Draquila – L’Italia che trema”, il nuovo film di Sabina Guzzanti, ha ritenuto opportuno rivolgere un’inaccettabile invettiva nei confronti di Roberto Saviano. Cito testualmente dalla registrazione video: “Ci sono state polemiche anche su Roberto Saviano ... sempre lui ... ma non è lui che ha scoperto la lotta alla camorra, non è lui il solo che l'ha denunciata, ci sono registi e giornalisti come lui ... e che sono morti ... lui invece è ancora protetto, superprotetto ... però non se ne può più ... di sentire che lui è l'eroe ... qualcuno gli ha pure offerto la cittadinanza onoraria ... di che cosa? non si capisce, ha scritto libri sulla camorra, e l'ha fatto tanta altra gente, senza andare sulle prime pagine, senza fare tanto clamore ... senza rompere ... ehm senza disturbare la riflessione della gente ... un paese come il nostro è contro la mafia, non c'è bisogno che ci sia Roberto Saviano”. Considero le sue esternazioni molto gravi ed offensive. Roberto Saviano, insieme a molti altri, è un uomo coraggioso che contribuisce con il suo lavoro alla lotta contro la camorra. Ed è inammissibile che sia oggetto di simili attacchi mediatici. In qualità di cittadino, auspico che in futuro i Roberto Saviano si moltiplichino, perché solo così, parlandone e scrivendone, il nostro paese sarà in grado di fronteggiare un male che ci divora costantemente. Qualsiasi tentativo di sminuire o ridicolizzare chi mette quotidianamente a repentaglio la propria vita, fronteggiando la malavita organizzata, dev’essere fermamente condannato. Le voci di denuncia, così come la libertà di stampa, non saranno mai troppe. Mi auguro quindi che lei possa prestare maggiore attenzione quando, in futuro, avrà nuovamente occasione di trattare un argomento così delicato. E’ fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte per agire compatti contro l’illegalità, e lei, nelle vesti di direttore del Tg4, è chiamato a svolgere un compito molto importante: trattare con il dovuto rispetto Roberto Saviano e tutti coloro i quali rappresentano un modello di impegno civile per gli italiani. Valigia Blu (http://www.facebook.com/dignita.e.rispetto) (http://www.valigiablu.it/)
P.S. Grazie a nonleggerlo.blogspot.com per la segnalazione! (http://nonleggerlo.blogspot.com/)
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ERA ORA
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BASTA CON GLI INSULTI GRATUITI, GLI ACCOSTAMENTI STRUMENTALI FALSI, BASTA CON QUESTA DESTRA BERLUSCONIANA ARROGANTE E SERVA. FINALMENTE BERSANI E D'ALEMA RISPONDONO A QUESTI PSEUDO GIORNALISTI DIPENDENTI A PAGAMENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
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CONSIGLIO COMUNALE CASTANO 30 APRILE
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Venerdì 30 aprile si è tenuto il consiglio comunale di castano Primo. Riportiamo di seguito le considerazioni e i commenti di Giuseppe Pignatello.
Buongiorno a tutti, venerdì ho assistito al nostro Consiglio Comunale; tre gli argomenti principalmente trattati: 1 Approvazione Rendiconto esercizio 2009: poco da evidenziare a mio avviso,importante il mantenimento del patto di stabilità; voto favorevole del P.D.L. e del gruppo Uniti per Castano, voto contrario della Lega Nord. 2 Approvazione Regolamento per l'utilizzo del patrimonio immobiliare del comune: su questo punto non ho apprezzato alcuni aspetti, leggendo la convenzione infatti è evidente la presenza di diversi elementi di discrezionalità nell'utilizzo del bene pubblico che ritengo completamente sbagliato; il consigliere Calloni ha cercato di evidenziare questo aspetto ma la domanda e quindi la risposta è stata a mio avviso elusa con un giro di parole che ha fatto capire tutto ma che non ha detto niente di concreto. Spero che le cose stiano diversamente e che le mie attuali remore risultino errate. 