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NESSUNA GARANZIA PER IL FUTURO
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PENSIONI ALLA SVEDESE di Tito Boeri e Agar Brugiavini 01.07.2011
Il governo pensa di congelare l'indicizzazione delle pensioni al di sopra di un certo importo. Sarebbe più equo indicizzare quelle pensioni alla crescita economica, così come avviene in Svezia. Un intervento che permetterebbe di ottenere risparmi sostanziali sulla spesa pensionistica. Ma ancor più importante determinerebbe una compartecipazione dei pensionati alle perdite o ai guadagni dell'economia. Perché sin quando le pensioni saranno una variabile indipendente, la crescente popolazione dei pensionati non avrà alcun interesse a sostenere politiche per la crescita. Nell’ambito della manovra finanziaria sta prendendo corpo l’idea di congelare la perequazione delle pensioni al di sopra di un certo importo, cioè di bloccare la crescita delle prestazioni pensionistiche, che normalmente vengono adeguate di anno in anno al costo della vita seguendo la dinamica dell’inflazione. PENSIONI E CRESCITA DELL'ECONOMIA Stante alla versione entrata in Consiglio dei ministri (non è ancora disponibile la versione approvata alla fine della riunione), il blocco della rivalutazione sarà totale per gli assegni pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo di pensione (30.500 euro lordi oppure circa 2.400 euro mensili), mentre per le prestazioni di importo compreso tra tre e cinque volte il minimo (tra 1800 e 2400 euro mensili circa), l'indice di rivalutazione automatica sarà applicato nella misura del 45 per cento per cento. Sarebbe certamente un modo per fare cassa. Ma a quale prezzo in termini del comportamento contributivo di molti lavoratori? Un governo che arbitrariamente cambia le regole, modificando le quiescenze in essere può un domani rinnegare l’impegno a pagare le pensioni. Insomma, queste misure vanno meditate e basate su principi di equità inter-generazionale se non intra-generazionale e vanno accuratamente spiegate. Noi pensiamo che un intervento equo, sostenibile e al tempo stesso in grado di ottenere risparmi sostanziali (o almeno comparabili a quanto potrebbe recuperare la manovra) sulla spesa pensionistica, consista nell’indicizzare le pensioni al di sopra di un certo importo alla crescita economica, così come avviene in Svezia. In particolare le pensioni di importo superiore a mille euro potrebbero essere indicizzate tenendo conto della crescita economica del paese rispetto a un valore di riferimento. La formula da applicare sarebbe la seguente: Dove “Pt” è il livello della prestazione pensionistica in termini nominali al periodo t,πt è il tasso di inflazione, g è il tasso di crescita del Pil reale (una media dei cinque anni precedenti) e δ è un tasso di crescita obiettivo che si può collocare all’1,5 per cento. Volendo ancorare il sistema al sistema europeo si potrebbe porre δ pari al tasso di crescita medio dell’area euro nei cinque anni precedenti. Se la crescita in termini reali (la produttività reale) del paese è maggiore del tasso di riferimento, le pensioni crescono non solo con l’inflazione ma recuperano in parte anche la dinamica dei salari. Se invece il paese cresce meno del valore di riferimento, l’adeguamento al costo della vita è parziale. LA COMPARTECIPAZIONE DEI PENSIONATI Oggi l’adeguamento delle pensioni è parzialmente “progressivo”, infatti le pensioni inferiori a € 1382,91 al mese ottengono indicizzazione piena, quelle tra € 1382,91 e € 2304,85 vengono adeguate al 90 per cento dell’inflazione, sopra a € 2304,85 al 75 per cento dell’inflazione. Ma queste regole non seguono una logica economica e neanche le proposte contenute nella manovra. Per valutare la nostra proposta, la tabella 1 fornisce una semplicissima simulazione basata sulle pensioni erogate nel 2008, distinte per classi di importo. (1) Si applicano tre ipotesi diverse di perequazione a partire dall’anno 2008 per i 5 anni successivi: nella prima ipotesi le pensioni crescono secondo la normativa vigente, nella seconda ipotesi si applica la proposta della recente manovra (blocco della rivalutazione per le pensioni più elevate), nella terza ipotesi simuliamo gli effetti della “indicizzazione alla svedese”. La simulazione è un semplice esercizio applicato in parte sul passato e tenendo fisso il numero dei pensionati. Come si può notare, confrontando le colonne (b) e le colonne (c) i risparmi complessivi del “sistema svedese” sono del tutto analoghi a quanto si sarebbe ottenuto applicando la manovra già dal 2009, i risparmi della nostra proposta sono notevolmente più marcati negli anni cui la crescita è stata negativa. Ma al di là dei livelli di risparmio, l’importante è la compartecipazione dei pensionati alle “perdite” o guadagni dell’economia nei diversi anni. Il principio è che le pensioni possano crescere rispetto all’inflazione solo in presenza di tassi di crescita sostenuti. Questa formula contribuirebbe a costruire in Italia una forte constituency a favore di riforme che favoriscano la crescita. Sin quando le pensioni saranno una variabile indipendente, la cui dinamica prescinde completamente dall’andamento dell’economia la crescente popolazione dei pensionati non avrà alcun interesse a sostenere politiche per la crescita. Quando l’economia va bene, i pensionati non partecipano ai guadagni di produttività e, dunque, le pensioni perdono valore rispetto ai salari, dando origine al fenomeno delle cosiddette “pensioni d’annata”. Quando le cose vanno male, invece, la spesa previdenziale aumenta ulteriormente la sua quota sul prodotto interno lordo, sottraendo risorse a politiche di contrasto alla povertà e alla disoccupazione. Nel 2009, ad esempio, la quota delle pensioni sul Pil è aumentata di quasi un punto percentuale. Era già la più alta quota in Europa. Lo sarà ancora di più. Eppure il benessere degli anziani dipende molto dalla crescita dell’economia. La mancata crescita comporta, ad esempio, un progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari. Quindi senza crescita anche i pensionati finiranno per stare peggio. Bene che ne siano consapevoli fin da subito. È fondamentale che questa crescente fascia di popolazione partecipi in modo ancora più evidente ai vantaggi della crescita economica e sostenga quelle politiche che servono a migliorare la qualità e quantità dell’assistenza sanitaria pubblica e a permettere che pensioni relativamente generose possano essere pagate nonostante i cambiamenti demografici in atto. Indicizzando le quiescenze in essere alla crescita economica come in Svezia, che ha adottato un regime pensionistico molto simile al nostro, si renderebbe il sistema sostenibile, quindi equo dal punto di vista intergenerazionale, e si favorirebbero politiche che ci facciano tornare a crescere. www.lavoce.info
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GIU' LE MANI DALLA RETE
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Nessuna concessione a nessuno, e nessuno si azzardi a mettere la mordacchia alla libera stampa.
Attilio Gusmaroli
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DALLE BUGIE DI BERLUSCONI ALLE "FOLE" DI MARIO MONTI
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Penso che ci sia un limite alla decenza circa alcune affermazioni del Presidente del Consiglio quando afferma che le tasse sono state trasferite dal lavoro alla ricchezza a meno che ritenga che i milioni di pensionati siano considerati ricchi solo perchè ricevono una pensione superiore ai 1000 euro lordi ovvero che i carburanti li usino i ricchi e cioè quelli che possono possedere un auto. E dovrebbe esserci un limite alla decenza quando si ritiene che la liberalizzazione delle licenze dei taxi o la liberalizzazione degli orari dei negozi possa portare un reale beneficio agli italiani se non, al contrario, renderli tutti più poveri. Si capisce anche perchè Berlusconi non staccherà la spina a questo governo in quanto le categorie più duramente colpite da questa manovra sono i ceti meno abbienti. Non è così e spiace rilevare che solo un partito, la Lega abbia capito quanto sta avvenendo giorno dopo giorno. La patrimoniale è scomparsa e basta guardare il proprio conto corrente in banca per vedre quanti balzelli vanno a colpire il risparmio tanto che varrebbe la pena di svuotare i conti e i depositi titoli . Della patrimoniale non si parla più perchè i capitali se ne sono già andati e questo lo sapevano i nostri governanti parlandone tanto, facendo nulla, lasciando il tempo per trasferire i capitali in qualche paradiso fiscale. E' ora di voltare pagina, senza affidarci ai parolai di turno dei quali è particolarmente ricca la sinistra. E' ora di voltare pagina perchè tutti vorremmo un paese più normale, dove l'equità è un dato di fatto, non solo parole al vento.
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SONO BOLLITI
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Calderoli e la Lega non ne azzeccano più una. Ieri Calderoli, avvezzo alle feste di Berlusconi, ha scambiato un semplice brindisi nell'appartamento personale di Monti, come la solita festa bunga bunga stile Satrapo; il giorno prima insieme all'amico Cicchitto e a lady Santanchè hanno gridato allo scandalo per il blitz dell'Agenzia dell'Entrate a Cortina. Sappiamo tutti come è andata, quale edificante spaccato di società è stata "rivelata".
Certo con loro il blitz lo si faceva contro i poveracci, contestando magari 10/20 euro di errate comunicazioni, lasciando nel libo chi evadeva le tasse. Personalmente spero che continuino a sputtanarsi da soli, perchè chi ha cacciato il nostro Paese in questa crisi, debba finalmente tornare a produrre con il proprio lavoro qualcosa di più del nulla e della rapina di questi ultimi anni.
Calderoli, Cicchitto, Santanchè, Bossi, Berlusconi: ma qualcuno di noi accetterebbe anche solo un caffè da questi squallidi personaggi?
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IL FUTURO E' DOMANI, NON IERI
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Sono certamente critico su alcuni aspetti della manovra voluta da Monti, costretto a ciò dalla supponente ignoranza leghista e dal "ghe pensi mi" berlusconiano. ma nemmeno si può accettare il muro che i sindacati stanno alzando ancor prima di entrare nel dibattito della riforma del lavoro. Bonanni e Angeletti fino a ieri culo e camicia con Sacconi sono ridicoli come la Lega, la Camusso sembra al contrario guardare ancora al millennio appena passato. Il mercato del lavoro così come è certamente non va. L'ISTAT ci dice che la dimensione media di impresa è di 3,9 addetti, largamente al di sotto del fatidico art. 18. E come ci ha detto l'imprenditore Guidi, molte aziende scorporano pur di non superare la fatidica sogli di 15 addetti. Abbiamo gli stipendi più bassi d'europa, il precariato alle stelle, le imprese più piccole e le tasse più alte. Che cosa dobbiamo difendere: un vessillo? ma questo vessillo rischia di essere come quello che inseguono gli ignavi nel limbo Dantesco. Mettiamoci prima attorno a un tavolo e poi contestiamo, magari anche facendo qualche proposta credibile. Vogliamo competere con l'ottica dei paesi del nord europa o vogliamo avere l'ottica cinese. Per Sacconi valeva quest'ultima visione; il ministro Fornero sembra che ne abbia un altra. Evitiamo inutili barricate o la nostra situazione non potrà che peggiorare, grazie ai Bonanni di turno.
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IL PD NON PUO' SUPPORTARE LE SCELTE INIQUE DI QUESTO GOVERNO
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Penso che si debba avere l'onestà intellettuale nel considerare questa manovra particolarmente ingiusta, odiosa, lontana dall'ostentata equità che il Premier ogni giorno va dicendo. L'equità verso le nuove generazioni si traduce nel peggioramento generale dei pensionati. Si toglie a chi oggi è nell'impossibilità di contrapporre a questa scelta magari un nuovo lavoro, si colpiscono coloro che non hanno più la forza vitale per reagire e questo è francamente immorale. Il Governo Monti è un governo delle destre che fa macelleria sociale. Certe affermazione appaiono oggi in malafede in quanto si aumenta la tassazione indiretta (accise, IMU,...) e contemporaneamente si aumentano di fatto le imposte dirette in quanto la mancata indicizzazione delle pensioni toglie un reddito atteso. E un governo dichiaratamente di destra non può avere anche il supporto del Partito Democratico Senza pensare alla falce e martello che fù, Il Partito Democratico non potrà supportare oltre questa logica perchè i saldi (della manovra) avrebbero dovuto essere duri ma equi. Tassare i bonus dei super manager del 43% anzichè 22% se superiore al milione di euro fa solo sorridere. E il Partito Democratico dovrà rapidamente ricredersi sull'asserita equità di Monti, un falso storico che personalmente mi sconcerta e mi da fisicamente fastidio. Alla fine non avremo il bunga bunga, ma le pezze al culo per tutti.
Attilio Gusmaroli
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LA MANCANZA DI EQUITA' NELLA MANOVRA SECONDO WWW.LAVOCE.INFO
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EQUITÀ
Questo sembra essere il vero punto dolente della manovra. Pochissimo si è fatto sull’evasione fiscale. Si è ridotta la soglia della tracciabilità della transazioni a mille euro e poco altro. I tagli ai costi della politica sono minimi. Certo si dà il buon esempio, partendo dai gradini più alti. Ma perché non ridurre le dotazioni di Camera e Senato, forzandoli a tagliare i compensi poco trasparenti offerti esentasse ai parlamentari? E perché non sciogliere i consigli provinciali anziché solo le giunte? Al posto del balzello sui conti correnti e conti di deposito, che rischia di spingere ancora di più gli italiani a tenere i loro risparmi fuori dal sistema finanziario, non sarebbe stata più equa una mini-patrimoniale ordinaria con una aliquota bassa, ma una base più allargata? Ma l’aspetto peggiore della manovra in termini di equità è la sospensione dell’indicizzazione per le pensioni al di sopra del minimo (con parziali eccezioni fino a due volte il minimo). È un provvedimento iniquo perché colpisce anche persone che non sono più in grado di generare redditi per compensare il taglio dei trasferimenti. La situazione di emergenza del paese può richiedere scelte così dolorose, testimoniate dalle lacrime del ministro Fornero. Ma se si sceglie di intervenire sui trattamenti in essere, bisogna farlo bene. Le misure introdotte dal governo sono del tutto arbitrarie. Inoltre, creano una constituency contro la crescita dato che tassi di crescita più elevati spesso si accompagnano a più alti tassi di inflazione. Sarebbe, invece, al tempo stesso più equo e più utile nel favorire un cambiamento, indicizzare le pensioni più ricche alla crescita economica, così come avviene in Svezia. Un intervento che permetterebbe di ottenere risparmi sostanziali sulla spesa pensionistica. Ma ancor più importante determinerebbe una compartecipazione dei pensionati alle perdite o ai guadagni dell'economia. C’è infine il provvedimento che stabilisce un contributo aggiuntivo per chi ha beneficiato dello scudo fiscale, che interviene retroattivamente e viola un impegno sottoscritto dal governo con chi ha partecipato allo scudo oltre che essere di problematica attuazione. Certo lo scudo era un regalo agli evasori, come rimarcato più volte su questo sito. Ma l'intervento corrompe profondamente la certezza del diritto. Si paga un prezzo di credibilità molto alto per raccattare poco (perché chiedere solo l'1,5%?). Inoltre il provvedimento è di difficile attuazione dato che molti scudati hanno utilizzato società di comodo.
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MANOVRA RECESSIVA, FA CASSA SUI LAVORATORI E PENSIONATI: SEMPLICEMENTE IMMORALE
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Devo dire che provo una profonda delusione circa la manovra economica proposta da Mario Monti. Una manovra recessiva, basata sull'85% da nuove tasse e solo un 15% di sviluppo, che colpisce pesantemente le classi meno abbienti, i pensionati, e da un semplice buffetto agli evasori (1,5% sui capitali scudati, bonus per managers,...) La ciliegina finale è stata la comparsata di Mario Monti da Vespa che segna come giustamente indicato da Repubblica, l'inizio della trasformazione di Monti. Il salotto di Vespa è buono solo per le escort e un Presidente del Consiglio che accetta questo perde immediatamente molti punti dall'attuale maggioranza nel paese. E' un vero peccato perchè solo una manovra realmente equa poteva essere accettata da tutti; una manovra squilibrata che fa cassa sui meno abbienti è una manovra immorale. E questo non lo dico io, ma, tra le righe, lo dice la stessa Chiesa Cattolica.
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ITALIA: ULTIMA FERMATA
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La crisi che stiamo vivendo è certamente una crisi mondiale e dell'occidente. Una crisi dovuta alle deviazioni del capitalismo che si è trasformato da un lato ad una roulette finanzaria e dall'alltro ha dimenticato completamente che il lavoro e la distrubuzione equilibrata del reddito è il motore che permette allo stesso capitalismo di crescere. Le crisi che si susseguono a ritmi sempre più ravvicinati dovrebbero costringere l'Europa delle Destre (intesa più come visione che per vera adesione ai principi) ad affrontare alla radice il problema, lasciando da parte i piccoli interessi di bottega per lo più legati alle scadenze elettorali. Abbiamo bisogno di statisti come Helmut Kohl, Alcide De Gasperi...che seppero anteporre gli interessi della nazione e dell'Europa a se stessi. Abbiamo bisogno di persone che abbiano una visione che va oltre il misero orto di casa, perhè l'orto non crese se è semplicemente chiuso al mondo come la Corea del Nord (Lega). Quali problemi affrontare? Il primo che sta diventando una vera emergenza è la ridistribuzione del reddito: questo è a mio avviso il cardine del problema perchè senza redistribuzione del reddito non può esserci sviluppo. L'aveva ben compreso nel secolo scorso Henry Ford il quale riteneva utile dare una paga adeguata ai suoi operai, sufficente per comprere le stesse auto che produceva. Al contrario oggi si pensa solo a comprimere i costi del lavoro e quindi il reddito dei lavoratori per massimizzare in modo abnorme i profitti con lo splendido risultato che poi nessuno è più in grado di acquistare gli oggetti prodotti. Questa miopia non solo fa parte della cultura provinciale di molti nostri imprenditori (che dovrebbero guardare alla Germania e non alla Cina!), ma anche a questa classe di governo che brilla solo per la sua totale insipienza. Proposte raffazzonate, slegate, che comunque mirano a salvaguardare i priviligi della casta e delle classe più abbienti, bastonando la "middle class". Siamo di fronte a una crisi globale, ma in italia a questa crisi si somma una crisi strutturale, la crisi di una classe politica che per 17 anni ha guardato solo agli interessi di uno e non a quello della nazione. Ci fa piacere che oggi uomini oggettivamente di destra come Fini e Casini riconoscano i loro errori, ma dobbiamo anche impietosamente sottolineare che l'attuale situazione è anche conseguenza delle scelte fatte d'accordo con Berlusconi. Oggi, di fronte al precipitare degli eventi abbiamo solo una possibilità: un governo di salvezza nazionale, guidato da personalità di assoluta credibilità. La politica ha fallito e deve naturalmente fare un passo indietro. Nessun governo se non di large intese può portare il paese fuori da questo guado, da questo disastro. Penso e spero che uomini di buona volontà abbiano il coraggio anche di sacrificare il proprio futuro politico pur di staccare la spina a questo governo. La storia probabilmente li ricorderà per aver salvato il nostro paese, non per averlo affossato.
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PAGLIACCI
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L'Italia non era mai stata lo zimbello d'Europa e ciò nonostante il Pdl continua a sostenere un pagliaccio che non ha alcuna credibilità. Oggi l'Italia è commissariata dall'Europa. Fiori da ogni gioco, a un passo dalla Grecia, eppure i vari Scajola e Pisanu ancora non si decidono a scaricare il pagliaccio inconcludente. Ricordiamoci di queste mezze figure che, pur di preservare un posto in parlamento, mandano a catafascio un paese. Che vergogna!!!
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Da Lega di lotta a Lega amica di chi è in odore di mafia
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Se la Lega ha scelto di suicidarsi, personalmente non spenderò una lacrima: scelte loro. Quello che colpisce è che ormai, zerbino del premier, difende anche chi è in odore di mafia. Vi ricordate? Al tempo di mani pulite erano alla camera agitando il cappio dell'impiccato, oggi per mantenere la cadrega voterebbero qualsiasi cosa. Se ieri Bossi era la tigre di carta che abbaia ma non morde, oggi ha anche un tigrotto: Maroni. L'uno e l'altro tirano a campare nella speranza che qualche cosa accada. Ma forse accadrà solo quello che ha prospettato Di Pietro: il morto. E a quel punto la cacciata dei ballisti, che per 17 anni hanno raccontato cazzate alla gente, non troverà più alcun argine.
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SUICIDIO POLITICO
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Il Carroccio corre allegramente verso il suicidio politico. Dopo aver portato a casa in 17 anni praticamente nulla (bocciata la nuova costituzione, fallito il discorso sui migranti, affossato il federalismo) Bossi come Berlusconi ha lo stesso obiettivo: galleggiare il più a lungo possibile per se stesso. Non c'è crisi, scandali, inefficenze che lo scalfiscono: l'importante è esserci. D'altro canto l'esperienza di Fini sembra frenare chi potrebbe ribaltare il tavolo e spingere l'elettorato leghista a una nuova primavera. Al contrario il partito dei duri e puri difende il puttaniere, difende ogni nefandezza, è appiattito sulle posizioni di chi difende se stesso e i propri interessi. Questa è la parabola di Bossi, minato nel fisico ma anche nella visione. La Lega, dopo aver speso tutte le cartucce possibili, dopo essersi trastullata con la favola di partito di lotta e di governo (in realtà partito di poltrone) rispolvera l'araba fenice della secessione, pura mistificazione per dare in pasto alla folla uno straccio di prospettiva. Ma già domani tutti noi pagheremo il totale disprezzo verso le urgenze del nostro paese, la totale mancanza di prospettiva e quando ci ritroveremo con il "culo" a terra, dovremo rispolverare alcune frasi del '68 [pagherete caro, pagherete tutto!] ed agire di conseguenza perchè questa canaglia avida di potere deve essere semplicemente cacciata.
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SI SORREGGONO A VICENDA, VERRANNO CACCIATI INSIEME
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L'autobus per smarcarsi dal crollo del PdL, la Lega, lo ha perso da tempo. Ancora nelle mani di un uomo malato e al tramonto, si vede sfuggire di mano quel potere tanto inseguito, tanto agognato. Il federalismo è morto, le riforme sono sempre state uno specchietto per le allodole, non c'è una proposta vera e quando parla il rubizzo Calderoli viene semplicemente il latte alle ginocchia. Come giustamente notava Amato ieri sera a La7 gli italiani non hanno ancora capito che cosa c'è dietro l'angolo. Troppi pensano che sia un problema di lotta politica, della finanza, di un mondo che non comprendono. Comprenderanno molto presto quando rimarranno in mutande, con in mano l'ampolla del Po, per essersi affidati a un puttaniere e a un mitomane malato, entrambi senza alcuna credibilità internazionale, senza un progetto che vada oltre gli aspetti personali. D'altro canto questa società decotta capisce solo quando il portafoglio è vuoto. Lo capirà presto se uomini di buona volontà saranno capaci di cacciarli a pedete nel culo, anche se il tempo per non cadere definitivamente nel baratro stile Grecia è sempre più breve.
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Ministro Badfare
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Supponente, arrogante, ignorante (non sapeva che l'abolizione del periodo militare e degli anni universitari nel computo degli anni lavorativi interessava 600.000 persone e non 60.000). Questo il ministro Sacconi, ex-socialista recuperato alla politica del PdL, l'uomo che mira a dividere ed ad esasperare le parti per acrimonia personale dovuta alla sua pochezza intelletuale. Ci ricorderemo di lui come un ministro inadeguato, un provocatore, un seminatore di zizzania che però ha un merito: aver smascherato i finti sindacati dei lavoratori ed in particolare Bonanni e Angeletti.
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ITALIANI: AVETE CAPITO COSA SIGNIFICA...PER VOI?
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“La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il Paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più”. Questo il commento del Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, dopo il vertice di Arcore fra Pdl e Lega che ha cambiato il decreto sulla Manovra economica, traghettandola in Senato.
La Manovra, secondo l’accordo raggiunto, interverrà principalmente sulle pensioni, per ottenere un risparmio immediato: pagheranno gli uomini nati prima del 1985, che dovranno lavorare da un anno a un anno e mezzo in più per arrivare all'anzianità contributiva necessaria per andare in pensione perché, ai fini dell’anzianità, non vale più il recupero del servizio militare: quel periodo contribuirà al calcolo per l’ammontare dell’assegno pensionistico, ma non entrerà nel calcolo dell’anzianità contributiva richiesta come requisito per lasciare il lavoro; pagheranno anche i laureati che hanno riscattato il periodo di studi con i propri soldi: anche in questo caso gli anni riscattati varranno ai fini del calcolo sull’ammontare della pensione ma non nel calcolo dell’anzianità contributiva necessaria per poter lasciare il lavoro.
Insomma pagheranno sempre e solo i cittadini onesti, a partire dai dipendenti pubblici, e pareranno ancora di più coloro che hanno svolto il servizio militare e sono laureati. E non si intravedono, neppure all'orizzonte, misure per la crescita! Perchè gli interventi sulle pensioni non sono strutturali e non servono a riformare il welfare ma solo a fare cassa. Una beffa!
"Ancora una volta, le pensioni di anzianità sono il bancomat del governo, senza nessuna attenzione al futuro pensionistico delle generazioni più giovani", ha detto Stefano Fassina, Responsabile economico del PD. "L'eliminazione del contributo di solidarietà è stata fatta pagare ai lavoratori, anche a quelli con 39 anni di contributi, attraverso il rinvio della pensione di anzianità, invece che ai grandi evasori che hanno condonato 105 miliardi di euro".
Fassina ha poi fatto notare come, al di là dei proclami del ministro Brunetta, "il governo consideri i dipendenti pubblici cittadini di serie B, ai quali si può infliggere qualunque iniquità: il posticipo del Tfr, il blocco all'infinito delle retribuzioni, il rinvio sine die della tredicesima". Ha detto Fassina: "Se il Ministro Brunetta non fosse interessato solo alla poltrona, dovrebbe dimettersi per il fallimento delle sue cosiddette 'riforme' e per il vergognoso trattamento che il Governo Berlusconi riserva ai pubblici dipendenti”.
Altro effetto nefasto della norma sulle pensioni, contenuta nella manovra è individuato dal vicesegretario del PD, Enrico Letta che la considera 'un incentivo culturale all'evasione fiscale, priva di qualsiasi visione strutturale e di lungo respiro'. "All'italiano che in una sera si vede fregato dallo stato il patto dei 4 anni di laurea o di un anno di servizio militare - ha detto Letta a Radio24 - scatta subito la reazione di dire 'appena posso lo Stato lo frego io'. Con una norma simile si fanno 100 passi indietro sull'aspirazione alla cultura della fedeltà fiscale".
"Il Vertice di ieri stravolge il decreto su cui abbiamo presentato emendamenti, alla faccia, come sempre dei lavori parlamentari", ha dichiarato Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del PD a Radio anch'io."Ma quello che ci preoccupa ancora di più è il merito del decreto – ha aggiunto la Presidente – dal vertice di Arcore ne esce una manovra se possibile peggiorata, perché dietro interventi di facciata, figli di un braccio di ferro evidente tra Berlusconi, la Lega e Tremonti, ( con l'evidente vittoria di Berlusconi) si arriva a numeri che non tornano. Anche il reintegro dei tagli agli enti locali non serve ad evitare il taglio di servizi essenziali. Come si arriva a quota 45 miliardi nessuno lo sa. E' l'ennesimo compromesso che probabilmente verrà modificato ancora, che non sposta nulla sul piano della crescita, proprio nelle ore in cui il FMI rivedeva al ribasso le già basse stime di crescita del nostro Paese”.
“Oggi è giorno delle rappresentazioni straordinarie", ha detto Antonio Misiani, deputato e tesoriere del Pd. "Alfano si è presentato al Paese con una manovra che lascia incolumi gli evasori e picchia invece sui lavoratori. E, orgoglioso di questa prova, ha chiesto alle opposizioni di essere responsabili. Berlusconi ha assicurato di non aver messo le mani nella tasche degli italiani, evidentemente pensa che solo gli evasori hanno diritto alla cittadinanza nazionale. Per finire - ha concluso Misiani - Di Pietro ha fatto una clamorosa autocritica, quando ha detto che se la nave va sugli scogli è colpa del comandante: siamo sicuri infatti che si riferisse alle candidature di De Gregorio e di Scilipoti”.
Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, ha voluto ribadire come tutto questo sia inaccettabile per i lavoratori, e conferma il carattere socialmente iniquo della manovra. “Siamo di fronte ad un accordo che ha come obiettivo di salvare il governo e non il Paese, confermando il suo profilo di inefficacia ai fini dell’obiettivo dello sviluppo. Il Bossi difensore delle pensioni si è arreso – ha notato Damiano - e ancora una volta la previdenza, che è un diritto veramente acquisito, non come quello degli evasori che difende il governo, deve pagare il conto del risanamento del bilancio”.
Il responsabile sicurezza del Partito Democratico, Emanuele Fiano ha voluto pubblicamente condividere con preoccupazione le parole del segretario del Sindacato di polizia SIULP sulla manovra, che essendo fortemente iniqua rischia di aumentare la tensione sociale. Si è scelto di colpire gli onesti -ha detto Fiano - di eliminare il contributo dei più ricchi, e ora come novità di chiedere il contributo solo ai dipendenti statali, nonostante questo Paese si basi anche sull’abnegazione e il sacrificio di decine di migliaia di poliziotti che mal pagati difendono ogni giorno, insieme a tutte le forze dell’ordine, l’integrità dello Stato e la sua sicurezza".
Analizzando il nuovo intervento alla Manovra, il senatore Vidmer Mercatali, capogruppo del Partito democratico in Commissione Bilancio a Palazzo Madama ha espresso forti perplessità sui saldi di bilancio. "Avevamo già grossi dubbi sui saldi della manovra di governo presentata nei giorni scorsi. Dopo questo secondo intervento, che non conosciamo nel dettaglio, abbiamo però una certezza: ai saldi di bilancio mancheranno dai 4 ai 5 miliardi. Per quel che ci riguarda - ha proseguito Mercatali - non inizieremo nessuna discussione in Commissione Bilancio se non avremo un quadro chiaro di questa manovra bis, compresa di relazione tecnica vidimata dalla ragioneria dello Stato e il tempo adeguato per subemendare".
Sulla cancellazione del riscatto degli anni di laurea, adottata dal vertice dell'arzilla coppia Berlusconi-Bossi, cosa pensa il ministro Gelmini? Si è domandato in particolare Marco Meloni, responsabile Uniersità del PD.
"Se fosse un ministro dell'Università degno della delega - ha detto Meloni - sarebbe in prima fila a difendere l'idea che quegli anni vanno riscattati perché sono sostanzialmente equiparati, per il periodo legale della durata dei corsi di studio, a una attività lavorativa. Contrasterebbe la disastrosa logica per cui studiare non vale quanto lavorare, per cui studiare è, in pratica un disvalore, una perdita di tempo. Il vertice di ieri non fa che confermare una scelta ormai chiara: questo è un governo che disprezza chi studia e i lavoratori che pagano le tasse, e pur di non torcere un capello ai capitali scudati decide di punire onesti cittadini che hanno sempre pagato le tasse e hanno creduto di potersi fidare di uno Stato che – a causa delle scelte scellerate del governo Berlusconi – ancora una volta li sta tradendo".
Anche Fausto Raciti, Segretario nazionale dei Giovani Democratici, e Michele Grimaldi, Responsabile Saperi dei Gd, hanno voluto commentare indignati, in merito alla scelta del Governo Berlusconi di escludere gli anni relativi al percorso di laurea dal conteggio dell’anzianità per la pensione. “Comprendiamo che la Villa di Arcore, scelta come sede per discutere della manovra finanziaria, non fosse certo il luogo ideale per i ricordare al presidente del Consiglio l’importanza di valori quali il sacrificio, l’impegno, la solidarietà, lo studio, l’eguaglianza delle opportunità - hanno dichiarato ironicamente - . Ma la decisione del Governo di far cassa continuando a colpire le giovani generazioni, pur di non colpire i redditi alti e pur di non far pagare chi non ha pagato mai, rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’idea sbagliata e pericolosa che le destre hanno del futuro del nostro Paese. Che per il centrodestra poter studiare non fosse un diritto ed uno strumento di mobilità sociale, ma un lusso concesso per censo a pochi privilegiati lo aveva già dimostrato la cosiddetta riforma Gelmini. Con le scelte di queste ore Pdl e Lega decidono anche di punire chi già lo ha fatto”.
I due esponenti dei giovani del Pd hanno concluso sottolineando che “mentre tutti i paesi decidono di investire in formazione, innovazione e ricerca per rilanciare l’economia, il governo decide di perseverare negli errori che hanno portato il nostro Paese alla crisi attuale, che non è frutto del caso ma delle politiche sbagliate di questi anni”.
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UNFIT
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Se la passione politica è a vita, chi ha avuto importanti incarichi politici ed ha fallito deve mettersi da parte. Ed è incredibile quello che Veltroni e Fioroni stanno oggi portando avanti all'interno del PD, anzichè concentrarsi sul contenuto della manovra. Veltroni e Fioroni sono i simboli di un passato che non c'è più, rappresentano più se stessi che una prospettiva, sono la zavorra politica che impedisce al Partito Democratico a fare una opposizione incisiva. Se Veltroni e Fioroni prendessero la strada di Rutelli, avrebbero percentuali dello 0, così come Rutelli da mesi con la sua API, ed è costretto a stare con Casini, altro campione di un progetto contradditorio che assomiglia sempre più a coloro che difendono la famiglia, ma poi già vivono con la seconda moglie ed in più hanno qualche amante di passaggio. (alla faccia della coerenza!)
Con questa gente non si va da nessuna parte e quanto prima se ne vanno, tanto meglio è in quanto non hanno un progetto reale, ma un insieme di parole, sono semplicemente affabulatori del nulla. Ricordate le previsioni di Cacciari su Milano e Napoli? Se avessimo seguito i suoi consigli oggi avremmo due città consegnate alla destra. Se qualcuno seguirà le "visioni" di Fioroni e Veltroni, riusciremmo nell'impresa titanica di far risorgere ancora Berlusconi. E' ora di dire basta a questi personaggi, magari accompagnandoli gentilmente alla porta.
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FALLIMENTO
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Le analisi e l'andamento della crisi economica che ha investito l'occidente e in particolare l'Italia la trovate sugli organi di stampa. Una sola parola sintetizza la situazione italiana: FALLIMENTO. Da tempo i partiti di governo hanno perso il senso della realtà. Se Berlusconi ha inseguito le sue paure e i suoi sogni di onnipotenza, Bossi si è allontanato sempre più dalla sua stessa gente che oggi non lo riconosce più. Il patto di ferro con Berlusconi, le decine di leggi ad personam votate senza batter ciglio non hanno prodotto nulla e la manovra ha messo una pietra tombale sul federalismo. Certa opposizione non è da meno e sfiora il ridicolo. Mi riferisco al contributo di solidarietà per i redditi oltre i 90/150.000 euro, contestata dall'UDC, quasi che si voglia togliere il pane di bocca a manager che oltre a ciò, spesso, direi sempre, hanno un'auto a disposizione, cure mediche specialistiche quasi gratis, una casa ad uso gratuito offerta dalla società per cui lavorano,...Una presa in giro di Casini verso chi con 1000 euro al mese deve mantenere moglie figli nonni e pagare l'affitto. Ma Casini dove vive? Forse che la frequentazione delle camere e dei genitori della moglie lo hanno fatto diventare strabico? Si dice: sono una classe di contribuenti meritevoli, pagano le tasse e quindi non possiamo ulteriormente tartassarli. Ma, scusate, pagare le tasse, dare un contributo straordinario in una situazione straordinaria non è un dovere di chi ha molto di più rispetto al cittadino medio? Ecco perchè Casini alla fine non è credibile: rappresenta quel centro che alla fine, come gli ignavi, non sta a destra, ne a sinistra, difende posizioni francamente assurde solo per avere un suo spazio politico (non una precisa linea politica) e si rende francamente ridicolo e offensivo verso l'Italia che lavora a 1000 euro (precari) al mese
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MUOIA SANSONE E TUTTI I FILISTEI
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"Muoia Sansone con tutti i filistei" sembra questo l'obiettivo finale di Silvio Berlusconi. L'uomo a cui non è mai interessato alcunchè dell'Italia se non finalizzato ai propri interessi di bottega, farà crollare il nostro paese pur di rimanere in sella. E con lui non solo i filistei (PdL, lega, ex-Responsabili,...), ma purtroppo anche tutti quegli Italiani che non hanno mai condiviso le loro balle. Ed è tanto più evidente quello che affermo se sindacati (eccetto Angeletti), associazioni imprenditoriali, commercianti,...hanno sottoscritto unitariamente un documento che denuncia la totale assenza del Governo sui problemi veri, quali il lavoro e la situazione economica. E' irritante ascoltare le notizie che provengono dal mondo e le beghe da comari che vengono dall'Italia. Il mondo si interroga sul proprio futuro, un Occidente in piena decadenza, Noi delle beghe dei soliti, dal processo lungo alla sede staccate dei ministeri a Roma. Quando prenderemo tutti insieme dei bei forconi per cacciarli via tutto d'un colpo!!!! Da leggere: http://www.pinonicotri.it/2009/10/muoia-sansone-con-tutti-i-filistei-e-ormai-il-grido-del-silvio-sansone-della-fininvest-e-di-mediaset-deciso-a-scassare-anche-la-costituzione-pur-di-farla-franca-con-la-giustizia/
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CI PRENDE PER IL CULO!!!
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E adesso ci prende per il culo! La parola magica per Calderoli è ridurre i costi della politica con una riforma costituzionale! Calderoli e la Lega ci prende per il culo in quanto tutti sanno che passeranno almeno due anni prima che nasca e nel frattempo come la sbandierate riforme già annunciate, finirà nel dimenticatoio. La realtà è che la Lega solo al cadreghino e se ne fa un baffo degli italiani. LEGA NORD, FUORI DALLE BALLE
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UNA MANOVRA SBAGLIATA CHE AMMAZZA LO SVILUPPO
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La manovra voluta da Tremonti rischia di non raggiungere alcun risultato se non quello di impoverire le classi produttive di questo paese. Tremonti già nel passato ci aveva colpito per una certa miopia nell'andare oltre il contingente. Dai condoni a raffica che hanno penalizzato i contribuenti onesti che si sono sentiti dire che era meglio comunque pagare per evitare multe per lo più basate su controlli formali, allo scudo fiscale regalo alle mafie e ai soliti noti, ai tagli orizzontali dell'anno scorso, all'attuale manovra. Rigore e sviluppo, questo il mantra, certamente condivisibile se non che a livello paese, il rigore è solo per alcuni, lo sviluppo è una pura chimera. Vi lascio ai giornali economici specializzati che meglio di me vi spiegheranno quanto affermato, e soffermiamoci solo su due aspetti. -Aumento delle accise e super bollo auto: se apparentemente il superbollo colpisce in modo del tutto marginale i possessori di auto di grossa cilindrata (per lo più intestate alle aziende), l'aumento delle accise (carburanti) è una nuova tassa che colpisce chi è costretto all'uso dell'auto e porterà a un ulteriore aumento dell'inflazione e riduzione dei consumi. Effetto completamente opposto allo sviluppo perchè la famiglia italiana sempre più tartassata dovrà naturalmente ridurre il proprio tenore di vita. -Blocco degli aumenti agli statali, blocco degli adeguamenti pensionistici al di sopra dei 1700 euro lordi, prelievo del 5% sulla quota oltre i 90000 euro l'anno. Appare del tutto evidente come questo meccanismo colpisca in particolare quella fascia di reddito che potrebbe essere motore di sviluppo della crescita. Il 5% applicato alla quota oltre i 90000 euro fa semplicemente sorridere e fa il paio con l'aumento del bollo auto. Se chi più ha, più è tenuto a contribuire per la crisi economica e per gli errori di conduzione del bilancio nazionale, Tremonti mostra uno strabismo prospettico che porterà a nuovi sacrifici per tutti noi. In altri termini tampona il contingente senza un programma di sviluppo e di stimolo alla crescita Ecco perchè l'appello di Napolitano lo si può accettare una sola volta. Fatta la manovra questo governo deve semplicemente andare a casa per poter impostare un vero progetto di sviluppo. Tutti gli italiani stanno toccando con mano, oggi, che 15 anni di governo a guida Berlusconi hanno portato questo disastro, che questo governo è incapace di un progetto vero di sviluppo, che questo governo è stato capace di trastullarsi la scorsa estate con la casa di Montecarlo di Fini, poi con "l'epocale riforma della giustizia", in altri termini con i problemi personali del Premier mentre il mondo correva e il paese affondava. Ecco perchè tutto questo governo è "unfit" e se non se ne va saranno gli italiani a cacciarlo via.
Attilio Gusmaroli
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CASCIABALL: GRAZIE
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IL REGALO DI B&B: MENO SOLDI PER TUTTI Si, è meglio che stia defilato il duo B&B, è molto meglio. Dopo le panzane di anni e le ultime balle di qualche settimana fa ecco serviti gli italiani: più tasse per tutti!!! Perchè i soloni della destra devono sspiegarmi che, se si aumentano le accise sulla benziana, lo stato mette tranquillamente le mani nelle tasche, se aumentano i ticket, lo stato mette le mani nelle mie tasche, se bloccano l'adeguamento delle pensioni, lo stato mette le mani nelle mie tasche. Anni e anni di balle hanno portato qa questo bel risultato. E non si dica che è la crisi (crisi, ma fino a ieri non era stata superata???). Gli stati virtuosi come la Germania non sono nella nostra tragica situazione! Noi possiamo solo dire: Grazie Silvio, grazie Umberto, grazie agli italiani che vi anno votato, per lo splendido regalo che ci avete lasciato
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LA PATRIMONIALE DELLA DESTRA
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Una semplice considerazione sulla PATRIMONIALE di Tremonti sui BOT: lo Stato chiede ai cittadini di finanziare il suo debito e poi li punisce. Infatti pagherà a regime € 380,00 sia chi ha un patrimonio sotto i 50.000 euro, sia chi ha 5.000.000 euro. E' semplicemente incredibile ed illogico quanto previsto in finanziaria anche perchè farà fuggire i piccoli risparmiatori che si vedranno azzerati i rendimenti netti dei titoli. Se coniugamo questa misura insieme al blocco delle pensioni e al mantenimento per intero dei costi della politica, ne esce un quadro dove ancora una volta il governo delle balle (fino a ieri la crisi non c'era) continua a prendere in giro gli italiani ed oggi anche li punisce, solo loro, per aver detto a chiare lettere che questo governo è inadeguato. PS. Che fa la Tigre di Carta (Bossi)? Al momento continua a reggere la coda al Governo. Molto bene così si capirà da quale parte stanno Bossi e la Trota.
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I PRIMI PASSI DEL PARTITO DEGLI ONESTI: NORMA AD AZIENDAM!!!
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Qualcuno potrà dire: ma quali sono le proposte del centro sinistra? Devo dire che basta leggere con più attenzione i giornali (solo 5 milioni di italiani lo fanno). Ma quello che stupisce è l'assoluta servitù del governo verso gli interessi di Berlusconi, un pugno di servi incalliti pronti a proporre qualsiasi cosa pur di entrare nelle sue grazie. Così si scopre nella finanziaria, quella che blocca le pensioni ai poveracci, che al contrario, qualora la sentenza di secondo grado (Mondadori-CIR) diventi esecutiva, Mediaset non pagherà alcunchè a De Benedetti perchè tutto verrà rimandato alla sentenza definitiva. In altri termini ciò che per tutti è una norma, non lo è per Mediaset. Qualcuno si stupisce se poi uso un liguaggio forte, ma parlare di delinquenti prestati alla politica non è una frase offensiva. E' semplicemente certificare la realtà dove un Vecchio Debosciato e una Tigre di Carta continuano a prendere in giro gli Italiani.
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AVETE VOTATO PER PDL E LEGA? ADESSO PAGATE
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Penso con soddisfazione a tutti quei castanesi che fino a ieri guardavano il Partito Democratico e l'opposizione in generale, come un oggetto da cui stare alla larga e leggevano golosi i resoconti de Il Giornale o di Libero che descrivevano l'Italia come un Eden perchè "Silvio c'è", il miglior statista del dopoguerra, un dono di Dio per don Verzè (San Raffaele). A questi concittadini a cui è mancato del tutto un minimo spirito critico, che ascoltano con interesse il TG1 di Minzolini o gli approfondimenti di Radio Londra (Ferrara), a questi concittadini dunque il risveglio sarà un po brusco. Già perchè lungi dal tagliare i costi della politica (i parlamentari non useranno, forse, l'aereo blu, ma comunque quello di linea a spese nostre) il sacrificio lo hanno fatto fare ai pensionati, non quelli con le pensioni d'oro da 10.000, 20.000 euro al mese netti, ma sopratutto da quelli che ne ricevono 1000! Questa banda di delinquenti prestati alla politica, questi "onesti" come ipotizza Angelino Alfano, dopo aver aumentato il prezzo dei carburanti, ancora scossi dal risultato referendario, pieni di bile e livore colpiscono il popolo, la gente comune, sopratutto perchè il voto delle amministrative e il referendum hanno dato un segnale chiaro. Ma contrariamente a quanto sarebbe avvenuto in qualsisi democrazia matura, anzichè tener conto del segnale, anzichè tagliare i costi della politica da subito, non hanno trovato di meglio che colpire i pensionati. Fa sorridere il ricordo del ministro Visco (governo Prodi), raffigurato come un vampiro. Oggi Tremonti non mette le mani nelle tasche dei politici, con loro è coerente: non li tocca. Egli al contrario mette le mani pesantemente nelle tasche degli italiani. La Tigre di Carta, Bossi, dopo la pagliacciata di Pontida che fa? Pensa ancora di prendere in giro il suo elettorato e gli italiani facendo nei fatti il reggicoda di Berlusconi?
Sono certo che le opposizioni e in particolare il Partito Democratico contrasteranno pesantemente questa manovra che va contro le classi deboli e salva come al solito la casta. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche, scendere in piazza e cacciare questa banda di incapaci che in un ventennio non hanno fatto riforme uili, non hanno liberalizzato nulla, ma hanno solamente difeso interessi corporativi e ora scaricano ai soliti, lavoratori dipendenti, partite IVA, pensionati il costo della crisi. Questo non può essere accettato e non sarà accettato.
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FORA DI BALL
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Cacciamo questo governo di leghisti e pdellini che hanno ancora come unico obiettivo quello di colpire il popolo. Bloccare la rivalutazione delle pensioni a partire da poco più di 1000 euro e non togliere un euro dai costi della politica è una vergogna, uno scandalo senza fine. Tremonti e soci la smettano di dire la balla che non mettono le mani in tasca agli italiani! L'aumento dei carburanti e il blocco delle pensioni si commenta da solo: vogliono solo mantenere i privilegi ai Trota di turno e sarebbe ora che Bossi, tigre di carta, dopo il fallimento della sua politica di allenze si tolga dalle balle (per usare il suo forbito linguaggio).