3 Approvazione Convenzione tra Comune e Scuola dell'infanzia: anche qui avrei diverse cose da dire, il gruppo di maggioranza ha stilato un accordo con la scuola dell'infanzia che incrementa le entrate per la scuola materna, al fine di migliorarne la funzionalità e al fine di costruire due nuovi locali che si pensa possano permettere ai bimbi di poter avere a disposizione abbastanza posti nella scuola per i prossimi due o al massimo tre anni, quando sicuramente si ripresenterà il problema. Interessante a mio avviso l'intervento del consigliere Calloni che considerata e evidenziata l'importanza della scuola dell'infanzia e il bisogno di fornire alla stessa degli aiuti, ha cercato di presentare la propria posizione: per il futuro proponendo e chiedendo se esiste un programma, del gruppo di maggioranza, per la costruzione di una scuola statale e per il presente invitando a considerare il bisogno di graduatorie per l'ammissione alla scuola; purtroppo anche in questo caso ha ricevuto risposte spesso "scomposte" di rappresentanti di Lega e P.D.L tanto consapevoli e pronti sull'argomento trattato da non conoscere la differenza tra scuola statale e comunale e capaci solo di opporre uno sterile e poco costruttivo: " Ma voi cosa avete fatto?". Volevo dire, come forse ho già evidenziato in altri casi, che sicuramente l’amministrazione di un paese è cosa difficile e quindi ci saranno sempre delle cose che sono state e cose che non sono state fatte, ma credo che il compito dei nostri rappresentanti sia quello di fare e di cercare soluzioni a problemi e non quello di criticare, a ragione o meno, quello che è stato o non è stato fatto da chi li ha preceduti. Come direbbe qualcuno: “Buon Lavoro”. Giuseppe Pignatiello
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LA SVOLTA
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Nei prossimi sessanta giorni, quelli che ci separano al periodo estivo, possiamo delineare il nuovo corso del Partito Democratico di Castano Primo e parallelamente quello dell'aggregato di centro sinistra che dovrà cominciare a ragionare sul progetto politico alternativo alla attuale maggioranza in Comune. I due progetti si intrecciano e sono entrambi aperti al contributo di tutti, senza preclusioni a priori o certificazione di appartenenze, purchè ci si ritrovi in alcuni semplici punti:
-appartenere all'area di centro sinistra, senza preclusioni ideologiche;
-essere animati da spirito propositivo vero ;
-essere disponibili ad assumersi responsabilità e dedicare una parte del proprio tempo al progetto.
E' importante porre dei paletti precisi: come Partito Democratico non tollereremo la logica secondo la quale per combattere Berlusconi bisogna tarellare il PD, così come ha detto il nostro Segretario Bersani ad Anno Zero, qualche giorno fa; stessa posizione per quanto riguarda la coalizione di centro sinistra: nessuna caccia alle streghe a un anno dalle elezioni comunali sopratutto da parte di chi continua ancora oggi ad avere una trave nell'occhio.
Personalmente garantisco la mia disponibilità e la mia esperianza a tutti quelli che parteciperanno a questa avventura, un avventura che sarà tanto più entusiasmante quanto più riusciremo a crerare un gruppo coeso ed omogeneo che lavora per obiettivi concreti.
Attilio Gusmaroli
Per eventuali informazioni e contatti potete fare riferimento direttamente alla e-mail del Segretario Partito Democratico Dario Calloni dariocalloni@hotmail.com o alla mia: attilio.gusmaroli@gmail.com
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GIANFRANCO FINI
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Stiamo spettatori di un momento epocale per il centro destra italiano, il tentativo di passare dal secolo di Luigi XIV al nostro, il XXI. E questo tentativo è tanto più meritorio visto la difficoltà oggettiva di chi sceglie di rimanere in quell'area, rinuncia a infinite prebende, per far avanzare un'idea di destra moderna ed europea. A sinistra tutto tace o semplicemente si irride al tentativo, nascondendosi dietro le rosse bandiere con falce e martello, reteggio di un periodo che non c'è più. PD e UDC sembrano increduli per tanta "audacia": stanno alla finestra, ancora presi gli uni sul che fare, gli altri dove andare. Potrebbe e dovrebbe essere un momento storico per tutti, ma l'impressione è che si attenda dagli altri quali indicazioni poter seguire in un prossimo futuro, senza ricercare la propria linea, ancora una volta condizionata dai fantasmi di quel passato che non c'è più. Quindi in sintesi la vera novità è Gianfranco Fini, che rotti gli indugi e rischiando in toto la sua carriera politica, traccia un percorso, prefigura un indirizzo alla destra italiana. Penso che, al di fuori delle proprie appartenenenza, si debba ammirare questo sforzo, che non avrà risultati immediati, ma potrà portare l'Italia fuori dalle secche dell'attuale politica, dando a tutti lo stimolo per finalmente guardare avanti.