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Legge Truffa: la Grecia è sempre più vicina
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Penso che anche un modesto diplomato alle elementari capisca che se la necessità, per l'Italia, è quella di rientrare per 43-47 miliardi di euro entro il 2014, non si può pensare di fare una finanziaria di soli 1,8 miliardi quest'anno. E' la legge truffa che il duo delinquenziale (Berlusconi & Bossi) sta propinando agli Italiani che vedono sempre più avvicinarsi la prospettiva Greca. Si, delinquenziale, perchè solo i delinquenti mettono a rischio una nazione per i loro interessi di bottega, che nulla hanno a che fare con l'interesse della nazione. Vedere che anche Bossi, per salvare il suo cadreghino, si accoda a Berlusconi, lascia più che esterefatti. Il legame con il Premier va certamente oltre la politica perchè oggettivamente è impossibile pensare a una manovra così ridicola che certamente i mercati non potranno considerare "seria". Il tramonto dell'impero porta desolazione e povertà diffusa; come in Grecia pochi si sono enormemente arricchiti grazie a tutti quelli che fino a ieri non volevano guardare in faccia alla realtà e si accontentavano, per interesse o per stupidità, di balle. Per un ventennio si sono nutriti di balle, hanno saltato al grido "meno male che Silvio c'è", hanno evitato di guardare criticamente ai progetti di questa destra da circo, quali per esempio il problema della sicurezza che notoriamente non era causato esclusivamente dall'immigrazione, distogliendo le anime belle dai problemi veri, dalla corruzione dilagante, dal magna magna generalizzato. Ricordiamoci di questi bravi cittadini che ci stanno portando tutti sul lastrico, ricordiamoci di questi politici che presentano sempre più affinità alla destra greca che ha portato quel paese alla bancarotta. Questi politici al governo, "responsabili" solo per se stessi, sono una razza pericolosissima. Se la manovra è questa dobbiamo seriamente pensare a come salvare i nostri soldi dal prossimo baratro che si sta aprendo.
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RIFORMA FISCALE: LE SOLITE BALLE
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Ancora una volta questo governo sta per partorire la solita bufala o balla: la riduzione delle tasse. Poichè la cosiddetta riforma ,annunciata da 17 anni, fattibile a suo tempo se non fossero stati buttati soldi in progetti discutibili o mai realizzati (Alitalia, riduzione dei parlamentari, abrogazione delle Provincie,...) dovrà essere fatta non in deficit, avremo semplicemente una diversa contabilità che sposta dalle imposte dirette a quelle indirette, che per un lavoratore dipendente nella migliore delle ipotesi non sposta nulla. In realtà l'impatto zero si tradurrà nei fatti a una ulteriore riduzione dei consumi. Se verrà per esempio aumentata l'IVA, va da se che l'impatto si scaricherà sui prezzi e non a caso oggi su il Sole 24 ore Federdistribuzione, Coop, Conad, Centromarca, IBC denunciano questo aspetto.
IVA -Consumi - Crescita Uno lo slogan efficace, ma reale. Non solo ma la riduzione delle aliquote favorisce di più gli alti redditi piuottosto che i bassi dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno e a prescindere da considerazioni sociali, che esiste una ignoranza profonda in questa destra in materia di economia. La crescita non si realizza con le elite superpagate, ma dal basso. Una riforma che va ancora una volta non a favore delle classi meno abbienti e non introduce alcun correttivo alla redistribuzione del reddito. Una riforma da buttare.
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LEGA NORD: TIGRE DI CARTA
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Come volevasi dimostrare, la Lega ruggisce, ma non morde. D'altro canto è così inserita nei meccanismi di potere che è difficile per la sua "casta" pensare di mollare Berlusconi senza un vero progetto. Ma la Lega ha perso l'ultimo tram, non è stata capace di scendere al momento giusto, perchè come dice Bossi "l'aria è cambiata" e i prossimi mesi saranno lacrime e sangue per l'economia, per quella crisi economica troppo spesso ignorata e sottovalutata. Il rischio per la Lega è ritornare al partito del 3%, ma da oggi questo rischio è già dietro l'angolo: una buona notizia visto che nell'arco di 15 anni, ai principi si sono sostituiti gli interessi personali, ai grandi progetti di riforma si è preferito assecondare gli interessi di Berlusconi. Oggi senza un vero progetto alternativo, la Lega sembra svegliarsi dal suo torpore, ruggisce, ma come diceva Mao, è una tigre di carta.
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PONTIDA: ULTIMA SPIAGGIA?
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Qualcuno pensa che le mie considerazioni siano interessate, ma al contrario le considerazioni che seguono vogliono solo mettere in evidenza un problema: la lega di Bossi vuole seguire nel baratro Berlusconi? Ultimamente Bossi le sbaglia tutte. Consideriamo alcune scelte: Milano Amministrative Il basso profilo della campagna per le amministrative di Milano aveva semplicemente un obiettivo: intercettare il voto della destra stanca dell'estremismo di Berlusconi. Errore clamoroso! Bastava stare tra la gente per capire che le sirene inconcludenti della Lega non incantano più, che i problemi della gente sono altra cosa. Referendum Il popolo Leghista è andato a votare in massa per dire NO alle proposte del governo, cioè a quelle leggi a cui Bossi si è accodato. Per qualunque lombardo, avere i ministeri al Nord non interessa nulla: il problema è il lavoro, la semplificazione burocratica, i problemi di tutti i i giorni. Ma per chi si è adagiato sugli ozi romani, non interessa affrontare e risolvere i problemi della gente, interesse creare qualche posto in più agli amici, interessa mantenere le provincie per sistemare qualche papavero leghista. Il vento è cambiato ma a probabilmente a Pontida non succederà nulla. Qualche randellata in più ai clandestini..., i famosi Ministeri al nord (chi paga i maggiori costi per il nulla?), riforma fiscale (non l'hanno fatta in 15 anni, come possono farla ora senza soldi e con la gravissima crisi internazionale sempre nascosta?)e nulla più. Ormai il destino del duo casciaball Bossi e Berlusconi è segnato. Ma la Lega non avrà il coraggio di staccare la spina e francamente sono contento così la prossima botta sarà definitiva.
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GRAZIE ITALIA, SEI RISORTA E VUOI ESSERE PROTAGONISTA
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Ebbene si, il vento soffia forte e soffia per cambiare quella classe politica al governo così mediocra e servile, cosi di basso livello come ben ci ricorda Scilipoti e i suoi sodali. La gente finalmente dice basta a questi incapaci, che rincorrono solo prebende per se e non spendono nulla per l'Italia. Chi ha vissuto in questi giorni con il popolo di Pisapia o coi referendari, chi oggi leggeva in diretta le email che affluivano al sito di Repubblica, capiva che soffia l'aria nuova del cambiamento, comprendeva che i giovani vogliono giustamente riappropiarsi del proprio futuro, che il modello per loro non è l'asservimento al satrapo di turno, non è la prostituzione del corpo e delle menti. Vedo, come nel limbo dantesco, i vari La Russa, Santanchè, Minzolini, Ferrara, Brunetta, ignavi di turno che, punzecchiati da mosconi e morsi da vermi, corrono dietro all'insegna logora di Silvio Ridens.
Solo ieri subivamo le puttanate di Brunetta ad Anno Zero, quando diceva che Santoro porta voti a Berlusconi. Penso al contrario che Lui con la sua supponenza becera abbia portato gente a votare (grazie Brunetta). Il vento soffia, soffia forte e milioni di italiani hanno detto a chiare lettere a Berlusconi e Bossi, si anche a Bossi: basta!
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CI HA TROMBATO CON GAIEZZA
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Ci sono due Italie: quella allegra dei giovani che guardano al futuro, che vogliono liberasi di un governo, di una classe politica vecchia e direi puzzolente, e B&B immagine plastica del vecchio, supportata da pretoriani bolsi come Castelli e Brunetta che hanno dato spettacolo ieri sera ad Anno Zero, dimostrando ancora una volta che sono solo capaci di proporre chiacchere da bar. Per me che tornavo da una sana biciclettata con migliaia di giovani, vedere l'arrogante Brunetta, il supponente ed ignorante Castelli a sparare cazzate galattiche quali "non pagate il canone" lui, membro del governo, ha lasciato solo sconforto. Con una classe politica così, l'obiettivo prossimo per l'Italia è il dissesto della Grecia, dissesto, ricordiamolo dovuto ai precedenti governi di destra e lasciato in eredità alla sinistra.
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SONO SUONATI
Al tramonto di Berlusconi segue quello di Bossi. Non chiedono azioni per la gente, per il lavoro, no chiedono ministeri al nord per sistemare i loro amici primi che arrivi l'onda. Ormai vanno con il cappello in mano a pietire qualche prebenda, qualche osso da azzannare e non si accorgono che gli ozi romani, quella Roma ladrona sbandierata per i loro elettori, va tanto bene a loro. Ma come per Annibale a Canne, non si accorgono che il distacco dalla propria gente, dalla realtà quotidiana, sta aumentando, perchè oltre gli slogan, non c'è nulla salvo il posto pubblico ministeriale. Che fine ingloriosa!!!
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DILEMMA LEGA
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Crolla la visione oscurantista della Lega, crolla Novara, il simbolo delle peggiori derive leghiste, dove "no" kebab, ronde padane,... facevano da padrone. La Lega sta perdendo il legame con il suo popolo e quello dei simpatizzanti in quanto non è propositiva su nulla di concreto (il lavoro, un vero federalismo,...)ed insegue sempre più i fantasmi della paura del diverso, che poi, alla fine, di diverso ha spesso solo il colore della pelle. Fantasmi cresciuti a dismisura a scapito dei problemi veri della gente che sembra aver dimenticato. Il partito nato dal popolo per andare incontro ai bisogni veri del popolo e non per stimolare e cavalcare le paure solo per far cassetta di voti, oggi è sordo a quanto la sua stessa base chiede. Tenta di galvanizzardo con i soliti slogan beceri, ma i risultati dimostrano che la sua gente chiede altro. E quanto più l'abbraccio con Berlusconi sarà stretto, tanto più i simpatizzanti guarderanno da un'altra parte anche perchè è troppo scoperto il tentativo, fallito, di intercettare i voti in uscita dal PdL. D'altro canto per quale motivo, se sono scontento della politica di Berlusconi dovrei dare il voto a un partito che senza battere ciglio ha votato tutte le leggi più vergognose ritagliate per il premier? In questo panorama desolante, merita di essere citato il caso di Gallarate. La Lega si è presentata da sola al primo turno, ha perso, ma poi, di fatto, ha dirottato i suoi voti su Guenzani, il candidato sindaco di centro sinistra, che ha vinto. Di fronte a un comitato di affari che aveva lottizzato l'intero comune, anche per un programma molto simile a quello del centro sinistra, essa ha avuto il coraggio di rompere un sodalizio. Un atto di coraggio ma sopratutto un atto che premia, almeno localmente, una visione politica che va contro quelle lobbies che i suoi elettori non vogliono subire.
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Il vento ha soffiato forte, e Milano ieri si è ritrovata una città piena di entusiasmo, una cosa mai vista! Una vittoria delle gente e di Pisapia, una vittoria di chi vuole cambiare modo di confrontarsi, di lavorare. Una vittoria del fare vero, della progettualità vera. L'entusiasmo era palpabile in questi giorni: penso all'incontro allo Smeraldo dopo il primo turno, alla bicilettata di martedì scorso. E sarebbe un errore attribuire questa vittoria ai soli partiti: essi finalmente hanno saputo lavorare in stretto contatto tra di loro e con i comitati, ma sarebbe un errore gravissimo se qualcuno si attribuisse in esclusiva il merito della vittoria. Essa, la vittoria, è sopratutto merito di chi ci ha creduto, da subito.
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IL RISVEGLIO DELLA BELLA ADDORMENTATAMa dov'era il Presidente di Confindustria in questi anni? Solo oggi si sveglia dal torpore e si accorge che questo governo non ha fatto nulla per la parte produttiva del paese, imprenditori e lavoratori dipendenti? Non ha fino a ieri preso per buone le balle strtosferiche del Premier che, come si sa e per sua ammissione, avendo da gestire le sue incontinenze, gli affari di famiglia e quelli delle sue aziende, non ha certo tempo da perdere per lItalia. Un Presidente serio, normale per il resto d'Europa, dopo aver ammesso questa inefficenza dovrebbe dare le dimissioni. Al contrario la Marcegaglia, pochè il vento sembra che finalmente stia cambiando, quasi vuole mettere le mani avanti, ma aimè, fuori tempo massimo. Da rottamare.
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UN ULTIMO SFORZO: MILANO CAMBIA, L'ITALIA CAMBIA
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Non c'è trippa per gatti, non ci sono travasi di voti:
Due chicche: Berlusconi dimezza le preferenze, un sonoro ceffone sulla sua faccia a 35 denti; La Lega non prende voti dal PdL, anzi perde quasi 5 punti dalle politiche, un terzo di chi l'aveva votata!
Finalmente il bluff di Bossi e Berlusconi viene allo scoperto. Da una parte solo interesse personale, dall'altro solo parole in libertà.
Terzo Polo ovvero Aspettando Godot, forse quella cosa che deve nascere ma poi non c'è, perchè una cosa è essere l'ago della bilancia, con rischio globale di sputtanamento (oggi di quà, domani di là, dopodomani chissà), una cosa essere un partito vero.
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CAMPAGNA PER LE AMMINISTRATIVE
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SONO NERVOSI
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Si sono nervosi, sono nervosi tutti e due, Berlusconi e Bossi, perchè comunque vada si è creata una frattura con il paese reale e tra di loro. Al di fuorI della spettacolarità del linguaggio da trani, che cosa ha in comune la Lega con il PdL? Questo mistero probabilmente lo troviamo nelle stanze di via Bellerio, anche perchè la "scusa" del federalismo, cioè si sta con Berlusconi per realizzare il federalismo, è debole visto come si è svuotato nel tempo il progetto, che rischia oggi di portare un aumento generalizzato delle le tasse. La verità, a mio avviso, è che la Lega non sa dove andare e se i risultati delle amministrative non la premieranno, qualcuno comincerà a chiedersi che qualche scelta politica è stata "cannata".
Gli attacchi ai giudici, il linguaggio di questi giorni, il tentativo di buttare tutto in rissa, ci dicono che il voto non è scontato, che i milanesi, per esempio, non sembrano più disposti a bere il calice dei sogni che mai si realizzano. La novità, qui a Milano, è che finalmente si va a parlare con la gente nei quartieri, che finalmente si mette qualche manifesto in più, che i big nazionali vengono a Milano. Qui è nato il Berlusconismo e solo da quì può iniziare una nuova stagione. Auguriamoci che sia così, perchè le grida sguaiate della escort politica (Santanchè) o del sospetto cocainomane, visto il suo modo di porsi (La Russa) hanno fatto decisamente il loro tempo ed è necessario che si apra una nuova stagione di confronto tra i diversi schieramenti.
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NO ALLA POLITICA ESTERA DA FRANCESCHIELLO!!!
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LE COMICHE DI B&B
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Un cittadino scrive su un blog: "Questo governo ci ha fatto un regalo: ci ha fatto risparmiare i soldi per andare al teatro (delle comiche)". E ciò sarebbe positivo se poi non ci bastano gli occhi per piangere. Dopo gli sfracelli annunciati della Lega per bombardamenti nnunciati sulla Libia, a meno di 24 ore tutto è rientrato. Per non dire del Nucleare, della difesa della italianità delle aziende (Parmalat) e così via. Vedo che personaggi non certo di simpatie per la sinistra (Vittorio Feltri) cominciano a manifestare visivamente un certo sconcerto. Si paga dazio ai responsabili, quel manipolo di cavalieri di ventura al soldo di chi paga meglio, e mi chiedo quale sia la contropartita per i vari strapuntini di sottosegretario al nulla visto il profilo dei personaggi. Ma questa è l'Italia di oggi, la peggior Italia del dopoguerra e capiremo tra poche settimane se gli italiani sono pronti aseguire il pifferaio fino ad affogarsi o se avranno un momento di orgoglio in primis, personale, se saranno stufi di essere presi per i fondelli dal duo B&B.
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IL PAGLIACCIO Per Berluscconi tutti gli italiani sono imbecilli, solo lui sa cosa graziosamente concedere agli Italiani.
Per lui il nucleare è il futuro.
Per noi è l'ennesima dimostrazione della sua ignoranza, l'ennesima dimostrazione che a lui interessa il business dei sodali (28 mila miliardi di euro di investimenti...)
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Settimana Santa
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Ricordo una battuta che circolava in Mediaset a metà degli anni '90: gli italiani bisogna trattarli come ragazzini di seconda media, credono a tutto e poi si dimenticano (frase attribuita a Silvio Berlusconi). Pensavo a questa frase e ai Responsabili che, per un piatto di lenticchie, si sono sputtanati politicamente e oggi ancora rincorrono, come i levrieri, la finta lepre che si usa per farli correre...e non la raggiungono mai. E così aspettano, aspettano, aspettano il famoso rimpasto... Nel frattempo qualcuno ha portato a casa qualcosa: Scilipoti ha per esempio la scorta, personaggio importante e fondamentale per il nostro parlamento, Romani è diventato ministro, mantre di quel Calearo sembra si siano perse le tracce. Domani magari ci sarà una nuova raffica di nomine a carico dei contribuenti, per mantenere in vita questo governo politicamente agonizzante. Nel frattempo i problemi del paese rimangono e qualche onorevole o aspirante tale, a titolo personale, non ha meglio da fare che proporre la modifica dell'articolo 1 della Costituzione o paragonare i magistrati ai Brigatisti. In tutto questo nulla politico che cosa fa la Lega Nord: continua a rimanere a guardare, guardare non si sa bene che cosa e pensa di fare una qualche riformicchia con questi! Se ci credono loro.
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CON NAPOLITANO
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Siamo allo scontro finale, ma le tifoserie, meglio, la tifoseria di Berlusconi legata a lui da interessi economici e di potere, non ha ben chiaro il senso delle parole, i valori fondanti di un moderno stato di diritto e infatti continua ad usare a sproposito parole come libertà, democrazia,... Questi valori non sono legati al singolo ma ai principi dello stato democratico. Berlusconi, Bossi, Fini, Bersani non sono la democrazia, sono solo persone elette da gruppi, partiti, organizzazioni che devono poi comunque osservare le regole. La caduta di questi (politicamente) o la nascita di nuovi soggetti è del tutto indifferenti per lo stato democratico. Sono i principi che devono essere rispettati, salvati e tutelati, i principi non si fanno "carne", sono la costituzione. Qualcuno vorrebbe "ammodernarla" eppure ci sono paesi di sicura democrazia che dopo 200 anni non pensano di metterci le mani.
Oggi appare chiaro che questo paese è governato da una banda di "professionisti" che nulla hanno a che fare con i principi di cui sopra. Essi mirano al solo interesse personale che va dall'arrivare semplicemente alla fine della legislatura o mantenere il potere inteso non come servizio alla collettività bensì ai propri interessi di bottega se non personali.
Il paese è allo sfascio, la nostra credibilità internazionale è sotto gli occhi di tutti, l'autorevolezza dei nostri governanti è al livello dei burattini. Occorre un reale salto di qualità che unisca in primis destra e sinistra, se ancora ha senso ridursi a queste schematizzazioni, ed affrontare finalmente i problemi veri del paese che è, in primis, il lavoro e la crisi economica.
Per questo dobbiamo lottare, non pensare di stare alla finestra in attesa che l'onda passi. Non passò con il fascismo, non passò con il nazismo!
Dobbiamo dare oggi il massimo di supporto al nostro Presidente della Repubblica, vero baluardo verso questo declino da paese delle banane.
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LA LEGALITA' PER IL GOVERNO (DEI NOMINATI O COMPRATI)
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GRAZIE LEGA, PDL E RESPONSABILI: PER TE LA LEGALITA' E' SPARARE AI MIGRANTI, METTERE IN CARCERE CHI RUBA UNA MELA E LASCIARE CHE I BANCAROTTIERI, ASSASSINI DI OGNI RISMA, COLLETTI BIANCHI SENZA SCRUPOLI POSSANO INDISTURBATI GODERSI IL FRUTTO DEL LORO MISFATTO.
ALCUNI ESEMPI CONCRETI:
CLINICA SANTA RITA
- Tra il 2005 e il 2008, a Milano, presso la Clinica Santa Rita, venivano effettuati interventi abnormi e invasivi su pazienti eseguiti ‘in totale disprezzo delle condizioni di fragilità’ del malato.
- Le accuse sono di truffa, falso ideologico, falsificazione delle cartelle cliniche e sopratutto, una serie di interventi inutili o dannosi che hanno provocato lesioni gravi o gravissime per circa novanta persone, oltre alla morte di cinque pazienti. Infatti, tra le accuse mosse agli indagati (in tutto, non meno di diciotto), figura anche l'omicidio volontario aggravato da crudeltà.
- Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
PROCESSO CIRIO
A Roma, il 14 marzo 2008 a sei anni dal default da 150 miliardi di vecchie lire è cominciato il processo a Cragnotti e ad altri 32 imputati, tra cui l’attuale presidente di Mediobanca Cesare Geronzi. Tutti accusati di bancarotta per distrazione e truffa aggravata ai danni dei risparmiatori della Cirio.
La vicenda risale al 2003, quando il fallimento del gruppo Cirio, allora guidato da Cragnotti, aveva fatto andare in default obbligazioni per 1,125 miliardi di euro, emesse tra il 2000 e il 2002. L'udienza preliminare era cominciata nel giugno del 2008 con la richiesta di costituzione di parte civile avanzata da circa 1500 persone (pochissime rispetto ai 12mila risparmiatori che secondo la procura di Roma sarebbero stati danneggiati dal fallimento del gruppo Cirio).
La Procura della Repubblica di Perugia ha formulato una accusa di concorso di bancarotta impropria e durante tale inchiesta è emerso che i marchi del settore "latte" erano stati acquisiti con valutazione 0 lire, mentre in sede di conferimento alla Cirio erano stati valutati per decine di miliardi di lire. Il Giudice dell'Udienza Preliminare di Perugia ha tuttavia prosciolto Sergio Cragnotti. Il 2 marzo 2011 la Procura della Repubblica di Roma ha richiesto per il crac Cirio 15 anni di reclusione per Sergio Cragnotti e 8 per Cesare Geronzi.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. I familiari e le vittime non avranno mai giustizia.
THYSSEN KRUPP
A Torino il 6 dicembre 2007 scoppio un incendio nello stabilimento della Thyssen Krupp. In quell’incendio morirono sette operai. Gli imputati sono sei. Harald Espenhahn, l'ammistratore delegato della Thyssen è accusato di omicidio volontario per il rogo della Thyssenkrupp. Con lui è anche Gerald Priegnitz, consigliere di amministrazione e membro del board della multinazionale dell'acciaio.
Le richieste finali del pm Raffaele Guariniello pronunciate il 14 dicembre 2010 al termine di una maxi-requisitoria durata una decina di udienze al processo per i sette operai morti nel rogo della Thyssenkrupp di Torino, sono di sei condanne per quasi 80 anni di carcere complessivi. Sono per l’amministratore delegato del gruppo Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, per il quale Guariniello, ha chiesto 16 anni e 6 mesi anni di reclusione.
Per gli altri cinque dirigenti, imputati di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, sono state chieste alla Corte d’Assise presieduta da Anna Maria Iannibelli pene di 13 anni e mezzo, per quattro di loro e 9 anni per uno solo dei dirigenti.
L’11 aprile 2011 si è svolta a Torino, la 92esima udienza del processo penale ThyssenKrupp, dedicata alle repliche dei PM e degli avvocati dell’accusa.
Le prossime udienze sono previste per mercoledì 13 aprile e venerdì 15 aprile prossimi, con le repliche della Difesa. Già nella mattina del 15 aprile la Corte d’Assise si riunirà in Camera di consiglio per preparare la sentenza di primo grado.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
SCANDALO SANITA’ PUGLIESE: IL CASO TARANTINI
A Bari, dal maggio 2009, Gianpaolo Tarantini e altre 78 persone sono imputate presso il tribunale di bari per corruzione, favoreggiamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e falso nell’ambito dell’inchiesta sugli scandali della sanità pugliese.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Resteranno impuniti. Non ci sarà giustizia.
FINCANTIERI
A Palermo, 15 febbraio 2010 muoiono 40 operai. 11 ex rappresentanti legali di Fincantieri e di una serie di imprese dell’indotto sono accusati di omicidio colposo e di lesioni colpose gravissime. Non sono state adottate le misure di sicurezza adeguate che hanno poi causato la morte di 40 lavoratori che hanno contratto gravi forme tumorali per aver lavorato con l'amianto. Tutti i dirigenti risultano incensurati, potranno beneficiare delle norme che si stanno per approvare.
Per le morti da amianto è giunto a conclusione il 25 febbraio anche un altro processo, sempre davanti all’autorità giudiziaria di Palermo, anche in questo caso a carico degli ex rappresentanti legali di Fincantieri, e il giudice monocratico della prima sezione del Tribunale per le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi colpose ha condannato Luciano Lemetti, condannato a 7 anni e mezzo, Giuseppe Cortesi, a 6 anni, e Antonino Cipponeri, tre anni. Agli imputati è stato applicato il condono di pena di tre anni ciascuno. Le vittime dell'amianto furono 37 in quel primo processo.
TUTTI GLI IMPUTATI SONO INCENSURATI, TUTTI POTRANNO BENEFICIARE DELLA PRESCRIZIONE BREVE. RESTERANNO IMPUNITI. NON CI SARA’ GIUSTIZIA.
ETERNIT
Dal 1907 al 1986 a Casale Monferrato ha operato la multinazionale Eternit, specializzata nella produzione di prodotti in cemento amianto per l'edilizia. L'esposizione alle fibre aerodisperse dell'asbesto (amianto) provoca, oltre all'asbestosi, diverse tipologie tumorali fra le quali la più frequente é il mesotelioma pleurico, privo di cura, la cui incubazione può variare dai 15 ai 45 anni. L'amianto é stato utilizzato nella fabbricazione di materiali isolanti, nella sostituzione di freni e frizioni, per alcune plastiche rinforzate e vernici, nei prodotti di cemento amianto per l'edilizia (condutture dell'acqua, tetti, canne fumarie): solo nella città di Casale oggi si stimano ancora 800.000 metri quadri di coperture da bonificare.
Il maxi processo eternit di Torino riprenderà il prossimo 14 giugno 2011. Il male d’amianto ha colpito migliaia di persone a Casale, a Cavagnolo, a Rubiera, a Bagnolo, tutti stabilimenti della società eternit. Gli indagati sono accusati dalla procura di Torino di disastro doloso permanente ed omissione dolosa di misure anti infortunistiche. In Italia l'impiego dell'amianto é stato messo fuorilegge solo nel 1992; a Casale Monferrato l'amianto, secondo l'indagine del Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, ha già ucciso, ad oggi, 1.400 persone fra le quali 900 ex lavoratori dello stabilimento Eternit e 500 cittadini.
Molte persone sono morte a Casale. Ancora oggi la bonifica del sito della ex fabbrica non è ancora conclusa. L’amianto è disseminato dappertutto. Nelle case come nelle scuole. Non esiste nessun “anagrafe” dei siti contenenti amianto.
TUTTI GLI IMPUTATI SONO INCENSURATI, TUTTI POTRANNO BENEFICIARE DELLA PRESCRIZIONE BREVE. RESTERANNO IMPUNITI. NON CI SARA’ GIUSTIZIA.
ILVA DI TARANTO
Il 9 settembre 2005 nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, ha perso la vita Gianluigi Di Leo, 25enne operaio di Mottola (Taranto), schiacciato e ucciso da una trave, subito dopo che aveva terminato il proprio turno e si accingeva a timbrare il cartellino. Il giudice dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio 24 persone con le accuse di omicidio colposo e omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
CRAC PARMALAT
A Parma e Milano, nel 2004 si realizza il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio perpetrato da una società privata in Europa. Il buco lasciato dalla Parmalat si aggirava sui quattordici miliardi di euro. Il fallimento della Parmalat è costato l'azzeramento del patrimonio azionario ai piccoli azionisti, mentre i risparmiatori che avevano investito in bond hanno ricevuto solo un parziale risarcimento.
Con l'accusa di bancarotta fraudolenta, è stato condannato a diciotto anni di reclusione il patron della Parmalat, Calisto Tanzi, nonché numerosi suoi collaboratori tra dirigenti, revisori dei conti e sindaci.
Si sono svolti due processi paralleli cominciati nel 2004: al tribunale di Milano per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni (sociali e ai revisori) e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob. A quello di Parma per associazione a delinquere e bancarotta.
In particolare, a Milano, tra le persone fisiche giudicate con rito ordinario, risulta condannato il solo Calisto Tanzi, a 10 anni di reclusione. Tra pochissimi giorni le banche potrebbero non dover pagare più nulla a oltre 120 mila obbligazionisti, mentre per 80 mila di quei risparmiatori si potrebbe chiudere l'ultima finestra per sperare nei rimborsi. Questo perché il 18 Aprile del 2011 è attesa la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio, reato che per le persone fisiche scatta dopo sette anni e mezzo. Se anche si dovesse arrivare a una sentenza di colpevolezza di primo grado sarebbe penalmente una vittoria di Pirro, perchè con l’appello scatterebbe senz'altro la prescrizione del reato.
Invece dal tribunale di Parma nel dicembre 2010 Calisto Tanzi è stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione, invece gli altri dirigenti della società sotto processo ci sono state molte condanne inferiori ai 10 anni per i diversi reati considerati.
Tutte le condanne di Milano e Parma saranno annullate a breve dalla prescrizione, anche grazie alla beffa finale di questa legge, tutti gli imputati erano incensurati e tutti potranno beneficiare anche della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
L’AQUILA
Il 6 aprile 2009 alle ore 3:32, questa è l'ora del terremoto che due anni fa ha distrutto L'Aquila, 309 le vittime, ingenti i danni in tutta l'area: il paese di Paganica è quasi del tutto distrutto, palazzine ed alberghi sono crollati a L'Aquila, reparti dell'ospedale della città seriamente danneggiati e costretti a chiudere, tanto che è stato chiesto di allestire un ospedale da campo; persone disperse e tanti morti.
Con il sisma la Casa dello Studente si è spaccato in due tronconi ed un'intera ala è crollata sugli studenti che si trovavano nelle loro stanze e che non sono riusciti a fuggire in tempo.
Il crollo della Casa dello Studente rimarrà uno dei simboli di questa tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Ragazzi che da diverse parti dell'Italia si erano trasferiti a L'Aquila per inseguire il loro sogno, per studiare e cercare di costruirsi un futuro
È stata rinviata al 5 novembre prossimo l'udienza preliminare relativa al crollo della casa dello studente dell'Aquila, che si trova in via XX Settembre e che accoglieva gli studenti vincitori di borsa di studio dell'Università abruzzese, uno dei filoni simbolo della maxi inchiesta sul terremoto che nel 2009 devastò il capoluogo abruzzese.
I capi di imputazione per gli indagati sono omicidio colposo e disastro colposo reati puniti dal Codice con una pena fino a 10 anni.
Da mesi oltre al dolore per le loro perdite e per la lentezza dei procedimenti giudiziari, i parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila ringraziano per il processo breve. Se il disegno di legge andasse in porto, potrebbe voler dire dover rinunciare alla possibilità di veder condannati i colpevole dei crolli, come quello per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale, ma anche per i crolli di altri numerosissimi palazzi, tombe di decine e decine di persone.
Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
STRAGE DI VIAREGGIO
Nella notte del 29 giugno 2009, la città di Viareggio è stata colpita da un gravissimo disastro ferroviario verificatosi in seguito al deragliamento del treno merci Trecate-Gricignano.
Il deragliamento provoca il perforamento di una cisterna del convoglio contenente GPL, ed a causa della fuoriuscita del gas si innesca un incendio di vastissime proporzioni che interessa non solo la stazione di Viareggio, ma anche tutte le aree circostanti.
I danni sono enormi ed immediati: 11 persone muoiono in pochi minuti investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; 2 persone anziane vengono stroncate da un infarto e decine rimangono ferite. Tra i feriti ci sono persone gravemente ustionate e la maggior parte di loro, per l’esattezza 20, muoiono anche a distanza di diverse settimane dall'evento dopo una lunga agonia. Alla fine si contano ben 33 vittime innocenti. Diverse abitazioni vengono abbattute per ordine delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo.
Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Lucca sul disastro ferroviario di Viareggio sono 38 gli indagati: ci sono manager e dipendenti di Ferrovie dello Stato, di Rfi (Rete ferroviaria italiana), di Trenitalia, di Fs Logistica, di Cima Riparazioni, della tedesca GATX Rail Germania e dell'austriaca GATX Rail.
Per tutti gli indagati la Procura di Lucca formula le seguenti ipotesi di reato: incendio e disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Inoltre, solo per alcuni indagati vengono altresì ipotizzate una serie di violazioni al Testo unico in materia di tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro (Decreto legislativo 81 del 2008), in particolare per la mancata valutazione dei rischi connessi al trasporto di una sostanza pericolosa come il Gpl. Tutti gli imputati sono incensurati, tutti potranno beneficiare della prescrizione breve. Le vittime non avranno mai giustizia.
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VANEGGIAMENTI
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Talvolta si stenta a capire, pensi che tu abbia frainteso, ma poi scopri che è vero. Quanto detto dal ministro (?) Maroni ha dell'incredibile. "Se l'Europa non ci aiuta meglio andare da soli". ma da soli, dove? Con la nostra liretta nemmeno buona per essere usata come carta igienica! Maroni vaneggia, forse per aizzare la base leghista, incapace di un ragionamento elementare. Che squallore! Che incompetenza! Che incapaità politica! Maroni se la prenda con se stesso e con il suo leader, con quella squallida classe politica sputtanata in Europa e nel mondo, e non dica castronerie visto che ben sa che fuori dall'Europa c'è solo il Nulla.E poi dovremmo dialogare con la Lega, la Lega dei fora di ball!
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A PROPOSITO DI IMMIGRAZIONE
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E così la visione un pò paesana dell'Europa, intesa come contenitore delle singole identità nazionali, porta alle situazioni di questi giorni: Italia uguale meridione d'europa (terunn!). Verrebbe da dire: "chi di Lega colpisce, di Lega perisce"! e infatti in questi giorni la stessa Italia è trattata come molti leghisti (fortunatamente non tutti) vorrebbero trattare gli immigrati: tutti a mare. Se non riusciremo a superare le tentazioni elettorali e non guarderemo oltre, il sogno dei nostri padri, l'Europa, andrà in frantumi e finiremo come vasi di coccio tra le vere uniche grandi potenze mondiali quali gli USA, la Cina, l'India, il Brasile e il Giappone. Mancando l'ombrello americano tutto teso a difendere la presenza sullo scchiere mondiale, faremo la fine dei paesi satelliti ex Unione Sovietica senza una prospettiva vera di sviluppo a breve perchè incapaci di competer a livello mondiale. Avrebbe vinto il modello Lega, che per puro tornaconto politico e visione miope, ci relegherebbe tra i paesi del terzo mondo. Certamente abbiamo in noi la potenzialità e la forza di reagire, ma dovremmo superare molti luoghi comuni. Dovremmo innanzi tutto smetterla con l'idea che si possa fermare l'immigrazione. La storia ci insegna che non sono riuscita a fermarla i romani, ne i cinesi con la grande muraglia. L'immigrazione è un fenomeno da gestire con politiche mirate e condivise. Politiche mirate perchè è necessario andare alla fonte dei problemi e li operare. In altri termini per centinai di anni l'Europa ha sfruttato i popoli del medio oriente e gli africani: oggi è il momento di aiutarli nello sviluppo. Politiche condivise in quanto i singoli paesi europei, Italia compresa, devono mettere in atto politiche comuni per superare le cause che spingono questi popoli a migrare, senza la furbata dei permessi temporanei che semplicemente danno via libera all'immigrazione negli altri paesi. Se quindi la smettessimo di fare proclami senza senso ed al contrario ci si mettesse attorno a un tavolo per delineare una politica di largo respiro, l'Italia, per cultura, posizione e tradizione, avrebbe un ruolo importante in questo progetto. Ma il povero ministro Maroni, nonostante il suo impegno (che riconosco), che può fare da solo se il Premier non va oltre la barzelletta sconcia o la proposta di proporre Lampedusa per il premio nobel e qualche suo collega di partito riduce il problema a "fora di ball"? In altri termini, per quanto tempo ancora la Lega vuole legare il suo simbolo a un governo per lo più focalizzato solo sui problemi del premier e non su quelli dell'Italia? E' proprio convinta che questo suo "sacrificio" (processo breve ovvero impunità per Tanzi, Parmalat, strage di Viareggio,...)che sconfina nello sputtanamento politico, sarà premiato dalla realizzazione del un modesto federalismo il cui processo dovrebbe concludersi il prossimo novembre? I problemi urgono e si sommano. Perdere altri sei mesi sarebbe fatale per la nazione e per la stessa credibilità della Lega.
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IL CLONE
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Non mi stancherò di sottolinearlo. L'unica vera riforma è solo tutto ciò che favorisca il lavoro, modifichi le squallide legggi che favoriscono il precariato, stimoli la ricerca, cioè il nostro futuro. La cosiddetta riforma della giustizia che non riduce la lungaggine dei processi, semplicemente li cancella a favore di chi ha risorse per ingaggiare stuoli di avvocati, è l'ennesima menzogna del clone del Premier, Angelino Alfano. Non entra nel merito della giustizia nel suo complesso, semplicemente crea corsie preferenziali per i potenti, obbliga i magistrati ad amministrare la giustizia secondo i capricci del governo di turno, fa si che chi ruba una mela va in carcere, chi truffa migliaia di cittadini se ne sta tranquillamente per i fatti suoi. Alfano si iscrive alla lunga lista di chi vuole picconare definitivamente questo stato di diritto e quindi deve essere combattuto, per parte nostra, nelle piazze, per sbugiardare le sue palesi menzogne. D'altro canto chi sta con Berlusconi, oggi, non è di destra o di sinistra, sta semplicemente con un epigono di Gheddafi in salsa padana, che cerca strumenti e mezzi per mantenere il potere. Una cricca vergognosa con la quale non è possibile ogni confronto, una cricca che semplicemente deve essere cacciata.
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![IL GOVERNO DEL FARE [si accettano suggerimenti]](/Portals/0/maroni%20prrr.jpg) |
IL GOVERNO DEL FARE [si accettano suggerimenti]
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Per dirla tutta, se continua così chiuderò il sito, in quanto non è piacevole dire e ridire sempre le stesse cose, perchè non c'è prospettiva se non l'interesse personale, le menzogne sparse a piene mani, la politica gridata dei soliti noti, l'insulto usato come regola e il lamento di chi insulta perchè è lesa maestà criticare questo mondo marcio fino alle midolla che ci circonda. PdL e lega ormai vanno a braccetto perchè il potere per il potere piace, il nepotismo tipico dei dittatorelli piace ancora di più. Chi mai avrebbe pensato che Umberto Bossi avrebbe proposto la Trota come suo sucessore? I tanto bistrattati Agnelli almeno mandavano i propri rampolli a studiare nelle più prestigiose università. Il Trota, no, anzi motivo di ditinzione è essere stato ripetutamente bocciato all'esame di maturità. Ma così va il mondo in Italia, i talenti vanno all'estero e il governo è incapace per scelta ad affrontare sul serio il problema del post terremoto a L'Aquila, o la valanga di extracomunitari che stanno soffocando Lampedusa. Il ministro Maroni che cosa stia aspettando per affrontare un problema largamente annunciato? Aspetta che il bubbone scoppi per poter come al solito, secondolo lo squallido stile leghista a "dagli all'untore". Dovrebbe sapere, il ministro Maroni, che le grandi ondate migratorie non le ha mai fermate nessuno. Dovrebbe pensare , per esempio, all'inutile tentativo dei cinesi per frenare i mongoli con la grande muraglia. In Italia i problemi non si vogliono affrontare e magari tentare di risolvere, perchè si guarda solo o all'interesse personale o a quanti voti un evento può portare. Una parte degli italiani non ha ancora compreso che se siamo in una situazione difficil,e le colpe sono di un governo del tutto assente che guarda da un lato alle beghe del premier e ai possibili affari di cui possano godere (es. il nucleare, 24 miliardi di euro di commesse) dall'altro all'orticello leghista che si alimenta con le paure e non con le prospettive. Non mi stancherò mai di ripetere che di fronte al gravissimo problema dell'occupazione e della crisi economica, il governo, PdL e Lega, buttano trecento milioni di euro per non accorpare i referendum con le amministrative e per recuperare la stessa cifra da destinare al mondo dello spettacolo, aumentano l'accise e quindi il costo della benzina/diesel. Un governo che, continuo a dire, dovrebbe essere cacciato a calci per manifesta incapacità.
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FINE IMPERO
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Non c’è alcuna possibilità di dialogare con chi oggi si riconosce nel PdL o nella Lega. I primi assomigliano a quei cortigiani di Caligola pronti a votare qualsiasi cosa solo al cenno del capo, senza alcun sussulto di dignità istituzionale, i secondi a quei barbari che sostenevano l’impero che guardavano solo al loro piccolo tornaconto, senza una reale visione del futuro prossimo che si sta avvicinando. Che dire del neo ministro Romano in odore di mafia, che dire dei Responsabili, che senza battere ciglio sottoscrivono una epocale riforma della giustizia per tutti e subito scopriamo che dietro ai fumogeni delle affermazioni di principio, si materializzano come in un gioco di prestigio, il processo breve per gli incensurati ultra 65 enni e la responsabilità civile dei magistrati. Mentre il mondo si confronta con una crisi economica di sistema, fino a ieri disconosciuta, mentre i venti di guerra fanno emergere le discutibili amicizie del premier con i tiranni del mondo, mentre un ragazzo su tre è disoccupato, le priorità per l’Italia sono il nucleare (24 miliardi il business…) con la moratoria di un anno fatta solo per depotenziare il referendum, la finta legge costituzionale sulla giustizia, la fuga dai processi della procura di Milano da parte del solito noto. Questa immagine marcia e decadente di un potere politico rinchiuso sui suoi affari, è una pietra tombale sulla possibilità di un dialogo serio. E gli ozi romani hanno cambiato il DNA della Lega. Appare ormai chiaro che al di la delle grida rauche di Bossi, l’obiettivo a breve è solo il mantenimento del cadreghino. Dove sono finite le vere riforme non funzionali ai problemi giudiziari del premier? dove sono finite le ronde padane? dove è finita la volontà di razionalizzare e contenere le spese quando si buttano 300 milioni di euro per la volontà politica di non accorpare il referendum promosso dai cittadini alle amministrative? E perché continuiamo a mantenere le provincie? Forse per dare più posti ai leghisti del Nord? E cosa sta avvenendo nel Vicentino? Il potere da alla testa anche ai Leghisti? E’ questa democrazia? Domande alle quali il partito di Bossi, 20 anni fa, avrebbe dato risposte immediate.
http://ideologia.myblog.it/archive/2010/03/16/il-cavallo-di-caligola.html
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W L'ITALIA
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Leghisti di "M", gente che noi paghiamo con le nostre tasse, siedono in parlamento hanno, giurato sulla costituzione. Vadano coi loro pari fuori dalle "palle" e non facciano la puerile rivoluzione del capuccino. Ci avete rotto i "coglioni" con le vostre pagliacciate, con il nulla delle vostre proposte, in quanto il vostro federalismo è da operetta. Quando penso alle migliaia di italiani veri che hanno sacrificato il bene più prezioso, la vita, per costruire l'Italia , quando penso al mio parente sepolto sotto l'obelisco di Porta Vittoria a Milano, morto combattento nelle 5 giornate di Milano, guardo ai leghisti e penso che sia ora di smetterla di considerarli interlocutori politici, ma semplicemente pagliacci. Viva l'Italia PS: il mio linguaggio è colorito ma per costoro è già troppa grazia in questa ricorrenza che fortunamente unisce gli italiani tutti relegandoli tra i fenomeni pericolosi da baraccone.
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IGNORANZA SERVILE
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Di fronte all'immane tragedia causata dal terremoto in Giappone, con 11 centrali nucleari in fase critica, con centinaia di persone esposte a radiazioni, il governo ideologico, irresponsabile e un po coglione, continua il mantra che il programma nucleare andrà avanti. Cicchitto e Frattini sono semplicemente irresponsabili che blaterano al vento, al vento perchè voglio vedere chi accetterà di avere a Turbigo una centrale nucleare, magari costruita con le mafie che impestano la nostra regione. E' ora di prendere a "calci in culo" questi irresponsabili imbecilli, porsi domande e darsi risposte, perchè il futuro dell'umanità non è l'atomo, ma le energie rinnovabili. PS. Il nucleare e il ponte di messina sono le due perle di questo governo. Un sola certezza: fiumi di denaro per progetti (e amici) che rimarranno solo sulla carta.
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IL TERRORE DEL CAMBIAMENTO
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Lo statista Maroni ricorda molto un'altro personaggio di alto profilo: Bertolaso. Quest'ultimo, a margine del terremoto di Haiti criticava Clinton per il cattivo coordinamento degli USA circa la distribuzione degli aiuti. Verrebbe da dire: da che pulpito e quanta sfrontata insolenza. Oggi il nostro ministro dell'Interno sposa la tesi attendista del laissez faire anche se ciò vorrebbe dire il massacro di civili e il ritorno dell'amico del suo Premier (Silvio). Per Maroni e la Lega meglio un dittatore sanguinario alle porte di casa che per denaro ammazza e uccide, piuttosto che la libertà di un popolo. E così ieri affermava che "gli americani devono darsi una calmata" e oggi si preoccupa che non ci sia un intervento militare. Per chi vive nel buco del proprio orticello, meglio non alzare lo sguardo, specialmente ora che le poltrone romane, alla Lega, piacciono e molto.
PS: la Lega afferma che vuole le riforme: il federalismo comunale è semplicemente l'opposto di un vero federalismo e quindi uso parole in libertà per non cambiare nulla.
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Da sinistra a destra e poi...si vedrà
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Se fosse una barzelletta ci si potrebbe divertire, ma invece sono le invenzioni delle escort che escono da un gruppo entrano in un'altro e poi, prima di tornare alla case del padre "che paga" si inventano un gruppo. Leggiamo la dichiarazione del neonato gruppo di centro destra : COESIONE NAZIONALE:
In una fase cruciale della vita politica è necessario aprire un confronto alto ed impegnativo per rinnovare il centrodestra italiano. CN intende contribuire con un profilo di autonomia positiva con spirito critico e forza dialettica ma saldamente dentro l'area politica e culturale del centrodestra e della maggioranza, rifuggendo da posizioni pregiudizialmente antagoniste e velleitariamente alternative".
"E' altresì fondamentale - affermano i senatori del nuovo gruppo - contribuire alla coesione tra Nord e Sud anche attraverso la valorizzazione di quei movimenti impegnati in questi anni ad interpretare le specificità territoriali in un quadro nazionale unitario". La formalizzazione e la presentazione del gruppo avverranno la prossima settimana.
Se poi si scorre l'elenco di chi ha aderito troviamo personaggi di grande spessore come quel Villari già PD centro sinistra e ora certo di appartenere al centro destra! Un gruppo semplicemente di buffoni.
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ESCORT POLITICHE: MASSIMO CALEARO
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Comincia una mia particolarissima indagine per far luce sui tormenti esistenziali che hanno coinvolto i "responsabili" ovvero le escort politiche.
Inziamo da un personaggio interessante Massimo Calearo
Iscritto al gruppo parlamentare:
INIZIATIVA RESPONSABILE (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE) dal 20/01/2011
PARTITO DEMOCRATICO dal 05/05/2008 al 05/11/2009
MISTO - non iscritto ad alcuna componente dal 05/11/2009 al 19/01/2010
MISTO - ALLEANZA PER L'ITALIA dal 19/01/2010 al 28/09/2010
MISTO - non iscritto ad alcuna componente dal 28/09/2010 al 20/01/2011
Certamente a lui non fa difetto la coerenza, ma forse oggi è approdato la dove lo ha sempre portato il cuore. Buon sangue, da escort, alla fine non mente!