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MA NON DOVEVA RIDURRE LE TASSE?
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Cresce il peso delle tasse sulle tasche degli italiani: nel 2009 la pressione fiscale è passata dal 42,9 al 43,2%. Lo afferma la Banca d'Italia nel Bollettino Economico. "In Italia la ripresa economica è ancora debole", scrive via Nazionale, aggiungendo che "sulle prospettive di crescita pesano la debolezza della domanda interna e la lenta ripresa dell'export". Il reddito disponibile delle famiglie "è calato di oltre due punti percentuali in termini reali nella media dello scorso anno". Tuttavia "uno stimolo temporaneo ai consumi" dovrebbe arrivare, a partire da aprile, grazie agli incentivi decisi dal governo.
Eppure questo era il governo della riduzione fiscale, si riduzione per gli evasori che hanno fatto rientrare qualche spicciolo...con lo scudo fiscale. La classica presa per il culo, ma sembra che a buona parte degli italiani piace.
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LA SFIDA
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La roccaforte di Mantova è caduta...Cologno Monzese, patria del centro destra è passata a sinistra... Verrano spesi fiumi di inchiostro per analizzare queste due realtà che emergono dopo i ballottaggi. Leggo poi grande preoccupazione in casa della sinistra e in casa del PD, ma poi penso che sia salutare questa bocciatura di fatto di buona parte dell'elettorato alla politica della sinistra e del PD. In "annus horribilis" di Bocca si dice: "gli italiani sono così" vanno contro i loro stessi interessi abbagliati dall'affabulatore di turno, che ieri prometteva l'impero ed oggi escort per tutti. E' chiaro che ci sono poche armi per contrastare questa illusione; ma è altrettanto vero che l'offerta della sinistra e del PD troppo spesso si riduce all' anti Berlusconismo, senza una chiara e condivisa alternativa.
Per vincere c'è bisogno di un PD forte, capace di affrontare la sfida vera delle riforme senza lo sguardo strabico di chi non ha ancora capito che siamo nel XXI secolo. Un esempio per capirci: il posto fisso inteso come nel secolo scorso è probabilmente un miraggio, ma le tutele per chi deve essere ricollocato devono essere fatte. La destra toglie i primi senza garantire i secondi, noi dobbiamo garantire i secondi (le tutele) come in ogni normale paese occidentale. Quindi una visione riformistica che vada alla sostanza e non tuteli solo coloro che rietrano nell'art.18!
Parliamo con i giovani ascoltiamoli e diamo a loro il contributo delle nostre esperienze senza prevaricare, anche perchè i risultati di oggi sono conseguenza dei troppi distinguo di ieri. So che a qualcuno questo disturba, ma pensiamo a Prodi, l'unico in grado, due volte su due, 100%, in grado di battere Berlusconi e il centro destra. Ha governato dopo la prima vittoria per due anni travolto dalla richiesta rivoluzionaria, scomparsa con la sua caduta, delle 35 ore! Non parliamo poi della seconda esperienza e nemmeno diamo la colpa ai Mastella e ai Dini. Ma non mi interessa più di tanto il passato; io stesso sono il passato. Guardiamo al futuro ed il futuro non può che essere appannaggio dei giovani. Chiamiamoli, diamo a loro responsabilità, apriamo il cantiere del futuro. Solo così e con loro potremo finalmente entrare nel XXI secolo
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Come sta il PD a Castano? molto bene.