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I DUE SODALI
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L'immagine squallida del baciamano a Gheddafi di Berlusconi è l'immagine plastica di due tragiche realtà: da un lato un dittatore sanguinario disposto a tutto pur di mantenere il potere, dall'altro colui che dovrebbe rappresentare il nostro paese, ma pronto a sacrificare l'onore e la dignità di tutti noi per [il suo] interesse. Dire che questa immagine mi fa schifo è poca cosa, come veramente fa schifo la "politica" portata avanti da questa banda di nominati che litigano solo per i propri interessi personali, che vagolano da un partito all'altro alla ricerca del maggior offerente o del vento che cambia. Federalismo? Una bufala colossale per dare un contentino a coloro che, avendo il cervello spappolato, si accontentano di parole e non di contenuti. Riforme? Ma se dopo 15 anni di Berlusconismo ancora discutiamo del nulla, perchè improvvisamente dovrebbero fare qualche cosa per il popolo? Il vento che viene dalla sponda africana del mediterraneo spira sempre più forte. Aspettiamo che arrivi anche sulle nostre coste, faccia piazza pulita di nani, ballerine, vecchie cariatidi e per poter poi, finalmente, parlare di politica e non del nulla.
23.02.2011
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C'E' DEL MARCIO NEL CENTRO DESTRA [1]
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C'è del marcio nel centro destra e la puzza ormai ammorba l'aria. Compravendita? Certamente si ma la compravendita ha successo se da una parte c'è un compratore e dall'altro un procacciatore di affari. Quello che sta succedendo in FLI è lo specchio di un paese senza morale e senza prospettiva, in attesa del diluvio e della catarsi. Come negli ultimi giorni di Sodoma e Gomorra una parte dei nominati vagola alla ricerca dell'ultimo spazio vitale. Qualcuno aveva fiutato la fine rapida di Berlusconi ed era salito sul carro di FLI. Poi con una banale scusa ha deciso di tornare a casa, alla casa del padre, in attesa del prossimo indizio per ritrasferirsi e cercare di salvare "le chiappe". Ma quando verrà il diluvio, quando il vento nord africano comincerà a soffiare forte, spinto dai problemi della gente senza lavoro, non ci sarà spazio per nessuno, non per i Barbareschi di turno, non per i coofondatori di FLI, ritornati dopo solo qualche mese, se non dopo qualche giorno, alla casa del padre. Questi sono e rimangono "la feccia maleodorante che risale il pozzo".
20.02.2011
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LO STILE DELLA DESTRA BERLUSCONIANA, UN PO' NERVOSA, UN PO' INSOFFERENTE, SEMPRE "LOW LEVEL" PER USARE UN TERMINE BENEVOLO.
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Soffia forte il vento che arriva dal medio oriente e ciò che solo un mese fa sembrava impossibile diventa realtà. Basta corruzione, basta "palle" come quelle che ci racconta giornalmente il Premier e la stampella Bossi. Si perchè non c'è prospettiva credibile se non il mantenimento del potere di questi due, senza che nulla di veramente riformatore venga portato avanti. Pensiamo alla parola oggi vuota che si chiama Federalismo. E' federalismo quello che viene proposto ai comuni, dove il peso e i vincoli dello stato ne escono rafforzati e ai Sindaci viene demandato il compito di emettere nuove tasse? E' "scossa per l'economia" la modifica di articoli costituzionali per i quali, come si sa, avremo eventuali frutti tra un anno e mezzo? E mentre questi due se la spassano, uno con i festini, l'altro con le parole vuote, in Italia la situazione non migliora, mentre in Germania la ripresa è realmente avviata. In Germania, ricordiamolo, non c'è l'odiata sinistra, il comunismo della DDR, in Germania c'è un governo di destra che guarda ai bisogni dei cittadini e non sotto la cintura dei pantaloni di uno, stampellato dall'altro. E allora sarebbe necessario abbandonare atteggiamenti troppo da far play, permettere al presidente del consiglio di vomitare ogni giorno invettive e insulti: è l'ora della piazza, perchè dopo Mubarak il prossimo sia Berlusconi.
10.02.2011
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NEW ENTRY AL BANCHETTO DI ARCORE
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Una nuova escort al banchetto Berlusconiano: Nello Musumeci, fresco neo sottosegretario in carico alla Destra. Si aggiunge alla Santanchè ["(Berlusconi) vede noi donne solo in orizzontale. Non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno" (25 marzo 2008)], a Storace che, agenzie alla mano (11 aprile 2008) spiegava che "Berlusconi è un fuorilegge. L'unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L'ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole".
Fa piacere che l'indignazione per queste escort politiche che si affannano al banchetto di Arcore, cominci a serpeggiare nel mondo della destra.
Questi cialtroni, queste puttane politiche, che avevano affermato, solo due anni fa, che mai e poi mai sarebbero entrati nel governo, si aggiungono al gruppo dei Responsabili (del proprio portafoglio) i quali non avendo alcun ritegno, non avendo alcun ideale, porteranno il paese al collasso, se tutti gli italiani di destra e di sinistra, come hanno cominciato a fare nel vicino medio oriente, non si decideranno di spazzarli via e metterli tutti insieme in un bel sacco di pattume.
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BUFFONI
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Ebbene sì, il nuovo partito delle tasse è la Lega Nord. Lo spiegano i fatti:
Provincie: non sono state abolite anzi aumentate, sponsor la Lega Nord (maggiori costi per mantenere gli eletti leghisti).
Comuni: come recita la proposte leghista, per ammissione dello stesso Castelli, le tasse aumenteranno.
- IL 7,5 PER MILLE AUMENTABILE NELL'ARCO DI QUALCHE ANNO (al posto dell'ex ICI) - LA TASSA DI SOGGIORNO , cioè pagheremo per andare in vacanza, - Più tasse ai AI COMMERCIANTI.
QUESTO IL FEDERALISMO LEGHISTA. COMPLIMENTI
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CENSURA PREVENTIVA A DISCREZIONE DI AGCOM
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ISOLIAMO GLI IMBECILLI
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Per la Lega Nord e il Pdl è meglio affondare l'Italia e gli italiani pur di difendere un Presidente che ha a cuore solo gli affari personali e di cuore. Ma se è capibile per i nominati (Capezzone, Quagliarello, Gasparri,...) avendo stretto un patto di sangue con Berlusconi, risulta misterioso l'atteggiamento della Lega che oltre il folclore non sembra abbia portato a casa qualcosa di concreto per il nord e le autonomie comunali. Di più il federalismo comunale sembra una grande bufala per i comuni. I cordoni della borsa saranno sempre chiusi e la liberazione dal centralismo statalista, tanto caro alla Lega, rimarrà un'utopia. Penso che i cittadini superato il folclore della propaganda, della caccia al diverso quale responsabile di ogni male, quando finalmente tireranno le somme, si accorgeranno che nel ventennio Berlusconiano le tasse sono aumentate, i vincoli per il commercio anche, e che la macchina della propaganda ha semplicemente risolto, e alla grande, i problemi di pochi a scapito di quelli della comunità, negando per esempio un lavoro possibile a un giovane su quattro, cioè ai nostri figli. Al contrario migliaia di euro di denaro pubblico continuano ad essere elargiti a chi semplicemente viene eletto per meriti che nulla hanno a che fare con l'impegno politico o con la professionalità. Dobbiamo denunciare con fermezza questa vergogna incalzando gli uomini della Lega e del PdL bravi semplicemente a cacciare balle. Personalmente comincio a provare fastidio semplicemente a parlare con chi continua a prendermi in giro con motivazioni da tardo impero, con i lettoridi Libero e de Il Giornale organi della peggior propaganda di parte capaci semplicemente di stravolgere le notizie come nei peggiori regimi talitari del secolo scorso. Essi non danno una differente lettura dei fatti, semplicemente stravogono i fatti, pubblicano liste di proscrizione come nel periodo fascista. E ora di dire basta a questo puttanaio, a questa mistificazione; è ora di reagire davvero!
27.01.2011
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IL BARATRO SI STA APRENDO
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Supponenti arroganti volgari. Questa è la famiglia Berlusconi "primo letto". Che dire dell'uscita fuori dalle righe di Marina Berlusconi contro Saviano, un uscita che dimostra come sia di basso livello la cultura imprenditoriale di questa signora. Che dire dell'uscita sgangherata del premier alla trasmissione di Gad Lerner, del suo concetto di libertà, della stima per le donne, del suo concetto di cultura e preparazione politica. Stupisce e non mi stanco di ripeterlo come il PdL pensi di governare l'Italia con un soggetto più degno delle case di cura che del parlamento, dei bordelli a luce rossa piuttosto che delle residenze istituzionali. Appare simpatica la logica di Ghedini parlamentare avvocato, che ipotizza un'ennupla di luogi intesi come dipendenze della presidenza del consiglio atti a tutelare contra omnes la sua malata privacy. E' come se un delinquente qualsiasi crei una specie di extraterritorialità per le sue residenze dove poter fare qualsiasi cosa. E' normale o siamo fuori di testa? E questo paese vuole continuare a rimanere prono per essere meglio inchiappettato da questo personaggio che pensa solo ai fatti suoi o finalmente vuole almeno guardare al futuro dei suoi figli? E la Lega che fa? Vuole seguiro nell'abisso che si sta lentamente aprendo?
25.01.2011
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E' ORA DI STACCARE LA SPINA
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Dai videomessaggi stile golpista alla macchina del fango che irrora tutti coloro che dissentono dal pensiero unico del premier. La scorsa estate si è accanita su Fini e continua sempre più in un crescendo di squallide oscenità. Ora entra nel mirino dei giornali del premier il Presidente di Confindustria che sommessamente osa sottolineare quello che è sotto gli occhi di tutti: un paese fermo, un esecutivo solerte solo a sfornare leggi ad personam. Mantenere su questa graticola fangosa e puzzolonte l'intero paese non giova alla politica di destra e di sinistra. E' ora che il premier si faccia da parte e possa godere degli ozi di una senescenza deviata. La ribellione a questo stato di cose è palpabile. Oramai mancano gli aggettivi e anche i sostantivi. Dare del comunista non basta più, non fa presa certamente sull'elettorato. E allora si inventano falsi attentati , quello a Fini per far ricadere la colpa su Berlusconi dimenticandosi che la prova generale delle costruzioni menzognere era stata l'attentato inventato a Belpietro. Si da della maestrina al Presidente di Confindustria dimenticandosi che maestrina sarebbe un riconoscimento eccessivo al ministro Gelmini. E così via. I sudditi (suoi), La Russa, Santanchè, Gasparri, Capezzone, Bondi, Quagliarello,...Ruby,...lo difenderanno fino alla morte, ma gli altri, Lega compresa, quando staccheranno la spina?
24.01.2011
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POVERA ITALIA
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Di fronte al puttanaio Italia diventa difficile fare un qualsivoglia commento. Dove sono finiti i problemi dell'economia, del lavoro, dello sviluppo? Quanto i suoi pretoriani costringeranno i politici di destra a tenere bloccato questo povero paese? Quando questo satiro permetterà agli uomini del suo stesso partito a portare avanti proposte politiche, riforme vere e non la solita manfrina delle leggi ad personam? Di Berlusconi, Santanchè ,Capezzone, Belpietro, et similia ne abbiamo le tasche piene.
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DESTRA DI GOVERNO: E' ORA DI VOLTARE PAGINA PER IL BENE DELLA POLITICA E DEL PAESE
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Che dire di più rispetto a quanto riportato dai giornali? Una speranza piccola, ma che vedo già scartata da chi senza Berlusconi, sarebbe spazzato via: governate il paese perchè avete vinto le elezioni, ma liberatevi da Lui, palla al piede per ogni vera riforma. Davati ai problemi gravissimi di tutti i giorno, non possiamo perdere tempo a inseguire un premier al tramonto. E non vorrei dire altro 17.01.2011
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IL RITORNO DEL ROTTAMATORE
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Solo in Italia accade che chi ha perso le elezioni sia poi il rottamatore della nuova leadership uscita vincente dal congresso e dalle primarie. E se poi la componente cattolica (strano, in italia siamo per lo più tutti cattolici, ma qualcuno come nel romanzo di Orwell è più cattolico di tutti!) vuole uscire dal Partito Democratico, prima lo fa meglio è per il partito. Quello che oggettivamente da fastidio è che di fronte a una crisi di sistema, di fronte ad una disoccupazione reale da paura, Veltroni e soci pensino solo e soltanto a come disarcionare Bersani e non a portare in primo piano le reali esigenze e le possibili soluzioni per gli Italiani. La pressione fiscale aumenta, i prezzi dei servizi aumentano e i "nostri" politici sono solo bravi a combattersi tra di loro. Continuiamo così, creiamo I cespugli dei cespugli, e lasceremo in mano a questa destra di nani e ballerine, ancora per molto tempo, questo disgraziato paese.
06.01.2011
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2011: di male in peggio, per l'Italia
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Il nuovo anno non si presenta con auspici migliori del vecchio. La ripresa, se mai ci sarà, appare lontana anche perchè in crisi è il modello di società che un capitalismo senza morale sta portando alla distruzione. L'affare Fiat è un esempio evidente: le quote di mercato dell'azienda, in Italia e in Europa scendono, ma la soluzione è stressare l'anello debole della catena (gli operai) e non un managment che fino a ora non sembra in grado di mettere sul mercato auto realmente concorrenziali. Marchionna è un po la punta dell'iceberg dove le promesse continuano ad essere riempite del nulla (gli investimenti) e come la lepre, per i levrieri, è sempre un po più avanti per poterla catturare. La realtà è che a giugno l'A.D. Fiat dovrà restituire il prestito che Obama ha concesso alla Chrysler e fino ad allora, a mio avviso, nulla si concretizzerà in Italia.
A livello politico si continua verso un lento declino, grazie a una classe dirigente con orizzonti modesti, incapace di proporre quello scatto che poi trascina tutta l'economia. Testimonianza platica di questa scarsità culturale nell'intraprendere e nel realizzare è il digitale terrestre. Per chi abita a Milano o anche come verificato in altre regioni, ci sono ancora gravi problemi di ricezione per cui se prendi i canali Mediast non prendi la Rai, ovvero se prendi i canali Mediaset non prendi LA7 e viceversa. Una rivoluzione che ha portato milioni di anziani a non vedere il televisore, spesso unico compagno di strada, visto il numero di volte che sono stato costretto a risintonizzare i canali.
Ora anche Berlusconi parla di crisi, mentre i suoi giornali continuano a vivere su altri mondi, perchè la notizia, megllio il problema non è il lavoro, la scuola, i giovani, no il problema sono , come sempre, quelli del Premier. Forse hanno ragione loro visto che troppi italiani sono ancora disposti ad accettare tutto, rifugiandosi nella caccia allo straniero o al comunista, pensando che la difesa del proprio orticello lo salverà dalla rovina. Ma il risveglio da questo innaturale torpore sarà per molti assai duro
05.06.2011
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Gli amici di Gasparri e Mantovano
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Gasparri e suoi amici vorrebbero una solo cosa: un parco buoi ossequioso delle direttive di regime. In realtà i violenti li troviamo troppo spesso dalle sue parti politiche, colpiscono a freddo e scappano lasciando un ragazzo in gravissime condizioni a terra. Gasparri il fascista e il suo amico Mantovano devo smetterla di scherzare con il fuoco; la situazione sociale è pesantissima, i giovani non hanno futuro e loro che fanno: soffiano sul fuoco, provocano emuli dei delinquenti della Repubblica di Salò. Se ci saranno gravi disordini i mandanti sono loro, con il loro atteggiamento. Al contrario sono molto più attente le forze di polizia e i carabinieri, salvo qualche deprecabile episodio. Il culto di menare le mani (degli altri) continua ad animare e entusiasmare questa destra che non riesce a guardare oltre il ventennio.
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IL RITORNO DEGLI ZOMBIE
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Terminata la battaglia, ricomincia lo stillicidio Veltroniano, ovvero di colui che ha portato il partito alla sconfitta. Ad esso si associa lo stratega Matteo Renzi, astro nascente di quel modo di fare politica a me ben noto quì a Castano, e che prevede, in primis, di creare problemi al partito senza prefigurare soluzioni credibili. Una bella accoppiata, il cui obiettivo è quello oggi di sparare al segretario politico, domani a distruggere il partito in nome di un nuovismo di facciata senza sostanza. Fanno sorridere le critiche a Fini e in particolare la sua incapacità nel vincere la battaglia politica: personalmente penso che sia stato molto generoso nel condurre una battaglia difficilissima visto le armi dell'avversario. Fini poteva semplicemente aspettare che il frutto della premiership maturasse. Ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, ha perso una battaglia, ma se sarà determinato potrà vincere la guerra perchè con i Veltroni di mezzo certamente il centro sinistra non potrà mai vincere.
Attilio Gusmaroli
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+3 E LA NAVE ITALIA AFFONDA
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Lo spettacolo indecente degli opportunisti dell'ultima ora mostrano come l'armata Brancaleone viaggi con le pezze al culo. L'uomo che doveva rivoluzionare l'Italia, dopo 18 anni deve dire grazie a un pugno di pezzi di merda che nascondendosi dietro a parole quali responsabilità, interesse nazionale sanno bene bene che dietro l'angolo non c'è nulla salvo il fetore delle loro persone. E' l'immagine plastica di un paese che ha perso da tempo la voglia e l'impegno di guardare avanti e si rifugia nei gratta e vinci o sogna per le figlie un futuro da escort. Amareggiato, no semplicemente deluso perchè mi chiedo fin dove dovremo spingerci, con un Premier che quando è in Parlamento si addormenta e quando è nel privato insegue inutili sogni e vizi giovanili.
Oggi abbiamo avuto un doppio assaggio di quello che ci aspetta. Da un lato il mercato delle vacche in Parlamento, dall'altro la rabbia dei giovani che sempre più vedono sfuggire dalle proprie mani un futuro decente. Le dichiarzioni delinquenziali del ministro Sacconi, sempre pronto ad impugnare il bastone fino a quando non le si rivolterà contro, mettono sempre più in evidenza come il paese reale sia distante da questo governo di maneggioni. Come rivelato da WikiLeaks in Italia si tenta di ingabbiare ogni reale dissenso, di favorire le aziende del premier, che considera il paese cosa propria. Gli stessi disordini di Roma, con gli infiltrati che fanno il gioco del governo, fanno temere il ritorno di anni bui, dove le stragi di stato ci hanno insegnato che il potere si mantiene a tutti i costi. Dall'amico di Putin e dal caravanserraglio che lo circonda possiamo aspettarci momenti molto pericolosi. Dobbiamo pertanto stringerci e difendere la nostra fragile democrazia.
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E L'ITALIA VA...ALLA DERIVA
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Qualche giorno fa Cirino Pomicino esponente chieccherato della Prima Repubblica, realtà certamente più edificante della melma odierna che ci ha portato berlusconi, metteva in evidenza un aspetto che ai più sfugge: nella prima repubblica non c'era il mercato delle vacche (Calearo, Scilipoti,...) c'erano le scissioni. Nemmeno si ricardano compra massiccia di voti a suon di milioni (di lire). la tanto bistrattata prima reepubblica era un'oasi di moralità rispetto all'attuale. Allora fare il politico voleva dire sacrificio e impegno; oggi troppo spesso il politico si scopre improvvisamente ricco se guarda da un'altra parte mentre uno infila nelle sue mutande un pacco di banconote. Qualunquismo? Esattamente il contrario perchè se è vero che il parlamentare eletto non ha vincolo di partito, è pur vero che il profumo dei soldi non può essere considerato legittimo motivo per cambiar casacca.
D'altro canto con questa legge elettorale certifichiamo che una banda di affaristi possa passare da una parte all'altra senza pagare pegno. Una legge che ricorda certi regimi dell'est, votata dalla anime belle (Casini e Fini) e che solo ora ne comprendono la sua pericolosità.
Mancano pochi giorni al fatidico 14 dicembre. Comunque vada, si certicherà che questo governo non c'è più. Mi basterebbe che gli italiani prendano coscenza che non si può vivere di illusioni, che le riforme di Berlusconi sono solo specchi per le allodole, che finchè lui governa avremo vantaggi per lui e grossi problemi per tutti noi. Per usare un paragone mi sembra come l'ennupla di sistemi per giocare al lotto: lo stato vince sembre, tu povero giocatore hai una probabilità su un miliardo.
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STILE MAFIA RUSSA
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Quando verrà scritta la storia di questo periodo, avremo sorprese terribili che ci diranno quanto grande è stato il rischio per la democrazia in Italia. Il piccolo duce non solo ha piegato le istituzioni ai propri porci comodi, ma si è dato da fare per crere una spaccatura all'interno dell'Europa e dell'alleanza atlantica (vedi l'articolo di repubblica http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/09/news/berlusconi-putin_condanna_usa_si_esporta_corruzione_in_europa-9986509/?ref=HRER1-1). La sua amicizia con Putin, un personaggio dal profilo oscuro e legato alle mafie, ha creato le premesse per la dipendenza energetica dalla russia e a interessi personali che stanno emergendo. Berlusconi è quindi un cancro per l'Italia. Ben lungi da volere il benessere degli Italiani, manda a catafascio nazione, alleanze, equilibri internazionali, per puro interesse personale e di potere. Lo vediamo in questi giorni con la campagna acquisti messa in atto, con l'attaccamento viscerale alla poltrona, ben sapendo che comunque vada il Governo non c'è più, ma restando comunque premier si continuerebbe nel tentativo di avere un salvacondotto permanente stile Pinochet.
Gli Italiani, di destra e di sinistra, dovrebbero aver ben chiaro questo problema. Con Berlusconi sono in gioco i principi e le riforme; con lui al potere i principi vengono buttati nel "cesso" e le riforme sono solo quelle funzionali a tenerlo a galla. L'Italia merita altro e gli italiani, dopo l'ubriacatura mediatica, cerchino di guardare oltre. Lasciamo a personaggi squallidi, quali Calearo, il dubbio da che parte stare: per loro è l'ultima chance per apparire, poi il nulla.
Attilio Gusmaroli 09122010
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La Notizia, innanzi tutto.
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Possiamo anche riconoscere che alcuni files avrebbero potuto anche non essere pubblicati, ma dobbiamo considerare che Assange ha scoperchiato un contenitore ormai troppo pieno di menzogne e di prevaricazioni che la politica fa verso la gente comune, di ipocrisia. Pubblicare i siti sensibili non si fa un favore ai terroristi per il semplice fatto che li conoscono già. Assange al contrario ha messo in evidenza che le informazioni riservate viaggiano su reti colabrodo, e per questo dovrebbe essere ringraziato. Ma i files di questi giorni mettono a mio avviso in evidenza che i rapporti tra gli stati devono cambiare, che non esistono più superpotenze, che i politici devono smetterla di fare l'interesse di pochi, ma finalmente devono operare per il bene del proprio paese. E il bene del proprio paese, il bene dell'umanità intera non può essere il dominio del forte sul debole. Assange deve essere difeso, non può essere estradato negli USA perchè la culla della democrazia ha prodotto anche il mostro di Guantanamo.
Attilio Gusmaroli 07122010
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SPAZZATURA
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"Julian Assage è un genio del male. Non è un uomo che lotta per la libertà nè per l'uomo della trasparenza": lo ha affermato il sottosegretario degli Esteri, Alfredo Mantica, oggi a Trieste. Per Mantica Assange "è un genio-hacker di queste cose terribili che sono i sistemi informatici, che ha rivoluzionato il mondo. Perchè da qualche giorno, da quando ha pubblicato questi file, è chiaro che il mondo non è più quello di prima" Per tutti quelli che operano nell'ombra, Assange è un genio del male. Per chi ama la trasparenza è un eroe. Io sto con l'eroe e mi fa piacere che personaggi come Mantica la pensino diversamente da me. Prima o poi finiranno nella spazzatura.
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!!!SPUTTANAMENTO WORLDWIDE!!!
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Sputtanato a livello mondiale. Il nostro Premier è citato per le sue amicizie imbarazzanti con Gheddafi, Putin e i fantastici festini! Nulla di nuovo, ma la novità è che la sua fama di vecchietto incontinente, poco attento alla ragion di stato, è ormai a livello mondiale. Grazie Silvio
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CON GLI STUDENTI, I RICERCATORI, LA CULTURA
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Una riforma indecente, voluta da un Governo indecente, il cui unico scopo è lo smantellamento del pubblico a favore del privata. Un ministro, la Gelemini, inadeguato il cui profilo professionale parla da se. Contro questa barbarie trgata Berlusoni Bossi l'unica strada è ben rappresentata da un vecchio ma sempre attuale slogan: RIBELLARSI E' GIUSTO Le lacrime di cocccodrillo di Fini e Schifani, che protestano per lo sfregio alle istituzioni, ci fanno ridere: le istituzioni sono state sbeffeggiate da autorevoli rappresentanti della maggioranza; protestare per quattro uove e due fumogeni in nome delle istituzioni è semplicemente ridicolo. Non capiamo inoltre l'accanimento delle forze dell'ordine sempre così pronte a caricare e pestare i nostri figli. Essere forte con dei ragazzini è un po da vigliacchi come ben ricorda chi visse il '68
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OCCASIONE PERSA
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La presenza del Ministro dell'Interno alla trasmissione "Vieni Via Con Me" è apparsa stonata e fuori luogo. Stonata in quanto un rappresentante delle istituzioni ha ritenuto di dover difendere il suo partito, la Lega Nord, non accorgendosi che lo spirito e il format della trasmissione non era lo studio di Vespa. Fuori luogo perchè Maroni si è dimenticato di essere un rappresentante autorevole delle istituzioni, dal quale ci aspettiamo discorsi "alti", progetti e prospettive che sono altra cosa rispetto allo scarno elenco di quanto fatto. E' stata persa una grande occasione per andare "oltre" e di questo ringraziamo il ministro in quanto ancora una volta tutti hanno potuto capire che l'orizzonte della Lega è il giardino o l'orto di casa. Nulla più
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L'ARROGANZA DI MARONI
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E' incredibile l'arroganza becera del Ministro Maroni che in modo violento attacca Saviano reo di aver detto quello che tutti sanno: la Mafia è ben presente nei gangli della Lombardia e cerca il colloquio con il potere politico. Ed è altrettanto vergognoso che lo stesso Ministro usi del suo potere per intimidire un cittadino. Il delirio di onnipotenza che sembra aver contagiato la Lega, sembra aver fatto perdere il senso della misura. Ieri lo Statista Calderoli dava lezioni a Montezemolo, oggi un Ministro dell'interno, già condannato per resistenza a pubblico ufficiale durante uno scontro tra leghisti e polizia, vorrebbe farci credere che la Mafia è solo al sud, mentre dovrebbe avere più rispetto dei cittadini che hanno il coraggio di denunciare quanto questo fenomeno è diffuso al Nord. Di questa gente che vuole nascondere lo sporco sotto il pavimento, essere duri e inflessibili coi deboli e servizievoli e accomodanti con i potenti (il caso Ruby insegna) ne abbiamo piene le tasche. Per questo sono ora e sempre con Saviano.
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Censura di Palazzo
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E adesso anche la Lega di palazzo censura i propri iscritti. L'ondata di critiche che si è abbattuta sul Forum dei Giovani Padani, critiche al comportamento disinvolto del Premier, dovrebbe far capire a Bossi che il vento sta cambiando anche tra i suoi sostenitori. Come si fa a stare con uno che si trastulle con escort e veline quando molti dei Giovani Padani, così come il 25% dei giovani, è alla ricerca disperata di un postodi lavoro, quasi sempre precario e per qualche centinaio di euro al mese. Il Re è nudo, come è nuda la politica attuale della Lega che non sembra destinare alcuna attenzione al dramma del lavoro e della precarietà. Come si fa a sostenere un "nonno" con un sola passione: i fatti suoi e le giovani in fiore? Alla fine ogni persona di normale intelligenza capisce che, per sostenere questo governo e mantenere strette le attuali posizioni di potere, si sacrifica tutto. Ma per che cosa? Se la Lega se ne fa un baffo dei problemi della gente alla fine andremo a vedere quanta strada sarà capace di fare.
08.11.2010
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Sembra impossibile eppura potremmo essere alla vigilia di un evento epocale che cambierài destini del nostro paese. Dopo anni di vergogne, di oscurantismo mediatico, di un'informazione politica incentrata su puttane e nani (usiamo le corrette parole del lessico italiano), di un'anomala benevolenza di parti del clero, forse più attenta ai favori terreni che alla cura delle anime, finalmente potremmo assistere alla nascita di una destra europea, moderna, alternativa al centro sinistra, ma con la quale confontarsi sui problemi degli italiani. Dobbiamo riconoscere a Fini e ai suoi il coraggio di uscire dal pantano melmoso dove lo aveva portato Berlusconi, un uomo senza principi e senza idee per quanto riguarda il bene dell'Italia, un "oggetto" che a lui non interessa. Le stesse sue "amicizie" politiche, spesso imbarazzanti per l'occidente (Putin, Gheddafai) devono essere lette in chiave "personale" e cioè in funzione degli affari che lui e non l'Italia, potrebbe realizzare. I suoi discorsi da piazzista, i suoi annunci senza riscontro come per il pattume di Napoli o la ricostruzione dell'abruzzo, hanno lasciato un paese immobile e diviso. La stessa Lega Nord, esaurita la carica riformista grazie agli ozi romani, si è adeguata a questo andazzo, avendo come stella polare un federalismo che ancora oggi, dopo 20 anni, non sappiamo come si realizzerà e quanto ci costerà. Quindi guardiamo con interesse alla nuova destra di Fini, nella speranza che questo povero paese superi la cosiddetta seconda repubblica e finalmente possiamo guardare al futuro e al futuro dei nostri figli con speranza.
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Il Diluvio è in Arrivo
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Quello che disgusta non è più Berlusconi, una persona malata e bisognosa di cure, ma l'accanimento terapeutico della Lega che continua a sostenere un leader che non ha più nulla da dare e da offrire al paese. Se il vizio di Berlusconi è quello di intrattenere donne per lo più minorenni, è chiaro che non ha più alcun interesse in questo autunno della vita a coltivare altro che i suoi passatempi e il potere è semplicemente finalizzato a ciò. Ma se un partito che ama definirsi "delle riforme" fa affidamento a lui per realizzarle in questo scorcio di legislatura, allora si fa sempre più concreto che il cosidetto partito delle riforme stia mirando piuttosto alle cadreghe. In un recente libro del giornalista Beha (Dopo di lui il diluvio) si paventa questa soluzione traumatica per il nostro paese. Una soluzione tanto più vera quanto più ci sarà accanimento terapeutico a sostenere un leader oggettivamente sputtanato e senza credibilità. Dobbiamo rimboccarci da subito le maniche, destra e sinistra, perchè il tempo prima di declinare a livello Grecia è molto poco.
02.11.2010
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20 anni di bufale
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Il capolavoro di Bossi si è concluso: alleatosi con uno che pensa solo ai "fatti suoi" pensa ancora oggi di continuare a governare con uno incapace di guardare oltre la cintola dei pantaloni. Stupisce che Bossi non l'abbia capito, o meglio, lo ha capito benissimo ed alza la posta. Il castello della Lega, il federalismo, è un castello di carta e tutti sanno che senza soldi, il federalismo non si farà. Ma oltre alla bufala del federalismo e alle campagne contro gli extra comunitari, non ho mai visto fatti concreti, proposte "nero su bianco" per il lavoro, riforme che incidano sulla società. Il respiro della Lega si è fermato ai posti di potere, alle "cadreghe": banche , fondazioni, assessorati. Le ritorme strutturali che incidono, come le liberalizzazioni, spaccano rendite di posizione, oligarchie; ma se il progetto leghista è quello di sostituirsi a queste oligarchie perchè mai riformarle? Fantasie? Non credo: guardiamo ai fatti: la Lega è al governo di questo paese, in modo alterno, da poco meno di vent'anni. Qualcuno mi spieghi quale riforma di sostanza ha portato avanti la Lega se non le stesse balle del nostro attuale Presidente del Consiglio. Direi di più: mentre Berlusconi si muove con una sua coerenza, la Lega sembra proporre riforme, ma nei fatti siamo sempre all'anno zero. Direi di più: con i decreti attuativi avremo la sorpresa di avere nuove tasse locali, in quanto i comuni, di qualunque colore essi siano, non hanno oggi e avranno sempre meno domani, trasferimenti dallo stato. Ne è pensabile che la tanto decantata secessione del Nord porterebbe maggior benessere ai "popoli padani". La forza di una nazione è la sua coesione e la sua dimensione. Senza di esse saremmo ridotti a poca cosa in europa e potremo trastullarci con l'ampolla del Po e amenita stile Asterix.
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VATTENE
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Vattene, sei indegno di essere Presidente del Consiglio, usi il potere delle istituzioni per " i cazzi tuoi", racconti "palle a go go", sei lo zimbello dell'Europa, non fai nulla per il tuo paese.
Vattene, sei indegno di rappresentare il nostro paese, un paese di milioni di uomini che tutti i giorni lottano per mantenere degnamente le famiglie, mentre la crisi riduce sempre più il potere d'acquisto e un giovane su quattro è a casa senza lavoro.
Vattene, e vai in una delle tue case ad organizzare feste rilassanti: ognuno è libero di vivere come vuole, ma il Presidente del Consiglio di un grande paese come l'Italia ha forse qualche dovere verso i cittadini: governare e non insidiare minorenni! 30.10.2010
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Marchionne
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Ho come molti di voi ho seguito l'intervista di Fabio Fazio a Marchionne, AD Fiat. Di Marchionne apprezzo la ruvida schiettezza da non confondere come molti fanno con strafottenza. Un manager certamente non con le pezze al culo come tanti, troppi che abbiamo conosciuto in questi anni!
Prendiamo un esempio: molti rimproverano alla Fiat gli aiuti cosiddetti di stato per la sua sopravvivenza in alcuni periodi storici della sua vita, ma pochi considerano che certi stabilimenti ,Termini Imerese in primis, sono un non senso logistico per qualsiasi azienda in considerazione della sua posizione. Non solo, ma perchè nessuno si è mai posto la domanda di come mai nessuna altra industria automobilistica mondiale sia presente in Italia? Come mai nessuno vuole investire nel nostro paese oggi anche se lo stesso assorbe il 70% delle nuove immatricolazioni dall'estero. Uscire dall'Italia è una provocazione, ma se l'Italia non genera utili forse qualche problema c'è! Non mi sembra che nell'intervista sia stata addossata ogni colpa alla forza lavoro, bensì alle regole e alla organizzazione. Una responsabilità che se andiamo oltre le righe è dei managers (nuovi processi di produzione nuove procedure) e delle organizzazioni sindacali, non degli operai se non per certe forme anomale di assenteismo al centro sud e di forme di sciopero non regolate come nella maggior parte dei paesi europei. Se finalmente i sindacati anzichè combattersi per qualche tessera in più cercassero di trovare piattaforme comuni, forse il mondo del lavoro ne guadagnerebbe in credibilità.
25 ottobre 2010
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NON CI SONO PARAGONI
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Qualcuna delle anime belle del Popolo delle Licenze dovrebbe spiegarmi perche la Costituzione Italiana dovrebbe essere cambiata o adeguata ai tempi quando la nazione patria delle libertà (non delle licenze) gli Stati Uniti d'America hanno una costituzione datata 1787 e nessuno si sogna di modificarla. la ragione è semplice: si vuole piegare la carta ai desideri più o meno occulti del satrapo del momento e dei suoi pretoriani affamati di potere e di prebende. E nemmeno si capisce la logica che affligge qualche italiano, di introdurre la forma federale in uno stato unitario, esattamente il contrario di uno stato federalista come gli Stati Uniti, i cui stati si unirono per essere più forti e non, come vorrebbe la Lega, rendere più debole lo stato italiano. Personalismie provincialismi porteranno allo sfascio e a chi ci dice che siamo cassandre basterebbe guardare a come siamo ridotti oggi, con una pressione fiscale sempre più alta, alla faccia delle balle di Tremonti, un lavoro sempre più scarso e minato dall'interno da sindacati collaborazionisti (prima o poi qualche posto nei partiti opachi si trova sempre), un progetto paese che è l'ultimo dei problemi di questo governo, visto che per alcuni mesi siamo stati senza ministro dello sviluppo economico e il primo punto dell'agenda è la "riforma della giustizia". Già la giustizia per rendere impossibili i processi al premier fino a quando il buon Dio ci farà la cortesia di accoglierlo tra le sue braccia e rendere estremamente difficili i processi per quei santi uomini, dono prezioso per la nazione, che corrompono, rubano, depradano, fanno combutta con le mafie. Dimenticavo: mano durissima con chi fuma uno spinello o ruba una mela. In altri termini se rubi un milone di euro o scopri che qualcuno a tua insaputa ti ha regalato una casa, tutto bene; se rubi la classica mela in galera! In estrema sintesi questa destra casereccia, che occhiegga al fascio e all'orto di casa fa semplicemente schifo, ma deve essere combattuta in ogni luogo perchè il futuro dei nostri figli non sia solo l'emigrazione. Cosa offre oggi il nostro paese: si parle di professionalità, ma pensate al CdA di ACI Milano, con il rampollo di la Russa o l'odontotecnico compagno della (ministro? del turismo) nello stesso CdA. I tanto vituperati Agnelli fecero partire dalla gavetta i loro figli prima di introdurli in azienda: questi al contrario partono dall'alto, tanto, se va male, sono i nostri soldi che verranno buttati. Qualcuno dirà: sono tutti uguali! Certo se il cervello lo abbiamo dato all'ammasso, sono tutti uguali.
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DALLA PARTE DI REPORT
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Lavorerà davvero diciotto ore al giorno, ma molte, troppe, sono impegnate per i suoi affari, non per dare un futuro a questo paese. L'inchiesta di Report, realizzata da una giornalista vera, con la schiena dritta e non faziosa, ma che giustamente non guarda in faccia a nessuno, conferma quello che da sempre le persone raziocinanti sanno: in cima ai pensieri del premier ci sono solo e soltanto i suoi affari. Se poi questi affari saranno puliti o sporchi, saranno le inchieste a mettere nero su bianco, ma diciamocelo: non potrebbe pensare una volta tanto solo agli italiani e non a smantellare ogni residua credibilità nell'istituzione che lui occupa?
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PERFETTO SPACCATO ROMANO DI LEGA CHE MAGNA ALLE SPALLE DEI LOMBARDI
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La libertà è unica. Le libertà di Berlusconi e Masi sono finzioni. DALLA PARTE DI SANTORO E DELLA LIBERTA'
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IL GENERALE BURLETTA
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La scelta del DG di RAI di sospendere Anno Zero per 10 giorni come conseguenza delle sanzione disciplinare a Santoro che non sta ne in cielo ne in terra. I cosiddetti libertari del ex-PdL difendono ovviamente questa scelta fatta da un personaggio (Masi) che oggi, anche in questa vicenda, mostra la sua totale incapacità. Incapacità a servire il Capo, visto che Anno Zero è andato in onda, incapacità a gestire i conduttori in quanto questa sanzione non può che rivoltarsi contro di lui. Ma il personaggio Masi dovrebbe avere innanzitutto rispetto dei milioni di spettatori e conseguenti introiti pubblicitari che Santoro porta. Si tenga anche il vaffa...di tutti noi, ma esigiamo il diritto di vedere un programma fuori dalla solita manfrina dello squallido Minzolini che meriterebbe assai di più la sospensione per falso nelle notizie e disinformazione.
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DOVE VA LA CISL
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Il crescendo di manifestazioni violente verso la CISL, mette in evidenza almeno due aspetti. Il primo, più grave, è che sta montando nel paese un clima violento conseguente allo stato di crisi che nessuno sembra voler affrontare alle radici. Possiamo anche "condividere", come fa l'ineffabile ministro Tremonti, che il nostro paese sta uscendo (?) meglio di altri dalla crisi, ma certamente questo discorso non vale più per le centinaia di migliaia di persone espulse dal ciclo produttivo e senza una reale prospettiva di lavoro. Il secondo, più sottile, è che CISL e UIL non sembra siano stati capaci di stare a fianco dei lavoratori o comunque di interpretare appieno le loro istanze. Prima, con gli accordi separati con il Governo, poi con Confindustria, non sembra abbiano raccolto più che un piatto di lenticchie! Chi scrive non pensa che il futuro possa essere la fotocopia del passato, che molte incrostazioni, talvolta su basi ideologiche debbano essere superate, che la prospettiva di questo secolo e le sfide conseguenti sono altra cosa rispetto al '900, ma lo spettacolo di divisione verso CGIL e di apparente acquiescenza al governo e all'imprenditoria non è certo stato bello. Ci vuole certamente un nuovo patto per il lavoro, tra imprese e lavoratori, un patto che guarda al futuro e non al passato, ma penso che la CISL di oggi non sia in grado da sola di portarlo avanti. Serve un nuovo patto sindacale con tutti i sindacati, altrimenti chi ne farà le spese saranno proprio quei lavoratori, che a parole, tutti dicono di difendere.
12.10.2010
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LA FABBRICA DEI DOSSIER
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Una classe politica serva di un despota, giornalisti che raccolgono fango per colpire chiunque contrasti il satrapo. Questa è l'immagine devastante che emerge dall'articolo di Giuseppe D'Avanzo, uno dei giornalisti più coraggiosi di Repubblica a denunciare i misfatti di un uomo che avrebbe potuto cambiare l'Italia e, al contrario, la sta affondando.
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/11/news/dossier_d_avanzo-7933677/?ref=HRER1-1
11.10.2010
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IL MINISTRO MEDIASET
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UNFIT
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Diciamoci la verità: alla fine ha ragione Di Pietro! Dopo cinque mesi di assenza del Ministro per lo Sviluppo, chi viene nominato oggi? Paolo Romani, quel personaggio sul quale, apparentemente, doveva esserci il veto del Presidente della Repubblica. Paolo Romani è quello dei tagli alla banda larga, al tentativo di stoppare SKY sul digitale terrestre, tanto che la sentenza europea che impone l'apertura del servizio per questo operatore, è stata da lui criticata, è colui che, mutatis mutandis, avrà l'ossessione della difesa di Mediaset e delle televisioni del capo e di conseguenza l'ossessione di contrastare lo sviluppo della banda larga che, come si sa, è uno strumento potentissimo di libertà e di informazione. Marcegalia @ C sono stati serviti. Al nuovo ministro interesseranno solo i problemi di "famiglia": gli altri potranno arranggiarsi, anche perchè il suo profilo culturale, avendo ben conosciuto il mondo nel quale è immerso, è "unfit" nell'affrondare problemi di sistema e non limitarsi a quelli televisivi!
Attilio Gusmaroli 04102010
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Puttana Politica?
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Dovremmo avere il massimo rispetto per le "escort". Una scelta di vita, talvolta per costrizione, che solo uno stato bigotto non traduce come nel nord europa in una professione tutelata e per la quale si pagano le tasse. Diverso è per le puttane della politica, al cui gruppo si iscrive con squilli di tromba Massimo Calearo, capolista PD in Veneto alle politiche del 2008 (due anni fa), passato dal PD all'API di Rutelli e oggi pronto a votare per il governo, ma disponibile, perché no, a un ruolo istituzionale (anche da ministro). Tutti ci dicono che le ideologie sono morte, ma un minimo di decenza...!
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Caso Cosentino:Quel disgustoso applauso all'impunità
L'applauso che ha accompagnato il voto sul caso Cosentino è stato disgustoso. I 308 deputati che hanno negato l'uso delle intercettazioni nel processo che coinvolge l'ex sottosegretario all'economia non solo hanno spuntato le armi dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata, ma hanno anche avuto il coraggio di esultare per l'impunità. Forse si sentivano protetti da quel voto segreto che ha consentito alla maggioranza di ricompattarsi dopo una lunga estate di ricatti e compravendite di parlamentari. Forse pensavano di dimostrare così la loro piena fedeltà al presidente del Consiglio e alla sua cerchia di amici privilegiati. Sta di fatto che quegli applausi restano un graffio per la legalità. In un Paese normale se un uomo pubblico viene coinvolto in una inchiesta penale con l'accusa di connivenza con la criminalità organizzata, si dimette da tutti gli incarichi e va a difendersi nelle sedi giudiziarie. In Italia, invece, Cosentino rimane deputato per mettersi al riparo dall'arresto, rimane coordinatore del Pdl in Campania per continuare a gestire un potere, e la Camera nega l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni nel procedimento penale, provando ad ostacolare l'azione dei magistrati e, quindi, l'accertamento della verità. Ancora una brutta e triste pagina per il nostro Parlamento.
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LA PAZIENZA STA FINENDO
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MERITA UN'ATTENTA LETTURA L'ARTICOLO APPARSO SU WWW.UNITA.IT.
AL GORE DOPO LA SCONFITTA ALLE PRESIDENZIALI USA, SI E' DEDICATO AD ALTRI TEMI. VELTRONI DOPO LA SCONFITTA ALLE POLITICHE, CI INSEGNA AL CONTRARIO COME FARE VERA POLITICA! LA SOLITA STRANA LOGICA AUTOREFERENZIALE ITALIANA.
Cirinnà, dure accuse al suo ex sindaco
Una lettera aperta quella del consigliere comunale del Pd Monica Cirinnà scritta a Walter Veltroni che appare più come un atto d'accusa. «Sono stanca di sentir parlare di 'società civile'. Ci sono centinaia di giovani e bravi amministratori locali - afferma nella lettera - che non riescono a crescere nè nel partito nè nelle istituzioni. Questo accade per due ragioni: la prima è perchè tutti i dirigenti, te compreso, sono inamovibili ; la seconda perchè c'è sempre qualcuno della 'società civile' che scegliete e piazzate, per poi ricavarne un nulla di fatto come ad esempio Massimo Calearo, l'imprenditore veneto eletto nelle nostre liste e in procinto di passare con Berlusconi».
«Dopo sette anni da Sindaco, hai lasciato Roma e i romani alla destra, nel ridicolo tentativo di riconsegnarla a Rutelli, candidatura sbagliata, frutto della solita logica dei ben noti veti incrociati (tu non volevi Zingaretti e l'area Margherita non voleva Gasbarra), volti ad ostacolare ogni possibile rinnovamento», aggiunge Cirinnà. Ed ancora scrive: «Dopo aver perso le elezioni politiche sei rimasto saldamente al tuo posto, pur avendo detto che avresti chiuso con la politica per dedicarti alla scrittura e all'Africa. E poi, di fronte alla durezza delle grandi responsabilità politiche, ancora una volta hai deciso di sbattere la porta e andartene».
Proprio tu padre del «buonismo» in politica 'non hai affatto porto l'altra guancia ma hai preso Bersani a calci negli stinchi' invochi il modello più discussione più unità". «Peccato che predichi bene e razzoli male perchè non sei stato ne dialogante ne unitario da Sindaco e tantomeno da segretario. Rifletti su questo per una volta senza superiorità e tatticismi. Perchè - conclude Cirinnà citando lo slogan di Bersani - la pazienza è finita!».
23.09.2010
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Ma non dovevi andare in Africa?