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Come sta il Partito Democratico a Castano? Molto meglio di quanto alcuni continuano a credere. Questa mia affermazione non è legata al risultato elettorale locale, ma alle prospettive e agli obiettivi che molti di noi del circolo PD ci siamo dati. Quello che vorrei comunicare è che è arrivata non solo la primavera "astronomica", ma anche la primavera "politica". Innanzi tutto è fallito il tentativo di affossare il partito dall'interno per mancanza di un vero progetto alternativo. Molti ricorderanno che a sei mesi dalle elezioni Amministrative, il segretario politico Egidio Cardini si dimise, lasciando in eredità al partito ...semplicemente la campagna elettorale! Molti di noi si rimboccarono le maniche, altri rimasero a guardare alla finestra, scommettendo su un tracollo della nostra coalizione che non avvenne. Abbiamo poi percorso le fasi congressuali dotandoci di un nuovo segretario, Dario Calloni, eletto a maggioranza e senza che a lui fosse contrapposto alcuno. Strano modo dialettico, per un partito, dove le differenti linee dovrebbero scontrarsi, ma poi ritrovarsi nel progetto, se ovviamente si crede nel progetto e non ad altre prospettive. Superati senza traumi questi scogli, ci siamo dato lo stesso obiettivo che fu una delle caratteristiche di PCI e della DC: andare tra la gente, ascoltare e confrontarsi sui bisogni, aprire le sezioni al contributo di tutti. Bene, è quello che stiamo mettendo in campo oggi, chiamando a raccolta quelle decine di giovani che silenziosamente, ma costantemente ci hanno seguiti nelle primarie. Una scommessa da portare avanti con determinazione ed entusiasmo. Una scommessa che spazza via ogni antagonismo e ogni rilettura di un passato che non c’è più. Una scommessa per tutti coloro che propongono idee e non “persone”.
Attilio Gusmaroli
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Lettera ai Circoli PD
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Cara amica, caro amico, le recenti elezioni regionali sono state per tutti noi un passaggio importante, che ci mostra tutta la complessità e la profondità dei problemi che abbiamo di fronte. So bene che, come nei circoli, in questi giorni sul web si sta discutendo dei risultati delle regionali, ho letto molti messaggi. Vi invito a diffondere la mia lettera per e-mail ai vostri amici, a discuterne pubblicandola su blog e siti, condividendola su facebook e a commentarla su www.pdnetwork.it.
Il Partito democratico è in piedi. Sentiamo forte in queste ore la delusione per avere perso la guida di alcune regioni, e il Lazio e il Piemonte per una manciata di voti. La delusione è solo in parte attenuata dal fatto che abbiamo conquistato comunque la presidenza di sette tra le tredici regioni in palio: un risultato certamente non scontato alla luce dei rapporti di forza che si sono determinati nelle elezioni più recenti, tenendo conto che le elezioni regionali del 2005 si erano svolte dentro un altro universo politico. Va rimarcato che per la prima volta dopo molto tempo, nel voto di domenica e lunedì scorsi si è verificato un arretramento consistente dei consensi del Popolo delle libertà, solo in parte compensato dalla crescita della Lega; le distanze tra il campo del centrodestra e il campo del centrosinistra sono oggi sensibilmente inferiori rispetto a un anno fa, e quindi pur dentro a e lementi di delusione si apre uno spazio per il nostro impegno e per il nostro lavoro.
Tuttavia, dal voto emergono chiaramente alcuni problemi di fondo nel rapporto tra i cittadini italiani e la politica: c’è una disaffezione crescente, che si manifesta come distacco e radicalizzazione, verso una politica che gli elettori percepiscono come lontana dai loro problemi. Una crisi sociale ed economica pesante fa sentire ogni giorno le sue conseguenze sulla vita dei cittadini, senza che dal governo arrivino risposte adeguate alla gravità dei problemi. Il principale responsabile di questa situazione è il presidente del consiglio; ma è una situazione che interroga anche noi.
La possibilità di cambiare il corso delle cose è legata alla nostra capacità di offrire un’alternativa positiva e credibile, di dare un’altra possibilità agli italiani. Adesso dobbiamo accelerare. Da qui dobbiamo ripartire mettendoci al lavoro per rafforzare il nostro progetto e per dare radicamento a un Partito democratico concepito come una grande forza popolare, presente con continuità ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente.
Diversamente, i rischi non solo di disaffezione dell’elettorato ma anche di radicalizzazione e di frammentazione impotente, non potrebbero che diventare più gravi.
Dobbiamo servire il Paese raffigurandoci come un partito fondato sul lavoro, il partito della Costituzione, il partito di una nuova unità della nazione.
Il Partito Democratico è il partito di una nuova centralità e dignità del lavoro dipendente, autonomo, imprenditoriale e della valorizzazione del suo ruolo nella costruzione del futuro del Paese. È il partito che non accetta che il consenso venga prima delle regole e lavora per istituzioni più moderne rifiutando la chiave populista. È il partito che dà una risposta innovativa al tema delle autonomie nel quadro di una rinnovata unità nazionale.
Avvieremo insieme un grande piano di lavoro incardinato su questi obiettivi. È evidente in questo l’importanza del ruolo dei circoli come punto di presenza e di impegno visibile del partito sui territori e come luogo della selezione della nuova classe dirigente della quale abbiamo bisogno.