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Mi sono fermato ai titoli e non ai contenuti (dei giornali), in quanto qualche autorevole (!) esponente del Partito Democratico sembra continuare il gioco di chi, nel momento in cui l'avversario politico è più debole, lancia un salvagente per distrarre gli italiani dai problemi veri di tutti i giorni. E i problemi veri sono l'incapacità di questo governo di affrontarli, se non quelli del premier. Ci piacerebbe sentire autorevoli membri del Partito Democratico incalzare la Gelmini sui problemi della scuola o Maroni per l'ignavia dimostrata a non considerare più di tanto il tentativo delle marina libica ad uccidere nostri connazionali o il Ministro dello Sviluppo Economico (dov'è costui) sul nuovo preoccupante rallentamento dell'economia. Al contrario per questi autorevoli personaggi il problema "categorico" è lo spirito primario dell'Ulivo, che francamente oggi "non frega a nessuno". Sarebbe ora, come afferma Stefano Draghi (*) per l'individuazione del candidato sindaco di Milano, che ci si concentri solo sui problemi e non sulle filosofie. A chi ha perso il lavoro o lo sta perdendo "lo spirito primario dell'ulivo" dovrebbe essere quello di un grande impegno di tutti nella politica, per meglio affrontare i problemi reali, e non nelle filosofie.
Attilio Gusmaroli 16/09/2010
(*)
"Stavolta farò una calcolo cinico, non politico: non importa che il gatto sia bianco o nero, l'importante è che acchiappi il topo, quindi alle primarie sosterrò chi mi sembra abbia più chance per battere la Moratti".
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UN AUTUNNO RICCO DI NOVITA'
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In questi mesi di apparente llatitanza dalla politica locale, in realtà sono state poste le basi per migliorare la presenza sul territorio del Partito Democratico e della stessa coalizione (Uniti per Castano). Ci siamo posti l'obiettivo di potenziare la comunicazione utilizzando gli strumenti che più sono alla nostra portata: la rete e la comunicazione scritta. Non solo si provvederà ad informare la cittadinanza in modo sistematico di ciò che per noi è utile per Castano e di ciò che non ci piace, ma riprenderemo ad avere contatti diretti con la gente in piazza, e con convegni mirati alle problematiche del nostro territorio. Altro non vorrei anticipare, lasciando, chi mi legge nell'attesa delle novità: a proposito già domenica prossima promuoveremo una raccolta di firma per evitarci la terza pista di Malpensa, un inquinamento devastante che certamente porterà molto più danni che benefici.
a presto
Attilio Gusmaroli 15/09/2010
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BRUNETTA:SPARARE CAZ...PER RICORDARCI CHE ESISTE
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ELEZIONI ANTICIPATE? NO GRAZIE
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Elezioni anticipate? No grazie. In queste ore, dopo la tempesta mediatica a margine del discorso di Fini a Mirabello, appare sempre più chiaro che le elezioni, forse, le vogliono davvero la Lega e l'IDV. La prima per mettere in cascina i frutti di un'accorta politica svolta sotto traccia in questi due anni di governo Berlusconi, i secondi per essere sembrata l'unica vera opposizione al governo delle destre. Alla fine nemmeno loro potranno coronare il loro progetto: salvo casi oggi non prevedibili, questa legislatura potrà concludersi con l'azzoppamento definitivo di Berlusconi, vittima delle sue paranoie giustizialiste e del concetto aziendale delle istituzioni, che alla fine si sono volte contro. Berlusconi avrebbe potuto, in modo intelligente, superare le sue vicende giudiziare e governare in modo illuminato l'Italia. ha voluto percorrere la strada dello scontro che alla fine sta portando a tutti ben evidente che è incapace di governare. Le elezioni sarebbero per lui un bumerang. Amesso ma non concesso che con un colpo d'ala lui le vinca di nuovo, ForzaItalia allargata sarebbe grandemente indebolita rispetto all'alleato Leghista e quindi ancor più sotto tutela rispetto ad oggi. In caso di perdita delle elezioni, anche solo in un ramo del parlamento, l'esperienza berlusconiana si chiuderebbe dando spazio a un possibile asse Bossi-Tremonti e al consolidamento di Futuro e Libertà. L'unica chance di Berlusconi è quindi quella di NON andare alle elezioni, avendo l'obiettivo di ricucire con lo stesso Fini, l'unico che potrebbe dargli un appoggio vero. Sarebbe a mio avviso un suicidio politico per UDC e API dare un qualche appoggio organico a un governo che potrebbe tracollare. I prossimi giorni saranno politicamente interessanti.
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Finalmente...Bersani
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Finalmente, finalmente parole chiare perchè con la fogna non si dialoga, con chi ti prende sistematicamente per i fondelli, alla fine, devi rispondere con i calci nel c...Bravo Bersani a scendere con durezza nell'arena, utilizzando gli strumenti dell'oggi, forse un po rozzi, ma efficaci per quel 50% degli italiani che capiscono solo questo linguaggio, avendo il cervello spappolato dalle TV commerciali. Con Berlusconi e i suoi pretoriani non si dialoga e non ci si confronta, semplicemente perchè "Lui" non vuole ne il dialogo, ne il confronto. A "Lui" interesse solo le sue "cose": oggi i processi, domani gli interessi delle sue aziende, dopodomani quello dei suoi famigli. Illuso è colui che pensa che, avuto un salvacondotto giudiziario, si dedicherà ai problemi veri. A "Lui" interessa solo la "sua cosa". Tutto il resto è merce di scambio, senza alcun interesse per il bene della Nazione. ecco perchè sogno una destra senza di "Lui", una destra europea con la quali confrontarsi e scontrarsi, ma avendo entrambi come obiettivo il bene della Nazione e non quello dei tanti "famigli" che ogni satrapo si porta appresso.
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Aspettando settembre
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Forse qualcuno pensa che la mia sincera ammirazione per Fini e il suo gruppo preluda a un mio diverso apparentamento. Sono gli stessi che vedono nemici dappertutto e che non sanno distinguere null'altro che il colore o la famiglia di appartenenza. Per me al contrario è importante che il quadro politico nazionale si liberi dalle pulsione aziendalistiche (PdL) e tribali (Lega) che portano l'Italia ormai ad inseguire senza grandi speranze l'Europa delle democrazie. Il quadro politico,a destra, è in movimento e si inseguono le voci e le dichirazioni per la costituzione di un nuovo partito. Come dice Fabio Granata : "A settembre costruiremo attorno a Gianfranco Fini il profilo di una forza politica modernissima, ma intrisa di memoria storica: un modello - scrive il vicepresidente della commissione antimafia sul suo blog - ben distinto e distante dal berlusconismo privo di anima, dall'affarismo privo di progetto e dal rancoroso tribalismo della Lega". Il coraggio di questa scelta che si scontrerà con la campagna mediatica di B tramite i suoi scagnozzi su TV e giornali, merita ammirazione. L'America di Obama (democratico) e Blumberg (Repubblicano) in nome della libertà di culto permette la costruzione di una moschea a pochissima distanza da Ground Zero, mentre da noi un Salvini qualunque e il suo partito si oppene alla assegnazione di uno spazio per la preghiera islamica a Milano. Dobbiamo continuare a vivere e sopportare un Maroni che si compiace dei grandi successi sulla mafia, mentre la Lombardia mai più di oggi è infiltrata da mafiosi? Il duo B&B ha un unico merito: aver ridotto la cosidetta seconda repubblica ad una condizione ben peggiore della prima. Nessun vero progetto, solo la conservazione e la difesa del potere personale, da tramandare da padre in figlio... Ecco perchè continuerò a guardare con simpatia al tentativo di Fini per la creazione di una moderna destra europea, dove alcuni valori condivisi come uguaglianza, giustizia e legalità sbarrino il passo agli ozi romani e al malaffare che ogni giorno emerge dai pretoriani di B&B.
Attilio
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I VALORI VENGONO CACCIATI, RIMANE IL PADRONE DELLE FERRIERE
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Viviamo una fase politica di grande movimento, ma non sappiamo se approderemo a quell'Italia dove riformisti e conservatori si confronteranno per dare al paese un vero, nuovo volto. La cacciata di Fini dal Padrone delle Ferriere ha nulla a che vedere con le dinamiche di un partito democratico, dove differenti opinioni politiche si confrontano e si scontrano. Berlusconi ha voluto ribadire il concetto di Partito Azienda o Democrazia Centralizzata alla Putin dove uno sceglie i propri collaboratori, fa un passaggio elettorale formale stile URSS Bresneviana (voti si o no al Capo) e poi, nell'azione di governo, i nominati possono solo applicare i desiderati del Capo. Questo l'aveva capito subito Bossi, altri pensavano di portare Berlusconi sulla via della democrazia parlamentare. Ha gettato ieri la spugna Casini e oggi, non riuscendo diversamente, il Padrone caccia platealmente chi portò, a Forza Italia, AN e cioè quell'11% di consensi che trasformarono la vittoria del centro destra in un trionfo. Ma si sa l'Uomo è fatto così: meglio le escort a una moglie silenziosamente sempre al suo fianco, meglio i faccendieri che i valori elementi di base per Fini, inutili impacci per Lui. Gli scenari che si aprono sono a mio avviso imprevedibili, ma almeno oggi il Paese ha una possibilità: il centro destra può ambire ad avere un respiro europeo. Se questa alternativa non si concretizza avremo solo il degrado, per tutti.
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GRAZIE, LEGA
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La Mafia è ben radicata al Nord, ma sembra che il problema, per la Lega, non è il pericolo mafioso, ma Saviano. E infatti l'ex-ministro Castelli, uno di quelli che ha sposato l'equazione che Mafia e Sud Italia sono la stessa cosa, dove era nel quinquennio 2001-2006 quando era Ministro della Giustizia? E oggi che dice la Lega sulla pesante infiltrazione mafiosa al Nord? Ammazzare tutti i "terroni" che ovviamente sono mafiosi o prendere a calci in culo questi politici che hanno permesso questo radicamento? Scegliete voi.
PS: ma le Ronde Padane dove sono finite? Perchè non utilizzare questo "braccio armato" contro le Mafie?
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IL SENSO DELLA MISURA
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Talvolta su perde il senso della misura e questo è tanto più amplificato quanto più si è sotto i riflettori della politica. Abbiamo sentito dagli organi di stampa che eroi erano non solo Falcone e Borsellino, ma anche Carlo Giuliani. Con il doveroso rispetto verso la morte di Carlo Giuliani, a chiunque appare chiaro che il sacrificio in nome della giustizia di Falcone e Borsellino sono altra cosa. Sempre dagli organi di stampa abbiamo sentito che lo stesso leader si candida alle primarie del Partito Democratico, così come Beppe Grillo tentò di fare qualche tempo fa. Ebbene Nichi Vendola dovrebbe avere maggior senso della realtà, a meno che il suo obiettivo sia quello di spaccare il Partito Democratico per realizzare un contenitore della sinistra non ben definito. Solo chi guarda alle vicende nazionali o si perde nel chiacchericcio locale può pensare alla fine dell’esperienza del Partito Democratico. Se si parlasse con le persone che regolarmente vanno alle primarie e non solo con (alcuni) culturalmente logori esponenti (indipendentemente dalla loro età), si capirebbe che lo spirito del partito Democratico è più vivo di quanto appare. Certamente molti, al suo interno, spinti da una voglia irrefrenabile di visibilità, cercano di cogliere questo momento di transizione per trovare un proprio spazio, ma poi il tempo come sempre è galantuomo: i migliori vengono premiati. Nichi Vendola non sembra aver colto questo aspetto. La sua indubbia capacità dialettica è offuscata da quanto avviene nella sua regione. Lo scandalo sanità suggerisce molta maggior attenzione nello scegliere i suoi collaboratori.Un Presidente di Regione deve vigilare, certamente non necessariamente in prima persona, ma se qualcosa avviene non può dare la colpa sempre ad altri! Non è credibile chi non è stato capace di individuare non tanto una mela marcia, ma cassette intere! L'aspetto positivo di questa vicenda è che questa auto candidatura mostra come il progetto di un partito di sinistra è stato abbandonato. Se così non fosse Nichi Vendola non avrebbe capito quanto il popolo del Partito Democratico abbia una visione diversa dalla sua.
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Passo davanti ad un edicola e leggo tra gli annunci dei quotidiani locali: "...verrà messo il crocifisso in tutti i locali comunali". Più in la, in piazza Garibaldi, su una parete di una casa un crocifisso è in bella mostra, così in altre piazze della nostra città, a seguito delle celebrazioni del Santo Crocifisso. Il pensiero corre all'evangelista Matteo. In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli". E allora mi chiedo: la volonta del Signore è quella di dare più risorse ai poveri e agli indigenti, o semplicemente mettere il crocifisso in tutti i locali pubblici? Mi risulta che l'amministrazione Rudoni abbia ridotto gli stanziamenti pubblici, ma contrariamente alla parola dei vageli avrà il plauso dei tanti castanesi che guardano alla forma e non alla sostanza. D'altro canto così va il mondo. In un paese dove il gioco d'azzardo è la terza industria dopo Eni ed Enel dobbiamo consolarci con la forma: la sostanza va ad altri.
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CANIO TRIONE ELETTO SEGRETARIO DI ZONA DEL PD
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Grande partecipazione dei membri dei circoli PD per la scelta del nuovo segretario di zona. Viene rieletto Canio Trione segretario uscente con circa il 60% delle preferenze. Così si sono espressi i Circoli
CIRCOLO AVENTI VOTANTI % VOTANTI % VOTANTI % DIRITTO GAMBARO GAMBARO TRIONE TRIONE DI VOTO
BERNATE 13 13 100.00 9 69.23 4 30.77 BUSCATE 11 11 100.00 0 0.00 11 100.00 CASOREZZO 12 11 91.67 2 18.18 9 81.82 CASTANO PRIMO 15 12 80.00 3 25.00 9 75.00 CUGGIONO 16 16 100.00 15 93.75 1 6.25 INVERUNO 11 10 90.91 9 90.00 1 10.00 MAGNAGO 18 16 88.89 7 43.75 9 56.25 TURBIGO E NOS. 8 7 87.50 0 0.00 7 100.00 VANZAGHELLO 14 14 100.00 0 0.00 14 100.00
TOTALI 118 110 93.22 45 40.91 65 59.09
Canio Trione ha inviato questo messaggio:
Ringrazio Sergio per gli auguri di buon lavoro che mi inviato. Colgo l'occasione per ringraziarlo e credo che la competizione sia stata utile ed importante per il nostro Partito. La percentuale altissima dei votanti credo sia un segnale di una forte partecipazione e democrazia. Vi prego di far giungere a tutti i componenti dei coordinamenti il mio personale ringraziamento per la passione e partecipazione dimostrata anche in questo passaggio elettivo. Ciao Canio Trione
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PARLIAMO DI COSE SERIE
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Ci sono personaggi singolari e scuole di pensiero eclettiche all'interno del PD. Personaggi e scuole di pensiero che hanno un unico scopo: minare dall'interno il partito per dare spazio ad un proprio ego represso che, contraddizione, è poi incapace di proporre operativamente un percorso. Mi riferisco ai due articoli riportati su il"portale dei castanesi democratici" e riguardanti il saluto di Gifuni alla manifestazione di Roma (PD) contro la finanziaria e la nomina di D'Alema a presidente delle Fondazioni Socialiste. In questi mesi e in questi ultimi giorni assistiamo ad un crescendo di "violenza istituzionale" e "fisica" (vedi le manganellate ai manifestanti dell'Aquila), ma per il sig. Parisi i problemi sono altri! Gifuni reo di aver salutato la platea del Palaforum con "cari compagni" è per Parisi "UNA QUESTIONE SERISSIMA, NON UNA TEMPESTA IN UNA TAZZA DA TE". Dimentica, l'on. Parisi l'ottima fiction su De Gasperi dove Gifuni interpreta splendidamente il ruolo del politico democristiano, gli innumerevoli inviti alle feste della Margherita,... Probabilmente a Parisi e alle (supposte) anime belle piacerebbe la flagellazione collettiva di chi si è ritrovato o semplicemente ha simpatizzato per il Partito Comunista, dimenticandosi, forse, che a nessuno è stato chiesto di abiurare il passato, quando è entrato nel PD, ma di costruire il futuro. Il Partito Democratico è l'incontro di culture diverse che guardano al futuro, non è la sterilizzazione dei sentimenti e dei ricordi. Pare di ricordare che i valori che hanno fatto nascere il Partito Democratico sono assolutamente condivisi dai fondatori, e certamente non mi straccio le vesti per un una frase, un atteggiamento degli ex-DC, ex-DS che ai tanti farisei che popolono il nostro partito sembra aver assunto l'aspetto di Satana.
I problemi del paese sono altri, le aspettative di chi vota o simpatizza PD sono altre. Su questi problemi ci si confronta e si lotta. Certamente non giova al PD l'immobilismo sterile di chi guarda alla cruna dell'ago e non alla trave che sta per seppellirci
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No alla legge bavaglio, no al golpe strisciante. In difesa della giustizia, dell’informazione e della libertà di espressione su internet, Milano si mobilita contro il disegno di legge Alfano. Questa legge, già approvata con voto di fiducia al Senato, limitando fortemente lo strumento di indagine delle intercettazioni telefoniche e ambientali, renderà i cittadini più indifesi di fronte al crimine comune e organizzato. La riduzione degli spazi di cronaca giudiziaria, inoltre, comprimerà il diritto a essere informati sulle malefatte del potere.
Proponiamo a tutti i cittadini, in modo indipendente dall’appartenenza di partito, di manifestare insieme a noi giovedì 1 luglio dalle ore 18,30 in piazza Cordusio. Sul palco si alterneranno giornalisti, intellettuali, giuristi, rappresentanti di associazioni e movimenti della società civile attiva.
Tra i relatori già confermati ci sono: Carlo Smuraglia, Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Guido Besana, Vincenzo Consolo, Daniele Biacchessi, Mimmo Lombezzi, Federico Sinicato, Guido Scorza.
I soggetti che promuovono la manifestazione sono i seguenti: (ordine alfabetico) 11 Metri Officina Politica, Agende Rosse, Arci Milano, Associazione Saveria Antochia OMICRON, Le Girandole, LIBERA Milano, Libera Informazione, Libertà e Giustizia, Meetup 1 Grilli Milano, Movimento Sogno 03, Nobavaglio.it, Popolo Viola Milano, Qui Milano Libera, Societa' Pannunzio, Sos Racket e Usura, Sottolapanca.
L’iniziativa si svolgerà in concomitanza e diretto collegamento con la manifestazione nazionale di Roma. Durante la giornata, prima dell’appuntamento in piazza Cordusio, sono previsti momenti di informazione in vari punti della città.
I punti di informazione già fissati sono i seguenti: Via festa del Perdono presso Statale - (dalle 15 alle 17) Piazza Cordusio (dalle 15 alle 17) Via Dante angolo via Rovello (dalle 15 alle 17) Corso di Porta Vittoria presso Tribunale (dalle 15 alle 17) Piazza Lima (dalle 15 alle 17)
Invitiamo, inoltre, tutti i cittadini ad attivarsi personalmente stampando e diffondendo in ogni luogo della città il volantino che mettiamo a disposizione online.
Pagina Facebook: 1 luglio MILANO CONTRO IL BAVAGLIO
Per informazioni, adesioni e disponibilità a collaborare scrivere a milano1luglio@gmail.com
(28 giugno 2010)
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PROSPETTIVE
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La vicenda di Pomigliano, indipendentemente da come evolverà, mette in evidenza che siamo in presenza di cambiamenti epocali che devono essere visti come la premessa di un differente modo di rapportarsi nel mondo del lavoro. Due sono i discorsi da affrontare: uno a breve termine e il secondo a lungo termine. Primo aspetto: la globalizzazione delle produzioni e degli scambi, in presenza di un mondo dove il costo della mano d'opera presenta notevolissime differenze, porta nel breve problemi di competitività per ogni azienda. Questo non vuole significare che nel mondo occidentale il lavoro operaio debba essere penalizzato. Saranno le politiche dei governi ad introdurre correttivi tali da compensare la minore redditività del lavoro, introducendo, per esempio, una diversa tassazione. In un tempo nemmeno troppo lungo (vedi i recenti scioperi in Cina nelle fabbriche della Toyota , che hanno comportato un aumento del 25% dei salari) si andrà verso un riequilibrio dei costi di produzione, ma nel breve è necessario intervenire per mantenere competitive le nostre produzioni e garantire una vita dignitosa ai lavoratori. I tempi del "salario variabile indipendente dai costi" sono lontani, ma nemmeno è pensabile che un arretramento generalizzato in termini di retribuzioni e di libertà individuali possa essere accettabile nel mondo d'oggi. Spetta al sindacato guardare avanti, non tenendo chiusi gli occhi come troppo spesso fanno CISL e UIL e nemmeno guardando a un passato (CGIL) che oggettivamente non c'è più. Ma esiste anche un secondo aspetto, forse più sottile, ma con il quale dobbiamo confrontarci: la crescita continua è una utopia, mette in crisi l'equilibrio della biosfera e già oggi probabilmente abbiamo superato il livello di guardia. Dobbiamo cominciare a chiederci come sarà possibile mantenere accettabili condizioni di vita per tutti su uno spazio finito quale è il nostro pianeta. I consumi di energia da materia fossile non rinnovabile tendono sempre più a salire, mentre l'atmosfera del pianeta mostra segni evidenti di difficoltà nel rigenerarsi. Per "smaltire" il litro di benzina ci vuole qualche ettaro di bosco, le scorie nucleari hanno tempi di decadimento (emissione radiattiva) di centinaia di anni e non sempre è del tutto chiaro quale sia il luogo migliore, al di la della teoria, per stoccarle,...Forse sarebbe opportuno cominciare a guardare a modelli nuovi che garantiscano non tanto il PIL, ma il benessere vero degli uomini. Su questi argomenti la sinistra è afona, non riuscendo ad andare oltre i modelli del secolo scorso, rinchiusa in modo conservativo nella difesa di principi, che io stesso condivido, ma che poi non si sposano con una realtà in movimento. Siamo in un vicolo cieco? Io penso di no e mi prometto di approfondire questo discorso in quanto non si può essere solo spettatori di questa attuale decadenza dei valori e delle prospettive
Attilio Gusmaroli
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GLI OZI ROMANI LEGHISTI
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Prodi aveva tolto l'ICI a chi aveva redditi bassi. Poi Berlusconi ha tolto l'ICI a tutti, compreso i più ricchi, promettendo a breve l'abolizione del bollo auto ed altre amenità. Oggi il governo dice di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma delega regioni, provincie e comuni a farlo.
"Giulio Tremonti dichiara che nella bozza del decreto base sul federalismo sarà previsto "il ritorno ai Comuni del potere fiscale, nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale". La formula sembra un po' criptica, ma non lo è affatto. Dietro alla cortina fumogena delle parole, il ministro sta lanciando due messaggi precisi. Il primo è un messaggio esplicito agli amministratori locali, soprattutto quelli della Lega, che protestano contro la stangata prevista dalla manovra. Tremonti dà ai sindaci mano libera per coprire i buchi di bilancio causati dal taglio dei trasferimenti con la solita "toppa" delle imposte. Detto in altro modo: quello che il governo centrale vi toglie con una mano, voi ve lo potete riprendere con l'altra. Il secondo è un messaggio implicito agli italiani, già provati da una crisi recessiva durissima. Tremonti spiega ai contribuenti che, dopo il varo del decreto attuativo del federalismo, i comuni potranno reintrodurre l'imposta comunale sugli immobili. Non la chiameranno più Ici. Inventeranno l'acronimo più originale. Ma la sostanza per i cittadini non cambia: le tasse che non vi saranno prelevate dalla mano del governo centrale ve le sfileranno dal portafoglio le mani dei comuni." [La repubblica]
Primo assaggio di federalismo senza progetto. In quindici anni di slogan nessuna riduzione delle imposte, anzi. Le solite balle in formato padano.