È pensando a tutto questo che voglio ripetere anche qui che nel Partito democratico c’è spazio, come è nostro costume, per una discussione larga e libera sul dopo elezioni e sulle prospettive del nostro partito, ma non per dibattiti autoreferenziali che potrebbero allontanarci dal senso comune dei nostri concittadini.
Buon lavoro. Approfitto per rivolgere a tutti voi e alle vostre famiglie i miei auguri di Buona Pasqua e vi saluto ringraziandovi per il vostro impegno. Pier Luigi Bersani Segretario Nazionale del Partito Democratico
Partito Democratico Sede legale - Piazza Sant'Anastasia 7, 00187 Roma - Tel. 06/ 675471 - Fax. 06/ 67547319 Sede nazionale - Via Sant'Andrea delle Fratte, 16 00187 - Roma CF: 90042750472 - Tel 06/ 695321
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Da padroni in casa nostra a padroni nel tuo letto
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Strano modo di fare da parte di Zaia e Cota: da "padrun in ca nostra" a "padrun nel tuo letto"! Infatti l'intromissione pesante nel privato di ogni cittadino da parte della Lega Nord stride con tutti i proclami sbandierati a piene mani. Sembra a questo punto che la Lega abbia il dono divino di individuare quali sono le libertà da perseguire e quelle da negare. L'attacco al privato delle donne ed in particolare alla pillola abortiva dovrebbe far morire sul nascere qualsiasi possibile incontro con la Lega. Essere la cinghia di trasmissione delle gerarchie vaticane, perpetuare la visione integralista del mondo, significa essere non solo antistorici, ma creare le premesse per ulteriori future intromissioni nel privato. La Chiesa Cattolica e la Lega tendono ad imporre con violenza la loro visione del mondo e questo segnale dovrebbe far riflettere. le libertà individuali conquistate a caro prezzo ed in particolare le conquiste delle donne sono sempre in pericolo.
Se questi sono i primi messaggi lanciati da Cota e Zaia, abbiamo poco da stare allegri. Se loro vogliono il ritorno ad un'Italia rurale chiusa su se stessa e su tradizioni che sinceramente non mi interessano perchè ricordano a chi le ha vissute periodi di assoluta sofferenza, con aspettative di vita dimezzate rispetto alle attuali, con principi e chierichi dispensatori più di morte che di vita, ebbene si accomodino pure. l'Italia che altri sognano è profondamente diversa, dove ciascuno è responsabile delle proprie scelte e non esecutore, dove i rapporti con tutto il mondo sono intelligemente aperti, dove le proprie convinzioni non sono imposte con la spada ad altri. Un'Italia dove è bello viverci, non coltivando, come accade ora, il desiderio di andarsene per sempre.
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In questa tornata elettotorale dove il modesto assenteismo si è scaricato più a sinistra che a destra spicca il cosidetto Movimento Cinque Stelle di Grillo. Strano movimento, dove per sentire il pensiero politico del suo leader si paga il biglietto, dove la proposta chiaramente irrelizzabile porta solo acqua al mulino della conservazione e dell'oscurantismo. Si perchè solo gli allocchi (non gli uccelli ai quali va il mio rispetto) possono pensare che il 3 o il 5% solitario di un gruppo può modificare la storia. Solo gli allocchi non capiscono che un voto dato a Grillo è un voto in meno dato a chi, nel bene o nel male può contrastare la deriva populista autoritaria che squassa il nostro paese. Comunque Grillo ci da un messaggio importante: se non la smetteremo, come leggo su qualche portale, di compiacerci per l'elezione di un singolo senza accorgerci che ha perso la coalizione, di contarci ancora in base al credo, al genere, all'origine continueremo a stare fermi, mentri gli altri camminano. In questa Italia di Guelfi e Ghibellini constato mio malgrado che la storia va avanti, mentre noi stiamo regredendo all'Italia delle divisioni, degli egoismi, dei dialetti, un Italia che, nel mondo globalizzato, una prospettiva che non dipende da noi, avrà un posto sempre più marginale e di nicchia. Le riforme vagheggiate dovrebbero avere come priorità il lavoro, le energie alternative, la ricerca di base, la scuola. In realtà ci ridurremo alla solita difesa corporativa dei troppi imprenditori con le pezze al culo e alle riforme per uno solo.
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