Ma come sempre, la Lega che fa, che dice,...? Aspetta la battaglia di Canne per essere cacciata a suon di calcioni?
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PALALOTTOMATICA
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UNA FESTA DEL POPOLO DEL PD, UNA FESTA PER LA DEMOCRAZIA. TESTIMONIANZE DI UNA REALTA' IN RAPIDO DECLINO, PROPOSTE PER UNA FINANZIARIA CHE RIPARTISCA SU TUTTI I SACRIFICI CHE DOBBIAMO AFFRONTARE.
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RESTAURAZIONE PADRONALE
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Sembra che il colloquio Fini Bossi sulle intercettazioni sia andato così: caro Umberto, sai che sarà impossibile per esempio mettere una cimice nell'auto della compagna di Riina con la nuova legge? Davvaro GianFranco, nessuno me lo ha detto.
Questa mia libera ricostruzione mutuata dai giornali si sposa con i tenti commenti semplicistici sull'accordo capestro imposto ai lavoratori di Pomigliano, complice i soliti Bonanni e Angeletti, il nuovo sindacato padronale che sta demolendo l'Italia, e frange politiche del centro sinistra. Se qualcuno si prendesse la briga di leggere l'accordo si accorgerebbe come sia stata fatta carta straccia di decine di anni di lotte sindacali.
Secondo la Fiom, la clausola sui provvedimenti disciplinari e i licenziamenti «è la più spregiudicata di tutto il documento Fiat», viene spiegato in un volantino consegnato ai rappresentanti del comitato centrale. «Il diritto individuale di aderire a uno sciopero, sancito dall'articolo 40 della Costituzione, diviene oggetto di provvedimento disciplinare fino al licenziamento», osserva la Fiom. Il riferimento è a quella parte del documento Fiat denominate «clausole integrative del contratto individuale di lavoro». Nella proposta di accordo la Fiat prevede che «la violazione, da parte del singolo lavoratore, di una delle condizioni contenute nell'accordo costituisce infrazione disciplinare da sanzionare, secondo gradualità, in base agli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari e ai licenziamenti per mancanze». Anche sulla clausola di responsabilità, che nella proposta Fiat libera l'azienda da obblighi contrattuali in caso di mancato rispetto degli impegni assunti con l'accordo, secondo la Fiom «alla Fiat viene data totale discrezionalità per valutare se una qualsiasi iniziativa - dalla protesta allo sciopero - in contrasto con uno dei qualsiasi punti dell'accordo (carichi di lavoro, straordinari, gestione della forza lavoro) costituisce violazione dell'accordo stesso». Secondo la Fiom, per raggiungere gli obiettivi del piano di rilancio di Pomigliano alla Fiat basterebbe applicare il contratto nazionale senza deroghe. Lo afferma all’unanimità il comitato centrale della Fiom-Cgil, proponendo al Lingotto di «applicare il contratto di lavoro che permette all’azienda di produrre le 280 mila auto all’anno e le 1.045 al giorno che sono gli obiettivi del piano che Marchionne vuole fare». Se l’azienda applicherà semplicemente il contratto nazionale, ha detto Landini, «la Fiom non metterà in campo nessuna opposizione».
Non parlo delle provocazioni di Sacconi e del centro destra, provocazioni che si commentano da sole in considerazione che da una parte ci sono parlamentari che guadanano decine di migliaia di euro al mese e dall'altra operai che vengono da una cassa integrazione di due anni. Semplicemente affermo che è in atto il tentativo di smantellare alcuni diritti dei lavoratori, quale il diritto di sciopero o semplicemente il diritto ad avere una vita decente e non da schiavi. Appare del tutto ridicolo fare riferimento al costo del lavoro cinese, quando AUDI, BMW, VW retribuiscono in modo assai maggiore i loro operai ed hanno prodotti e quote di mercato assai significative.
Forse è il managment e la tecnologia FIAT che deve essere rivisitata con le esigenze e le aspettative del mercato.
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Care democratiche, cari democratici
pochi giorni fa il Governo ha presentato una manovra economica che non sostiene le famiglie e le imprese, che non contiene misure per i giovani e la crescita e prevede tagli indiscriminati destinati a colpire i servizi per i cittadini, dalla scuola alla sanità ai trasporti.
Saranno soprattutto le persone più deboli a pagare le conseguenze della manovra, che lascia invece al riparo le grandi ricchezze e le rendite e non combatte in modo efficace l’evasione fiscale. Tutto questo è inaccettabile!
Per questo il nostro partito ha deciso di promuovere una manifestazione nazionale per sabato 19 giugno, alle ore 10 al Palalottomatica di Roma, per un’altra politica economica, per la crescita e il lavoro, contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti sociali colpiti dalle scelte del Governo.
Vogliamo offrire al paese un’alternativa ispirata a equità e rigore, all’idea che nessuno sta bene da solo e che una comunità può crescere e progredire solo se è unita e solidale. Potete leggere e scaricare le nostre proposte sul sito del PD.
Ci vediamo sabato 19, sicuro che da voi possa venire il contributo prezioso di chi ogni giorno è a contatto con le persone, con le loro speranze e i loro problemi.
Ieri, il Senato ha approvato il ddl intercettazioni. Con la trentesima fiducia e una legge sbagliata, il governo continua il massacro della libertà. I senatori Pd hanno abbandonato l’Aula per non partecipare a quello che Anna Finocchiaro ha definito "un voto di fiducia che manca di legittimità". Ora tocca alla Camera, dove la nostra opposizione sarà durissima.
Pier Luigi Bersani Segretario Nazionale del Partito Democratico
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DELUSIONE FINI
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E alla fine anche Fini delude. Aver portato da 48 a 72 ore la proroga delle intercettazioni è semplicemente una presa in giro. Una norma fatta per scoraggiare le indagini e difendere la privacy dei delinquenti la dice lunga su cosa è la sicurezza per la destra: una parola vuota per vincere le elezioni e poi dare campo libero ai delinquenti. Così dopo il premier "duce 2010", la Lega attenta solo al suo potere (bravi padani del pubblico impiego, l'avete presa...)ahimè si aggiuge anche la pattuglia dei finiani che spacciano per vittoria una grande sconfitta: dare maggior spazio ai delinquenti.
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CICCHITTO: Tessera P2 n°2232
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Talvolta sembra di sognare, ma la realtà è peggio della fantasia. Il cosidetto Popolo della Libertà sembra tutto preso a creare situazioni che limitino l'informazione plurale e la lotta al crimine organizzato. Usando metodi stile Saddam, la parte maggioritaria del PdL è tutta presa a cancellare programmi di informazione o di intrattenimento [RAI] che non rispettino rigidamente una semplice regola: disinformare. E così l'attacco continuo e forsennato alla Dandini, Santoro e ultimo, Saviano hanno solo questo obiettivo: cancellare ogni informazione LIBERA di denuncia. Il concetto di democrazia che hanno il piduista Cicchitto e l'ex-fascista Gasparri è molto semplice: cancellare la notizia, costruire una fantasia e chiamarla libertà di informazione. Tra un anno, se le forze sane che ci sono a destra non sapranno alzare le testa e ribellarsi a questa deriva populista che porta innanzi tutto al declino e alla perdita della libertà, sapremo tutto delle ricette milanesi o delle vacanze di Pier Silvio, ma nulla dei rapporti sempre più intimi tra mafia e politica. Avremo una classe politica formata da corrotti pretoriani, sempre più pronti a dare tutto al capo (grazie all'attuale legge elettorale), perchè senza di lui, il massimo della carriera, sarebbe stato quello di fare il camionista (con tutto rispetto per i veri camionisti che si fanno "un mazzo così" sulle strade). [Trota docet] E' questo che vogliamo? Aspettiamo ancora che sino altri a metterci la faccia, mentre noi pii e devoti continueremo a frequentare solo la santa messa della domenica? Ma pensiamo, che questo basta e avanza agli occhi degli uomini, agli occhi dei nostri figli? Vogliamo dare un contributo serio all'alternativa o vogliamo solo cercare la pagliuzza che ha nell'occhio il nostro compagno di strada per trovare, diciamolo chiaramente, solo una scusa per non impegnarci ? Ribelliamoci a questa vergogna.
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milano 31.06
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Mentre tutto il mondo inorridisce, il governo italiano sembra più incline a stare dalla parte dei terroristi sionisti. Non possiamo aspettarci nulla di buono da chi mina da tempo la democrazia e con la legge bavaglio e l'oscuramento possibile dei blog, unica voce libera in una comunicazione asservita, vuole impedire ogni notizia sul marcio sul quale galleggia buona parte della classe politica di destra. I terroristi sionisti e il primo ministro Netanyahu hanno ancora una volta mostrato il loro vero volto. Continui insiedamenti in spregio alle risoluzioni dell'ONU, riduzione in schiavitù dei disgraziati della striscia di Gaza, attacchi militari indiscriminati a chi voleva portare aiuti umanitari, proiettili contro bastoni, perchè davanti a Israele bisogna semplicemente genuflettersi.
Ma questo bagno di sangue di chi vuole imporre la sua legge divina, che assomiglia più a quella di Satana, dovrebbe far riflettere anche su casa nostra. Se non sapremo ribellarci con fermezza ai tentativi di normalizzazione in atto, complice, purtroppo, anche la Lega, da parte della maggioranza del PdL, lasceremo ai nostri figli un paese che assomiglia assai più all'Italietta del ventennio piuttosto che a un moderno paese inserito tra le democrazie occidentali. Spetta a noi fare questa scelta, incoraggiando chi da destra non vuole avere questa prospettiva e chi, da sinistra, abbia veramente una visione riformista e non la semplice riproposizione di eventi passati che la storia ha bocciato. E sopratutto RIBELLARSI
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TOSATI GLI STATALI
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E alla fine chi paga la crisi sono gli statali, medici, infermieri, insegnanti, magistrati. Certamente non paga la politica, ministri, assessori, la pletora infinita di CdA di aziende spesso inutili. Anche il mini taglio delle provincie non c'è già più, obolo da pagare alla Lega che come sempre pensa alla sua cricca da mantenere nelle provincie del Nord. Sorrido quando penso ai tanti dipendenti comunali di Castano e dei Comuni vicini che hanno votato con entusiasmo per il PdL e per la Lega, che non hanno voluto ascoltare alcun ragionamento di buon senso perchè solo loro avrebbero dato una nuova prospettiva al paese, perchè solo Silvio Berlusconi avrebbe ridotto le tasse e scacciato ogni possibile crisi dall'Italia. Ok, la loro fedeltà è stata accontentata: daranno un contributo significativo al risanamento del paese! Non importa che le retribuzioni del pubblico siano le più basse in Europa, non importa che, tra i mille esempi, non si incida in modo significativo sullo sterminato numero di macchine blu (centinaia di migliaia), non importa che siano mantenute le provincie, enti buoni solo per dare prebende e inutili incariche a centinaia di assessori che guarda caso al Nord sono della Lega, l'importante che siano i soliti noti a pagare. E come dargli torto dal momento che continueranno a votare gente come Renzo Bossi, Matteo Savini e altri personaggi più degni del circo Barnum che della politica?
Una manovra certamente sbilanciata, ma grazie a voi che avete votato per PdL e Lega, molto più leggera per me. Grazie
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DALLE STELLE ALLE STALLE, IN UNA SOLA NOTTATA
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Abbiamo perso almeno due anni da quando si è voluto abolire la tracciabilità delle transazioni finanziarie e da allora l'evasione ha continuato a crescere. Oggi timidamente si incomincia a riprendere quello che il ministro Visco aveva iniziato, anche se il limite (€ 5000,00) oltre il quale è prevista la tracciabilità è ancora alto. Ma oltre a questa misura strutturale le altre paiono pannicelli caldi che non incidono in modo strutturale o demandano ad altri (regioni, comuni) il compito di fare quello che lo stato non vuole fare. Non si toccano le rendite, non si toccano le classi sociali medio alte, si tosano chi già oggi non gode di un reddito particolarmente alto. Mi chiedo quali dipendenti pubblici dovrebbero ancora dare il loro assenso ai sindacati burletta CISL e UIL, mi chiedo cosa hanno ottenuto quelle "masse" che hanno votato Lega dal momento che, per mantenere posti di potere nelle provincie, si sono opposti all'abolizione delle provincie stesse. Appare evidente il fallimento di una politica che fino a ieri ci diceva che i conti erano a posto e oggi si preoccupa, finalmente e giustamente, che il prossimo paese a rischio dopo la grecia siamo noi. Ieri i tassi di interessi sui buoni del tesoro spagnoli e italiani erano incredibilmente vicini a dimostrazione che anche noi, in assenza di una robusta manovra correttiva, siamo a rischio. ma i sacrifici devono essere fatti da tutti e questa manovra non sembra per nulla equa.
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CAPITALISMO DA RAPINA
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Quando iniziai a lavorare non c'erano bonus. Poi si cominciò a correlare i bonus con i risultati dell'azienda. nessun risultato utile nessun bonus. Poi il sistema si è degradato e diventa difficile capire perchè un'azienda in perdita licenzia operai e impiegati e concede super bonus ai manager. Non è una questione di morale, ma di buon senso. per esempio: Pirelli. Carlo Puri Negri (ex vicepresidente esecutivo di Pirelli Re) riceve 14 milioni di euro, nonostante la società abbia chiuso l'anno con un passivo di 104 milioni; poi vengono Claudio De Conto (ex direttore generale di Pirelli) con 7,3 milioni e Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli) con 5,6 milioni". ma i super bonus toccano anche altre aziende: Fiat, nell'anno delle ristrutturazioni e degli annunci di lacrime e sangue a Sergio Marchionne, sono stati corrisposti 4 milioni e 782 mila euro, poco meno dell'ex presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo che ha incassato, sempre nel 2009, cinque milioni e 177 mila euro". Del resto è andata così anche nel resto del mondo: "Complessivamente, secondo uno studio del Wall Street Journal, i 38 maggiori istituti finanziari hanno distribuito ai loro collaboratori145 miliardi di dollari, con un incremento del 18% rispetto allo scorso anno e superando persino il 2007, l'ultimo anno della bolla speculativa prima del crac". C'è una logica in tutto ciò? Solo una logica di rapina che mi fanno dire: prima o poi avremo un nuovo Robesperre e molte teste cadranno.
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SILVIO VATTENE
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Stiamo aspettando che Lui venga in televisione e ci dica: scusate, vi ho preso per il culo per 15 anni, ma mi sono divertito. Infatti in questi quindici anni mentre i conti del premier ingrassavano, i nostri spesso si sono ridotti. Solo ieri, come un disco rotto, parlava di ridurre le tasse, ma già domani i 28 miliardi di euro saranno direttamente o indirettamente presi dalle nostre tasche. Se verranno messi limiti di reddito per gli assegni di accompagnamento, se avremo il super ticket da 10 €, scusate, chi scucirà i soldi dalle tasche? Noi ovviamente. Venga alla TV la faccia a 32 denti a dircelo, ma sarebbe meglio che se ne andasse insieme alle sue "escort" in una delle ville di Sardegna. Vogliamo facce nuove, credibili, non la solita faccia da presa per il culo.
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LA LIBERTA' STILE IRAN PER PDL E LEGA: CARCERE PER CHI INFORMA
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Per Verdone norme in stile iraniano, per me semplicemente norme in stile fascista per tutelare la privacy, meglio la licenza a delinquere dei politici. Nulla di nuovo sotto il sole da parte dello Psiconano e dei suoi pretoriani. Posizione stupida e imbecille visto il fetore che sale da certi ambienti governativi. Come da sempre sostengo, questo non è un problema di destra o di sinistra, è un problema di libertà e democrazia. Basta ricordare la gogna mediatica a cui si e sottuposto Bill Clinton, alle mille uscite scandalistiche e spesso di cattivo gusto dei tabloid brittannici. Hanno forse fatto una legge ad hoc per limitare il potere della stampa?
Gli amici del premier si decidano: stare in Europa o guardare, a scelta, a Gheddafi o a Mahmoud Ahmadinejad
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LEGGE BAVAGLIO: LIBERTA' DI DELINQUERE IN SILENZIO
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Il silenzio della Lega sulla legge bavaglio delle intercettazioni la dice lunga sulla falsa attenzione alla sicurezza e alla informazione. Oggi è chiaro che la Lega mira semplicemente al potere e la dimostrazione di ciò è l'investitura per sucessione al figlio di Bossi che non brilla per acume politico e per cultura (per la Lega si sa la cultura è un minus!) Viene smascherata la logica di un partito il cui obiettivo è l'Italia dei Comuni, dove la cura del proprio orticello è premiante sullo sviluppo e sull'integrazione della società. Penso ai quei lavoratori a 1000 euro al mese che guardano alla Lega come alla panacea dei propri mali e non si accorgono che loro, alla fine, sono l'ultimo problema. Partito che ha come obiettivo il federalismo, anch'esso spacciato come la risoluzione di tutti i mali, ma che è stato in prima linea ad eliminare l'unica vera tassa federale, l'ICI, senza una reale contropartita per le amministrazioni locali. Grandi successi contro la Mafia: peccato che si sta sempre più diffondendo al Nord, come un cancro che si insinua in tutti gli ambiti. Sono passati vent'anni dai programmi strombazzati e vediamo il piccolo cabotaggio di chi cammina a braccetto con i ladroni di Roma. La Lega ormai è peggio dei tanti partiti autonomisti, avendosi ritagliato una calda cuccia e mostrando al popolo degli allocchi un obiettivo che non potrà essere raggiunto, con questo governo, con questi uomini.
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PROTESTIAMO MANDANDO LE NOSTRE E-MAIL
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Giù le mani da Roberto Saviano, Valigia Blu si mobilita contro le dichiarazioni di Emilio Fede - Mail di protesta al TG4, FNSI e Ordine dei Giornalisti
Da inviare a: redazionetg4@mediaset.it, mediaset@mediaset.it E per conoscenza (Cc) a FNSI e ODG: segreteria.fnsi@fnsi.it; odg@odg.it
Gentile direttore Emilio Fede, le scrivo per esprimere la mia più profonda indignazione per quanto è accaduto nel corso dell’edizione del Tg4 delle ore 19.00 del 9 maggio 2010 (http://www.video.mediaset.it/video/tg4/full/166301/edizione-ore-1900-del-9-maggio.html#tf-s1-c1-o1-p1 al 29° minuto). Durante l’esposizione della sua personale opinione riguardo a “Draquila – L’Italia che trema”, il nuovo film di Sabina Guzzanti, ha ritenuto opportuno rivolgere un’inaccettabile invettiva nei confronti di Roberto Saviano. Cito testualmente dalla registrazione video: “Ci sono state polemiche anche su Roberto Saviano ... sempre lui ... ma non è lui che ha scoperto la lotta alla camorra, non è lui il solo che l'ha denunciata, ci sono registi e giornalisti come lui ... e che sono morti ... lui invece è ancora protetto, superprotetto ... però non se ne può più ... di sentire che lui è l'eroe ... qualcuno gli ha pure offerto la cittadinanza onoraria ... di che cosa? non si capisce, ha scritto libri sulla camorra, e l'ha fatto tanta altra gente, senza andare sulle prime pagine, senza fare tanto clamore ... senza rompere ... ehm senza disturbare la riflessione della gente ... un paese come il nostro è contro la mafia, non c'è bisogno che ci sia Roberto Saviano”. Considero le sue esternazioni molto gravi ed offensive. Roberto Saviano, insieme a molti altri, è un uomo coraggioso che contribuisce con il suo lavoro alla lotta contro la camorra. Ed è inammissibile che sia oggetto di simili attacchi mediatici. In qualità di cittadino, auspico che in futuro i Roberto Saviano si moltiplichino, perché solo così, parlandone e scrivendone, il nostro paese sarà in grado di fronteggiare un male che ci divora costantemente. Qualsiasi tentativo di sminuire o ridicolizzare chi mette quotidianamente a repentaglio la propria vita, fronteggiando la malavita organizzata, dev’essere fermamente condannato. Le voci di denuncia, così come la libertà di stampa, non saranno mai troppe. Mi auguro quindi che lei possa prestare maggiore attenzione quando, in futuro, avrà nuovamente occasione di trattare un argomento così delicato. E’ fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte per agire compatti contro l’illegalità, e lei, nelle vesti di direttore del Tg4, è chiamato a svolgere un compito molto importante: trattare con il dovuto rispetto Roberto Saviano e tutti coloro i quali rappresentano un modello di impegno civile per gli italiani. Valigia Blu (http://www.facebook.com/dignita.e.rispetto) (http://www.valigiablu.it/)
P.S. Grazie a nonleggerlo.blogspot.com per la segnalazione! (http://nonleggerlo.blogspot.com/)
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ERA ORA
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BASTA CON GLI INSULTI GRATUITI, GLI ACCOSTAMENTI STRUMENTALI FALSI, BASTA CON QUESTA DESTRA BERLUSCONIANA ARROGANTE E SERVA. FINALMENTE BERSANI E D'ALEMA RISPONDONO A QUESTI PSEUDO GIORNALISTI DIPENDENTI A PAGAMENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
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CONSIGLIO COMUNALE CASTANO 30 APRILE
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Venerdì 30 aprile si è tenuto il consiglio comunale di castano Primo. Riportiamo di seguito le considerazioni e i commenti di Giuseppe Pignatello.
Buongiorno a tutti, venerdì ho assistito al nostro Consiglio Comunale; tre gli argomenti principalmente trattati: 1 Approvazione Rendiconto esercizio 2009: poco da evidenziare a mio avviso,importante il mantenimento del patto di stabilità; voto favorevole del P.D.L. e del gruppo Uniti per Castano, voto contrario della Lega Nord. 2 Approvazione Regolamento per l'utilizzo del patrimonio immobiliare del comune: su questo punto non ho apprezzato alcuni aspetti, leggendo la convenzione infatti è evidente la presenza di diversi elementi di discrezionalità nell'utilizzo del bene pubblico che ritengo completamente sbagliato; il consigliere Calloni ha cercato di evidenziare questo aspetto ma la domanda e quindi la risposta è stata a mio avviso elusa con un giro di parole che ha fatto capire tutto ma che non ha detto niente di concreto. Spero che le cose stiano diversamente e che le mie attuali remore risultino errate. 3 Approvazione Convenzione tra Comune e Scuola dell'infanzia: anche qui avrei diverse cose da dire, il gruppo di maggioranza ha stilato un accordo con la scuola dell'infanzia che incrementa le entrate per la scuola materna, al fine di migliorarne la funzionalità e al fine di costruire due nuovi locali che si pensa possano permettere ai bimbi di poter avere a disposizione abbastanza posti nella scuola per i prossimi due o al massimo tre anni, quando sicuramente si ripresenterà il problema. Interessante a mio avviso l'intervento del consigliere Calloni che considerata e evidenziata l'importanza della scuola dell'infanzia e il bisogno di fornire alla stessa degli aiuti, ha cercato di presentare la propria posizione: per il futuro proponendo e chiedendo se esiste un programma, del gruppo di maggioranza, per la costruzione di una scuola statale e per il presente invitando a considerare il bisogno di graduatorie per l'ammissione alla scuola; purtroppo anche in questo caso ha ricevuto risposte spesso "scomposte" di rappresentanti di Lega e P.D.L tanto consapevoli e pronti sull'argomento trattato da non conoscere la differenza tra scuola statale e comunale e capaci solo di opporre uno sterile e poco costruttivo: " Ma voi cosa avete fatto?". Volevo dire, come forse ho già evidenziato in altri casi, che sicuramente l’amministrazione di un paese è cosa difficile e quindi ci saranno sempre delle cose che sono state e cose che non sono state fatte, ma credo che il compito dei nostri rappresentanti sia quello di fare e di cercare soluzioni a problemi e non quello di criticare, a ragione o meno, quello che è stato o non è stato fatto da chi li ha preceduti. Come direbbe qualcuno: “Buon Lavoro”. Giuseppe Pignatiello
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